Black Mirror: luce nelle crepe dello specchio?   

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di Simone Labricciosa

Dopo uno iato di tre anni, interrotto soltanto dallo speciale natalizio White Christmas, la serie di Charlie Brooker torna finalmente con sei nuovi episodi, passando dalla britannica Channel 4 a Netflix. 

Cosa cambia in questa terza stagione?  Continua a leggere

Planet Earth: troppo bello per non essere vero

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di Pasquale Severino

L’internet impazza negli ultimi giorni davanti ai vari teaser della seconda stagione di BBC: Planet Earth, pluripremiato ciclo di documentari che è ormai fiore all’occhiello, assieme ad altri lavori del medesimo filone, molti fra i quali diretti anch’essi dallo specialista Alastair Fothergill ( The Blue Planet, Frozen Planet), del pacchetto di genere che Netflix propone. Continua a leggere

Cambio di stagione; Bloodline 2 di 2

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di Pasquale Severino

Bloodline ci ha mostrato nel corso della sua season one, un desueto e stratificato focolare narrativo, quello della famiglia Rayburn, radicato nelle sabbie dorate delle Florida Keys, fino a profondità dai toni rosso sangue, attorniato da un’idilliaca apparenza di cui abbiamo osservato il progressivo creparsi, una volta costretta a fare i conti col fantasma dei natali passati, il suo primogenito Danny. Oggi parliamo della seconda parte di questo ansiogeno dramma, in attesa della terza e ultima stagione.

We’re not bad people, but we did a bad thing

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Cambio di stagione; Bloodline 1 di 2

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di Pasquale Severino

Non è un uomo a scegliersi la propria famiglia, è semmai la famiglia a definire in larga parte ciò che l’uomo diverrà, in quegli anni dove il carattere e la persona sono un continuo farsi e disfarsi, dove nascono e si profilano nelle tenebre dell’animo, mostri che nostro malgrado ci accompagneranno fino alla fine dei nostri giorni, scheletri pronti a socchiudere le ante dell’armadio e sussurrarci terribili verità alle quali è impossibile non prestare orecchio. Bloodline, uno degli ultimi successi di pubblico e critica di casa Netflix, parla di questo, di questo e molto altro.

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Orange Is the new Black: how can we get back to reality?

di Valeria De Bacco

Giugno non è solo il mese dei primi bagni, della rincorsa alla tintarella per non mostrare in spiaggia quanto lungo sia stato anche quest’anno l’inverno e dell’anguria fresca di frigo, mangiata con gli amici e magari un po’ di vodka. Giugno è anche il mese che tutti gli appassionati di Orange Is the New Black, per gli amici OITNB, stavano aspettando. Tra otto giorni esatti, sarà infatti possibile scoprire le nuove avventure che la prigione ha riservato a Piper e alle sue compagne di detenzione. Almeno per quanto visto fino ad oggi, è proprio il caso di dire che a Litchfield non è mai detta l’ultima parola.

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“Impossibility is a kiss away from reality”. Sense8 e l’epopea dei supereroi ai margini del mondo

di Stefano Monti

Approdata su Netflix il 5 giugno 2015 e disponibile in Italia dal 22 ottobre insieme all’arrivo della piattaforma, seguita solo durante i mesi estivi da più di un milione di spettatori e, secondo quanto riportato da Variety (http://variety.com/2015/digital/news/netflix-sense8-piracy-wachowskis-1201514526/ ), scaricata illegalmente più di mezzo milione di volte, la prima serie scritta e diretta da Andy e Lana Wachoswki – in collaborazione con J. Michael Straczynski e altri membri della loro squadra, come Tom Tykwer (sceneggiatore di ‘Cloud Atlas’) e John Toll (direttore della fotografia sui set di ‘Cloud Atlas’ e ‘Jupiter Ascending’) – ‘Sense8’ si è presentata al pubblico come un fuoco d’artificio, trasformandosi nel giro di pochissimi giorni in un fenomeno mediatico fin troppo succulento.

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Quante volte è stato detto che la storia non si fa con i “se” e con i “ma”? Beh, per fortuna qui siamo al cinema, dove i “se” possono anche cambiare il corso degli eventi

di Valeria De Bacco

Immaginate di camminare sereni nella tranquillità della vostra città. Ogni lampione, cespuglio e panchina al proprio posto, le strade quelle di sempre. Nulla sembra poter turbare il rigore di una quiete apparente, la cui forma non ricorda più il motivo di un’importante conquista, ma una spavalda certezza collaudata dal tempo. Se nell’abitudine delle vostre vite comparisse ora il fantasma di un passato così imponente da trovare ancora l’energia di agire sul presente e mutare il futuro, voi cosa direste? È storia, è passato, è fantasia o è pura follia? Oppure è Lui è tornato, il film di David Wnendt che riflette su Hitler al tempo degli amici virtuali e delle frontiere reali.

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