L’anima nera di Donald Trump – The Nazi Hustle

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di Giada Antonelli

A pochi giorni dalle elezioni presidenziali USA, che hanno visto fronteggiarsi Hillary Clinton e Donald Trump, venne presentato il documentario di Riccardo Valsecchi L’anima nera di Donald Trump – The Nazi Hustle, che indaga i legami fra il candidato repubblicano e l’estrema destra. Continua a leggere

Arrival; un babelico affresco dell’atto semiotico

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di Pasquale Severino

Sarebbe poco onesto far strame di un film come Arrival , esattamente quanto lo sarebbe urlare al capolavoro; rimarrebbe tuttavia una miopia analitica non sottolineare l’efficacia con cui l’ultima fatica dell’istrionico Denis Villeneuve (Sicario, Prisoners) riesce a tratteggiare il cruciale tentativo di costruire un atto di comunicazione intraspecie, la disperata necessità di uscire da quello che per de Saussure è il linguaggio privato, dipanando pazientemente il bandolo del significante, per arrivare al significato. Continua a leggere

Il videogiocatore monco: Virginia e la perdita consapevole dell’interattività

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di Marco Catenacci

Da una parte la realtà virtuale di Tron, il respawn di Lola Corre e di Edge of Tomorrow, la soggettiva FPS del recente Hardcore!; dall’altra, il caso limite dei lavori e della poetica della Quantic Dream. Che il cinema e il videogioco abbiano, ormai da parecchio tempo, provato a contaminarsi reciprocamente per espandere le proprie risorse non è certo un segreto. Ma che il videogioco scelga, in modo pienamente consapevole e maturo, di annullare gran parte delle proprie specificità linguistiche per far risaltare al contempo quelle del testo cinematografico, beh, si tratta di un’operazione non così frequente e nemmeno così immediata.  Continua a leggere

La La Land (o L’irresistibile virtù dell’imperfezione)

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di Pasquale Severino

Fruscio di frequenze radio, stralci di melodie e ritmi differenti, una lunga carrellata serpeggia fra un ingorgo di veicoli in coda, fino ad un abitacolo, in cui una ragazza comincia a cantare, mentre il Cinemascope ci srotola dinnanzi la California Highway Patrol, proprio lì, all’imbocco della Città degli Angeli, alcova della fabbrica dei sogni per eccellenza;  via via le fanno eco sempre più voci, un coro di storie dalla radice comune, una comune aspirazione, le luci della ribalta, i neon, la celebrità. Continua a leggere

Qui Sanremo: forse che sì, forse che no, e ci risiamo anche quest’anno

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di Emiliano Rossi

Caro Sanremo ti scrivo,

ti scrivo per spiegarti alcune cose. Tu lì, sulla riviera, che magari ti vuoi godere il tuo dolce naufragar, e noi qui, dilaniati dal solito amletico dilemma. Guardare o non guardare il festival? Perché quella del telespettatore sanremese è una distesa di categorie diversissime tra loro, ma tutte meravigliosamente italiane. E allora ti propongo qualche identikit che ti aiuti ad orientarti (e perdonami se ti do del tu). Continua a leggere

REALE E VIRTUALE, DLC #2 Westworld: la realtà virtuale dove tutto è concesso

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Di Giada Antonelli

Al giorno d’oggi, in un momento in cui la commistione fra realtà e virtualità è più che mai resa possibile anche attraverso dispositivi come il Playstation VR, ultimo arrivato in casa Sony, non stupisce come la realtà virtuale sia uno dei temi maggiormente rappresentati all’interno dei media. Partendo dal grande schermo, dove, già negli anni ’90, sono apparsi i primi mondi virtuali, abbiamo assistito al trasferimento di questa rappresentazione nelle serie tv. Soprattutto negli ultimi 2/3 anni questo argomento ha preso ampiamente piede, grazie a prodotti seriali come Black Mirror e Westworld.    Continua a leggere

REALE E VIRTUALE, DLC#1: Black Mirror e le realtà virtuali, dallo schermo alla mente

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di Simone Labricciosa

Trattando di realtà virtuale nei media contemporanei, approfondendo il panorama della serialità televisiva, è impossibile non tornare su Black Mirror. Recensendo  la terza stagione e analizzando la season finale, “Hated in the Nation”, abbiamo già avuto modo di notare come la serie sfondi “la barriera reale/virtuale”; è significativo che ciò sia stato affermato a proposito dell’elemento meno fantascientifico di un episodio che già di suo non ha nulla a che fare con dispositivi VR, ovvero i social media (e le relative implicazioni nel mondo “reale”). Ciò non circoscrive il tema del rapporto tra l’umano e il virtuale a un episodio, ma dimostra come sia insito persino nei riflessi più attuali (e perciò più inquietanti) della serie. Quelli più avveniristici non sono da meno: vedremo come si relazionano tra loro, e quali rapporti hanno con tecnologie correnti e futuribili fin dal pilota della prima stagione. Continua a leggere