Roanoke: il ritorno di American Horror Story, tra realtà e finzione

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di Simone Labricciosa
Dopo mesi di segretezza intervallati solamente da brevi ed enigmatici teaser, il mistero è finalmente svelato: Roanoke è la sesta stagione di American Horror Story, e sembra portare con sé inevitabili richiami al passato, ma soprattutto molte innovazioni.

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The Blair Witch Project(s); ogni cosa a suo tempo

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di Pasquale Severino

C’era una volta la Hollywood degli high concept movies e dei blockbuster canonici, la più fedele nutrice degli studios e delle sue strategie di mercato, della sacra triade formata da prevendita, pubblicità e distribuzione massiccia.

C’era, c’è sempre stata e inevitabilmente sempre ci sarà; la casa della settima arte vive prima d’ogni altra cosa dei numeri al botteghino, di statistiche e previsioni, di quel suo lato calcolatore che meno ci piace ma che accettiamo assieme al resto del pacchetto, come chi ama Walter White anche dopo aver finito Breaking Bad. Continua a leggere

Modern Family – L’esilarante commedia delle storie di tutti i giorni

di Stefano Monti

In onda dal 23 settembre 2009 sul network statunitense ABC e disponibile in Italia sul canale pubblico MTV (fatta esclusione la prima stagione, comprata inizialmente da Cielo), Modern Family, l’esilarante serie televisiva prodotta da Steven Levitan e Christopher Lloyd, vincitrice nel 2012 del Golden Globe per la ‘Miglior Serie Comedy o Musical’ e più volte nominata dall’American Film Institute tra i dieci migliori programmi dell’anno, ha da poco festeggiato il suo settimo compleanno, forte più che mai di ascolti e popolarità, tornando per l’occasione sugli schermi con una nuova, irresistibile stagione.

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Wes Anderson è ovunque

di Claudio Balboni

Nella schiera di registi americani che si sono affermati tra gli anni ’90 e i 2000, si leggono nomi come Alexander Payne, David O. Russel, Spike Jonze, Paul Thomas Anderson. Tutti questi artisti hanno saputo dare ai loro film quel tocco personale in grado di distinguerli dalla maggioranza dei prodotti hollywoodiani, basati invece su una messa in scena classica e una rigida struttura in tre atti. Tra questi autori contemporanei però quello che può dirsi veramente incofondibile è Wes Anderson.
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Mockumentary – Horror

di Andrea Spazzoli

Cosa succederebbe se gli alieni ci rapissero durante la notte senza che noi ce ne accorgessimo? Oppure se il nostro condominio fosse invaso da infetti affamati di carne umana?

Queste ed altre domande sono alla base di numerosi film degli anni Duemila, un periodo in cui si apre la moda dei falsi documentari di genere horror poiché lo spettatore viene maggiormente attirato da queste storie passate per reali in cui viene creato un maggior senso di angoscia e di dubbio sulla realtà in cui viviamo. Specialmente il 2007 è stato un anno importante per questo genere di film, proponendo tre pellicole come Diary of the Dead, Rec e Paranormal Activity.

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Mockumentary – Biographic

di Jlenia Lasaracina

“Cosa succederebbe se io, Gioacchino Fenice, scegliessi di abbandonare la mia carriera di attore e decidessi di buttarmi a capofitto nella carriera musicale hip-hop (senza essere un minimo intonato)?”

Non si sa se ci credesse davvero, ma il nostro Gioacchino lo fece. Ciò che vediamo nel singolare mockumentary I’m still here di Casey Affleck (2010), lascia perplessi, e non poco.

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Mockumentary – Woody Allen

di Nicola Donadio

“Ehi vogliamo andare alla discarica a sparare ai topi?”. Questa stupefacente domanda di Emmet Ray, il protagonista di Accordi e Disaccordi, sembra un’ottima trovata comica e niente più. Eppure rivedendo I Pugni in Tasca di Marco Bellocchio è strabiliante notare come questo assurdo passatempo sia una delle inquietanti abitudini anche del protagonista di questo film che, per usare un eufemismo, è un film drammatico mentre Accordi e Disaccordi, non solo è una commedia, ma è anche il terzo mockumentary di Woody Allen.

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