Cosa collega Halo ad Elysium e District 9?

di Ennio Formusa

Non sono molti i film mainstream come District 9 (2009) di Neill Blomkamp che riescono a trovare un equilibrio decente e coerente tra il “genere”, le tendenze coeve e il valore socio-culturale dei temi trattati. Nonostante i fan dell’universo Halo siano ancora amareggiati per il fallimento dell’ambizioso progetto di una trasposizione cinematografica dal suddetto, le produzioni del giovane regista sud-africano e del produttore Peter Jackson, incaricati all’inizio di tale adattamento, rimangono comunque qualitativamente soddisfacenti.

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L’industria videoludica contemporanea e la narrazione

di Ennio Formusa

Ad oggi il progresso dell’industria dei videogame, grazie anche alla fiorente rinascita del settore mobile, aumenta ad una velocità sempre maggiore, e le console portabandiera delle più rinomate aziende hardware/software sono state aggiornate completamente da poche settimane.

I cosiddetti “tripla A”, ovvero i titoli a budget di produzione più alto (GTA V, The Last of Us), oggi stanno cercando di imporre la loro predominanza almeno economica sulle altre produzioni delle industrie culturali.

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Smart TV: bella, non bellissima… ma ora che ci faccio?

di Giorgio Riso

La più sottile, la più aggiornata, la più tecnologica, la più desiderata ed esteticamente accattivante delle televisioni è arrivata: ecco a voi la Smart TV. Questo gioiello dell’elettronica ha immagini tanto perfette da sembrare reali e a confronto i vecchi screen lcd appaiono obsoleti. La Smart TV è la TV del futuro: è un po’ TV, un po’ computer, un po’ tablet. Per alcuni modelli, è anche possibile gestire il televisore comodamente dal divano di casa con l’uso della voce e collegare, con un solo touch, tutti i device disponibili per far fluire il blob di contenuti multimediali dei nostri archivi. In poche parole un nuovo modo di vivere l’esperienza dell’home entertainment. Continua a leggere

Vine.co – universale, breve, facile da ricordare e… protetto da una banda di colombiani

di Gabriele Prosperi

I video di Vine.co non sono dei video monchi, o dei film mancati. Non hanno proprio niente in meno rispetto a una qualsiasi altra forma audiovisiva. Sono semplicemente dei video che durano al massimo 6 secondi e, come ha recentemente sottolineato Robert DeNiro, «you can tell a whole story in six seconds».

Ma allora qual è il segreto del successo di questa “nuova” app per iPhone? Semplicissimo, e come al solito è lì sotto gli occhi: manca una m al dominio. Non è tanto il film a essersi accorciato ma qualcosa di molto più esteso: il .com s’è perso l’ultima lettera! Continua a leggere

“True Blood”, Miso e la virtualità aumentata

di Paola Brembilla

Pochi giorni fa è stato pubblicato il nuovo rapporto quadrimestrale di Nielsen, la compagnia statunitense che si occupa di misurazione dell’audience telelevisiva. Il cross-platform report – che si riferisce al secondo quadrimestre 2012 – riassume il trend del momento nel titolo del paragrafo iniziale: Who Said You Can’t Do It All?. In breve, secondo Nielsen, almeno una volta al giorno il 40% degli americani usa un tablet o uno smartphone mentre guarda la televisione. Continua a leggere