Suicide Squad: Caos Anarchico

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di Pier Francesco Cantelli

Suicide Squad, fresco vincitore dell’Oscar per il miglior Makeup, è il  terzo film  del “DC extended universe”  dopo Man of Steel e Batman v. Superman, due film che hanno diviso il pubblico. Una posizione non facile. Per uscirne sembrava volersi distaccare dai suoi predecessori,  ma è riuscito a farlo davvero?   Continua a leggere

Oscars 2017: Ups ‘n Downs

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di Pasquale Severino

Domenica, al Dolby Theatre di Los Angeles, si è svolta l’ottantanovesima cerimonia di consegna degli Academy Awards. Passiamo dunque in rassegna il meglio e il peggio della Notte per eccellenza, i momenti più alti e le cadute di stile, tanto per gli aficionados più insonni quanto per te che dormivi già ai premi tecnici, o che semplicemente continui a non capire quanto noi cosa sia successo durante l’annuncio dell’Oscar per il Miglior Film. Continua a leggere

Jackie Kennedy: il ritratto di una first lady

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di Giada Antonelli

Esce oggi nei cinema italiani Jackie, la tanto attesa pellicola del regista cileno Pablo Larraín, che ha come protagonista la first lady Jacqueline Kennedy (Natalie Portman) durante i giorni successivi all’attentato mortale a John Fitzgerald Kennedy. Continua a leggere

L’anima nera di Donald Trump – The Nazi Hustle

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di Giada Antonelli

A pochi giorni dalle elezioni presidenziali USA, che hanno visto fronteggiarsi Hillary Clinton e Donald Trump, venne presentato il documentario di Riccardo Valsecchi L’anima nera di Donald Trump – The Nazi Hustle, che indaga i legami fra il candidato repubblicano e l’estrema destra. Continua a leggere

Arrival; un babelico affresco dell’atto semiotico

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di Pasquale Severino

Sarebbe poco onesto far strame di un film come Arrival , esattamente quanto lo sarebbe urlare al capolavoro; rimarrebbe tuttavia una miopia analitica non sottolineare l’efficacia con cui l’ultima fatica dell’istrionico Denis Villeneuve (Sicario, Prisoners) riesce a tratteggiare il cruciale tentativo di costruire un atto di comunicazione intraspecie, la disperata necessità di uscire da quello che per de Saussure è il linguaggio privato, dipanando pazientemente il bandolo del significante, per arrivare al significato. Continua a leggere

Il videogiocatore monco: Virginia e la perdita consapevole dell’interattività

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di Marco Catenacci

Da una parte la realtà virtuale di Tron, il respawn di Lola Corre e di Edge of Tomorrow, la soggettiva FPS del recente Hardcore!; dall’altra, il caso limite dei lavori e della poetica della Quantic Dream. Che il cinema e il videogioco abbiano, ormai da parecchio tempo, provato a contaminarsi reciprocamente per espandere le proprie risorse non è certo un segreto. Ma che il videogioco scelga, in modo pienamente consapevole e maturo, di annullare gran parte delle proprie specificità linguistiche per far risaltare al contempo quelle del testo cinematografico, beh, si tratta di un’operazione non così frequente e nemmeno così immediata.  Continua a leggere