Per la serie le sere d’estate e la musica: gli appuntamenti imperdibili e alcune sorprese

di Valeria De Bacco

Quella appena cominciata sembra essere un’estate particolarmente calda dal punto di vista dell’offerta musicale. Neanche il tempo di smaltire l’entusiasmante esibizione milanese di Bruce Springsteen (per i suoi sostenitori romani l’appuntamento è al Circo Massimo tra pochi giorni), che già il cartellone offre un altro imperdibile evento: lo storico ritorno di David Gilmour tra gli scavi di Pompei, quarantacinque anni dopo l’indimenticabile concerto dei Pink Floyd del 1971.

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Lo zenit dell’arte in tutte le sue forme: una domenica al LAC di Lugano – 2 puntata

di Emiliano Rossi

Ultimamente scrivevamo di quanto ambizioso sia il progetto del LAC, il nuovo gioiello della cultura inaugurato a Lugano nel settembre dello scorso anno, con l’obiettivo di riunire in un unico luogo forme diverse di espressione artistica, ponendole al servizio della collettività. LAC come crocevia tra nord e sud, LAC come punto di convergenza di esperienze diverse, LAC come incentivo a scoprire, raccontare, capire, proprio lì, davanti al lago della cittadina svizzera che così tanti significati ha rivestito nella progettazione dell’edificio e della sua filosofia identitaria.

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Lo zenit dell’arte in tutte le sue forme: una domenica al LAC di Lugano – 1 puntata

di Emiliano Rossi

Non sempre l’inaugurazione di un museo è una grande notizia: in Italia siamo abituati ad un certo disfattismo condito dalla solita autocommiserazione e da quella cultura della lamentela che spesso finisce per offuscare anche ciò che di positivo vantiamo. Tutto è travolto da un mare di polemiche e controversie – spartizione delle poltrone e costi dell’operazione in primis – che finiscono col rendere marginali anche le belle notizie. In Svizzera questo non succede: lo scorso settembre, nella cornice lacustre di Lugano, a un’ora di treno da Milano, l’inaugurazione del LAC Lugano Arte Cultura (http://www.luganolac.ch/) sembra aver messo tutti d’accordo. Un “centro culturale” (perché “museo” fa molto secolo scorso…) davvero al passo coi tempi. E qualcosa da imparare ci sarebbe…

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70esima edizione dei Nastri d’Argento: La pazza gioia di Virzì si prepara a fare incetta di premi…

di Luisa Djabali

Una pioggia di candidature ai Nastri d’Argento e più di tre milioni di euro di incassi dalla sua presentazione al Festival di Cannes, avvenuta il maggio scorso, confermano La Pazza Gioia (trailer qui: https://youtu.be/ikcsQBz8q4g ) di Paolo Virzì uno dei casi cinematografici della stagione.

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«Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior». Fiore esprime la bellezza, laddove sembra non esserci più nemmeno la speranza

di Valeria De Bacco

Così cantava De André e queste sue parole sembrano accordarsi perfettamente alla trama di una storia che, carica della stessa raffinata poesia, irrompe sullo schermo con l’energia graffiante e spavalda della gioventù e così, senza chiedere il permesso, come si addice a chi ha tutto davanti e nulla da perdere, riesce a descrivere il profumo ancora acerbo di un giovane amore. Fiore è un film delicato e potente, che esplode nel cuore di chi lo guarda costringendolo ad avere di nuovo vent’anni e un vulcano nel petto.

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Pensare globale, ma guardare locale: quando il cinema resta a casa

di Valeria De Bacco

In una società come quella attuale, in cui la dimensione spazio-temporale dell’individuo è dominata dai ritmi dell’accelerazione tecnologica, anche l’arte si ripropone al pubblico indossando vesti insolite, per continuare ad affascinare e incuriosire grazie all’utilizzo di forme sempre nuove. In questi ultimi tempi, il focolare domestico si sta trasformando in luogo d’incontro, un crocevia in cui passione, amicizie e lavoro si mischiano, facendo emergere il volto inaspettato dell’intimità casalinga. Dall’home gallery all’home restaurant, anche il cinema in Italia reclama una propria nicchia all’interno di questa rivoluzione casereccia, che rilegge gli spazi e ricodifica la fruizione del tempo libero.

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Speciale Cinevasioni: il carcere apre le porte alla settima arte. Vince la prima edizione Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti. Madrina d’eccezione, la Signora del cinema italiano, Claudia Cardinale.

di Luisa Djabali

E’ stata una madrina d’eccezione come Claudia Cardinale a chiudere la prima edizione di Cinevasioni Film Festival. Dopo la proiezione del film fuori concorso, Non essere cattivo, di Claudio Caligari, ha avuto inizio un’emozionante cerimonia di premiazione. Alla Signora del cinema italiano è andata la prima farfalla di ferro, Oscar di Cinevasioni, in tributo all’immensa carriera cinematografica, riassunta per il pubblico del Festival in una breve clip omaggio (qui il link del filmato https://www.youtube.com/watch?v=4Vt_vfruAE0&feature=youtu.be).

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