Per la serie le sere d’estate e la musica: gli appuntamenti imperdibili e alcune sorprese

di Valeria De Bacco

Quella appena cominciata sembra essere un’estate particolarmente calda dal punto di vista dell’offerta musicale. Neanche il tempo di smaltire l’entusiasmante esibizione milanese di Bruce Springsteen (per i suoi sostenitori romani l’appuntamento è al Circo Massimo tra pochi giorni), che già il cartellone offre un altro imperdibile evento: lo storico ritorno di David Gilmour tra gli scavi di Pompei, quarantacinque anni dopo l’indimenticabile concerto dei Pink Floyd del 1971.

Continua a leggere

Daniele Silvestri, un acrobata sul filo della musica

di Valeria De Bacco

Daniele Silvestri, cantautore romano tra i più creativi sulla scena musicale, ci ha abituati all’ascolto di canzoni sempre cariche di significato, ironiche e mai banali. La politica e l’attualità hanno sempre avuto un ruolo centrale nei suoi testi, caratterizzando la sua musica e il suo stile. Acrobati, che nasce a distanza di cinque anni dall’ultimo lavoro S.C.O.T.C.H, con cui l’artista aveva raccontato le contraddizioni del bel paese, stupisce tutti, pubblico e critica, conquistando per la sua vena spiccatamente poetica.

Continua a leggere

Un trend di successo, si parla di Adele.

di Carolina Altilia

Uscito il 20 novembre, il terzo album di Adele, dopo 19 (2008) e 21 (2011), 25 è a ben dire il disco dei record. Dopo due giorni dalla pubblicazione, ha venduto quasi due milioni di copie e dopo una settimana, ha superato i tre milioni. Il singolo Hello entra al numero uno della classifica singoli di iTunes in 106 paesi, inclusa l’Italia, e il video, diretto dal regista di culto Xavier Dolan, batte il record assoluto di visualizzazioni su Vevo (27.717.681 milioni di visualizzazioni in 24 ore). (https://www.youtube.com/watch?v=YQHsXMglC9A) Secondo la rivista di economia e finanza Forbes già nel 2012 è l’artista under 30 più facoltosa, con un patrimonio stimato intorno ai 70 milioni di euro, senza naturalmente contare i guadagni del nuovo album, 25.

immagine201_zpstcioytkn

“Il disco parla dell’invecchiare e del diventare nostalgici”, afferma la stessa Adele in una delle tante interviste. “Parla di ciò che è stato, di ciò che resta, di ciò che sarà. Parla delle cose che ti mancano e che non credevi essere così preziose, come avere 18 anni e bere due bottiglie di sidro con gli amici a Brockwell Park”. Come ha sempre fatto con gli album passati, Adele è un’artista capace di tradurre le sue esperienze individuali in emozioni che tutti possono percepire come proprie. Lo fa utilizzando la sua voce, un soul bianco come pochi se ne sentono oggi, ma anche con i suoi testi, spesso semplici ma evocativi. 25 riflette su come cambiamo, a volte completamente, durante i nostri 20 anni, non importa se siamo cantanti famosi, idraulici o neomamme (https://i-d.vice.com/it/article/esclusiva-mondiale-la-prima-intervista-di-adele-dopo-tre-anni-di-silenzio). Il mondo è ai suoi piedi ma ride con lei.

Hello, il primo singolo estratto da 25 e ribattezzato da Adele “Hello, It’s Me”, è diventato subito una hit. La ragazza “loud and bilshie”, come lei stessa si è definita – appellativi traducibili dal suo dialetto britannico con “turbolenta e autoritaria” – ha imposto il suo talento anche nel nostro paese. È infatti sold out la tappa italiana all’arena di Verona del 28 e 29 maggio 2016, i cui biglietti erano disponibili a partire dal 4 dicembre. E, per tutti coloro che non potevano aspettare questo week end per cantare insieme a lei, Adele ha tolto la curiosità a tutti presentandosi il 6 dicembre su Rai 3 da Fabio Fazio a Che tempo che fa (http://www.optimaitalia.com/blog/2015/12/01/adele-a-milano-ospite-di-che-tempo-che-fa-il-6-dicembre-come-partecipare-tra-il-pubblico/234706).

