La maggiore età dei South Park Studios

di Ennio Formusa

Era il 1995 quando Trey Parker e Matt Stone crearono uno dei primi video virali nella storia di Internet: Jesus vs. Santa.

Due anni dopo gli stessi videro andare in onda su Comedy Central l’episodio pilota del loro show in cutout animation basato proprio sull’ambientazione e i personaggi rappresentati nel cortometraggio.

Il titolo del pilota era Cartman si becca una sonda anale e lo show in questione è South Park, che nel 2013 è arrivato alla sua diciassettesima stagione, mantenendo con il passare degli anni sia uno zoccolo duro di audience affezionata che il costante aumento di nuovi fan.

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Critica 2.0 – l’incerto futuro di una specie da salvare

di Diletta Drago

Come già detto in precedenza, il ruolo della critica cinematografica al tempo di Internet è uno degli argomenti che appassionano sempre più cinefili e studiosi.

Ed è stato anche l’oggetto del convegno tenutosi il 18 e il 19 Febbraio, presso il Dipartimento di Musica e Spettacolo.

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Aspettando Critica 2.0 – A qualcuno piace web

di Diletta Drago

Evoluzione, involuzione, trasformismo, mutazione. A quale fenomeno va ricondotto il cammino della critica cinematografica?

La crisi della carta stampata e la nascita della cosiddetta “blogosfera” sono due degli aspetti più interessanti e rilevanti del panorama culturale degli ultimi trent’anni e, dalle numerose riflessioni a riguardo, non si può escludere la critica cinematografica.

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Cinzia Xlapelle: ottimizzare il trash.

di Antonino Ingrà

Tanti sono i personaggi che, negli ultimi anni, popolano YouTube Italia: alcuni veicolano l’informazione, altri si dedicano all’intrattenimento, altri ancora cercano di insegnarci qualcosa attraverso la creazione di utilissimi tutorial.
È proprio in quest’ultima categoria che potremmo inserire Cinzia Xlapelle che, dal dicembre 2012, rivela su Internet i suoi rimedi naturali per la cura del corpo. Così, video dopo video, scopriamo che per combattere le rughe basta spalmarsi un polpo in faccia, e per combattere la cellulite è necessario versarsi addosso del caffè e della cioccolata tiepida – indossando possibilmente un costume da orso.

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Smart TV: bella, non bellissima… ma ora che ci faccio?

di Giorgio Riso

La più sottile, la più aggiornata, la più tecnologica, la più desiderata ed esteticamente accattivante delle televisioni è arrivata: ecco a voi la Smart TV. Questo gioiello dell’elettronica ha immagini tanto perfette da sembrare reali e a confronto i vecchi screen lcd appaiono obsoleti. La Smart TV è la TV del futuro: è un po’ TV, un po’ computer, un po’ tablet. Per alcuni modelli, è anche possibile gestire il televisore comodamente dal divano di casa con l’uso della voce e collegare, con un solo touch, tutti i device disponibili per far fluire il blob di contenuti multimediali dei nostri archivi. In poche parole un nuovo modo di vivere l’esperienza dell’home entertainment. Continua a leggere

Online TV (USA Edition): si procede per tentativi

di Paola Brembilla

È uscito il nuovo report di Netflix, secondo cui la compagnia conta oggi 29.81 milioni di sottoscrizioni negli Stati Uniti e 8 milioni worldwide. Dal 2016, inoltre, Netflix sarà il primo canale distributivo dei film della Weinstein Co. subito dopo la loro uscita cinematografica, bypassando così la finestra della pay TV (si legga: HBO). Ah, dimenticavo: Netflix sarà anche incluso nell’offerta di una piattaforma pay TV di Virgin Media, aprendosi così sia alle corporations, sia al mercato britannico.
Google, dal canto suo, ha di recente lanciato Chromecast, una chiavetta con porta HDMI che, una volta collegata al televisore, utilizza i nostri smartphones, tablets e portatili per visualizzare YouTube e Netflix in TV. Costo: 35$. Continua a leggere

Stille post vs crowdsourcing: collaborare artisticamente o comunicare collaborando…

di Gabriele Prosperi

Germania, 2013. Il progetto si chiama Stille post e viene presentato da una società di visual communication, Built., come un lavoro collaborativo tra più artisti.
L’idea è semplice e sembra molto efficace: stille post è il termine tedesco per indicare il nostro telefono senza fili (chinese whispers in inglese) – ossia il gioco in cui alla frase detta da uno dei concorrenti, il successivo dovrà rispondere con una frase che abbia in comune l’ultima parola della precedente. Continua a leggere