E i fan italiani, intanto, hanno scaldato i social in attesa del concerto di Verona di questa settimana, per i quali sono previsti lacrimoni.

immagine202_zpsiwtjdxm7

La bacheca dell’evento su Facebook è ricoperta da una delle più grosse campagne di sarcasmo e ironia che la rete conosca, seconda forse solo ad #escile sulla pagina di Emily Ratajkowski. Oggetto d’ironia non poteva che essere la malinconia su cui molti testi di Adele insistono, e su cui l’artista ha costruito un brand aziendale, riconoscibile sin dal debutto con 19. Adesso, però, orde di umoristi hanno trasformato le intricate vicende sentimentali di Hello e di Someone like you, entrambi scritti da Greg Kurstin, in un moto collettivo di celebrazione della tristezza. Un vero e proprio melodramma musicale, che ha dato vita a infiniti meme scherzosi diffusi sui social network dai fan. (https://www.facebook.com/Fare-musicoterapia-ascoltando-Adele-987117221348434/)

immagine203_zpstza2fl47

Il commentatore più autorevole in materia, neanche a dirlo, è Giacomo “Mainagioia” Leopardi: “Credo che possa esserci una certa affinità tra te e me, cara fanciulla. Ti aspetto stanotte sull’ermo colle: io, te e la luna. Le chiederemo cosa fa lì in cielo, silenziosa. E poi, tra un calice di vinello e una girella, chissà…”. C’è anche una citazione di Van Gogh: “Adele mi fa venire la nostalgia anche dell’orecchio”.

immagine204_zps4ryvb0vd

Si è inoltre diffusa la frase di un utente che, in un inglese decisamente maccheronico, si rivolge alla cantante: “Adele hello, ma ce puoi spiegà che cazz hai fatto? In the sense che sei l’unica that è riuscita a fa money venendo scaricata. Everybody when vengono mollati piangono, cominciano a fare stalking sui social, probably ingrassano. But noi don’t make money, you sì, so please dicce qual è il tuo segreto. We promise you in cambio tanta de quella carbonara che te la sogni fino a che non fai uscì “76”. Let us sapè, kisses dall’Italy”.

 

NOBRAINO: ironia e qualità nel panorama musicale italiano

di Francesca Tolve

Quando si parla di musica italiana contemporanea spesso si cade nello sconforto, perché a parte i nomi celebri a livello internazionale, pochissimi cantanti vengono considerati degni di nota, soprattutto tra i giovani. Ma, fortunatamente, una lieta ventata che risuona nell’aria c’è, e si sta parlando dei NOBRAINO.
Continua a leggere

DISTOPIA: MONDI INQUIETANTI DALLA CARTA ALLA PELLICOLA

di Azzurra Pignotti

La distopia in letteratura nasce come concetto strettamente legato alla rivoluzione industriale e all’idea di mondo standardizzato che viene portato all’eccesso. Se il primo romanzo iscrivibile nel genere, Le monde tel qu’il sera del francese Èmile Souvestre, esce nel 1845, è però il Novecento che vede l’affermarsi e il consolidarsi dei romanzi a sfondo distopico. Alla disumanizzazione creata dal continuo espandersi delle macchine nella vita dell’uomo, si aggiungono temi come la politica totalitaria e la fantascienza. Continua a leggere

Whiplash, il sangue per la musica

di Valerio Greco

Non esistono, in nessuna lingua al mondo, due parole più pericolose di ‘bel lavoro!’” – Terence Fletcher

Whiplash, ovvero “le conseguenze dell’amore per la musica” nella brillante opera prima di Damien Chazelle, che si è aggiudicato sia il Gran Premio della Giuria che quello del Pubblico al Sundance Film Festival. Un film che parla di rabbia, di voglia di emergere, di sacrifici, ma anche di perfezione musicale come raramente si è visto in film così vicini alla narrazione classica. Insomma, una pellicola che merita una approfondita e attenta analisi.

Il Jazz e il cinema sono due arti intimamente connesse che, sin dalla nascita del sonoro nel 1927 con il film Il Cantante di Jazz, sono andate a braccetto. Chazelle sembra riprendere lo stesso contenuto in versione aggiornata: in entrambi i film si parla del difficile addestramento nel diventare un maestro di questa cosiddetta e ripetuta “arte per pochi”. Il tutto poi utilizzando gli strumenti (per rimanere in ambito musicale) comuni al più classico dei romanzi di formazione, per spingersi oltre, dimostrando che il successo – se lo si raggiunge – non è solo bravura e luci dei riflettori, ma sangue, sudore, violenza psicologica.

Continua a leggere

Accesso all’eccesso: TR/ST al Locomotiv

di Federica Giacomini

Il 10 Febbraio TR/ST sarà al Locomotiv a Bologna. Per chi non lo conoscesse, si tratta di un progetto nato in Canada dalla collaborazione fra Robelt Alfons e Maya Postepski, una meravigliosa compositrice di musica elettronica, già membro degli Austra. Da quest’incontro, il primo album omonimo, la prima caramella. Undici tracce su uno sfondo di synth cavernosi, notturni.
Continua a leggere