Per la serie le sere d’estate e la musica: gli appuntamenti imperdibili e alcune sorprese

di Valeria De Bacco

Quella appena cominciata sembra essere un’estate particolarmente calda dal punto di vista dell’offerta musicale. Neanche il tempo di smaltire l’entusiasmante esibizione milanese di Bruce Springsteen (per i suoi sostenitori romani l’appuntamento è al Circo Massimo tra pochi giorni), che già il cartellone offre un altro imperdibile evento: lo storico ritorno di David Gilmour tra gli scavi di Pompei, quarantacinque anni dopo l’indimenticabile concerto dei Pink Floyd del 1971.

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Daniele Silvestri, un acrobata sul filo della musica

di Valeria De Bacco

Daniele Silvestri, cantautore romano tra i più creativi sulla scena musicale, ci ha abituati all’ascolto di canzoni sempre cariche di significato, ironiche e mai banali. La politica e l’attualità hanno sempre avuto un ruolo centrale nei suoi testi, caratterizzando la sua musica e il suo stile. Acrobati, che nasce a distanza di cinque anni dall’ultimo lavoro S.C.O.T.C.H, con cui l’artista aveva raccontato le contraddizioni del bel paese, stupisce tutti, pubblico e critica, conquistando per la sua vena spiccatamente poetica.

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Violenza e media, nona declinazione. “Ultraviolence”: la spettacolarizzazione della violenza nei videoclip musicali

di Stefano Monti

La spettacolarizzazione dell’elemento violento, specialmente quando al limite della sopportabilità visiva, negli ultimi anni è stata oggetto di un’interessante riflessione etica ed estetica che ha coinvolto diversi media. Dalle espressioni cinematografiche di più parti del mondo, fino allo sviluppo della reality tv e all’affermazione della serialità, senza risparmiare alcune fra le più recenti forme di intrattenimento multimediale come i processi interattivi di gamification (LINK ‘OTTAVA DECLINAZIONE’) oggi nel vivo del loro sviluppo, la maggior parte degli strumenti dell’audiovisivo è stata condizionata da una specifica tendenza comune votata alla rappresentazione della violenza, specialmente nelle sue oscillazioni più estreme. Considerata l’imprescindibile influenza reciproca fra le varie forme dell’espressione culturale e mediatica, a questa inclinazione non è rimasto estraneo nemmeno un altro fenomeno, ai giorni nostri di grande pregnanza culturale: il videoclip musicale.

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STRAIGHT OUTTA COMPTON. QUANDO UN FILM SULLA MUSICA DIVENTA ESPRESSIONE DI DIRITTI UMANI

di Alessio Migliazzo

In una giornata in cui non si trova niente da fare si può decidere di andare al cinema a vedere uno degli ultimi film usciti, magari con la propria fidanzata o con la famiglia. Quando però il film parla di pistole e gangster magari ci si pensa due volte, ma non è questo il caso. Straight Outta Compton è un film in cui all’interno troverete rappresentato il disagio di un’America impreparata a quello che stava per accadere, l’esplosione di una cultura che si impose proprio in quegli anni, proprio con quei protagonisti, proprio a Compton: il gangsta rap.

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Whiplash, il sangue per la musica

di Valerio Greco

Non esistono, in nessuna lingua al mondo, due parole più pericolose di ‘bel lavoro!’” – Terence Fletcher

Whiplash, ovvero “le conseguenze dell’amore per la musica” nella brillante opera prima di Damien Chazelle, che si è aggiudicato sia il Gran Premio della Giuria che quello del Pubblico al Sundance Film Festival. Un film che parla di rabbia, di voglia di emergere, di sacrifici, ma anche di perfezione musicale come raramente si è visto in film così vicini alla narrazione classica. Insomma, una pellicola che merita una approfondita e attenta analisi.

Il Jazz e il cinema sono due arti intimamente connesse che, sin dalla nascita del sonoro nel 1927 con il film Il Cantante di Jazz, sono andate a braccetto. Chazelle sembra riprendere lo stesso contenuto in versione aggiornata: in entrambi i film si parla del difficile addestramento nel diventare un maestro di questa cosiddetta e ripetuta “arte per pochi”. Il tutto poi utilizzando gli strumenti (per rimanere in ambito musicale) comuni al più classico dei romanzi di formazione, per spingersi oltre, dimostrando che il successo – se lo si raggiunge – non è solo bravura e luci dei riflettori, ma sangue, sudore, violenza psicologica.

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Accesso all’eccesso: TR/ST al Locomotiv

di Federica Giacomini

Il 10 Febbraio TR/ST sarà al Locomotiv a Bologna. Per chi non lo conoscesse, si tratta di un progetto nato in Canada dalla collaborazione fra Robelt Alfons e Maya Postepski, una meravigliosa compositrice di musica elettronica, già membro degli Austra. Da quest’incontro, il primo album omonimo, la prima caramella. Undici tracce su uno sfondo di synth cavernosi, notturni.
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Orgoglio Italiano. Il signor Riz Ortolani

di Jlenia Lasaracina

Ci ha lasciato lo scorso 23 gennaio, all’età di 87 anni, il grande compositore di colonne sonore Riz Ortolani.

Orgoglio italiano, ma conosciuto soprattutto all’estero, il signor Riziero ci lascia con una quantità spropositata di musica per il cinema, musica, come da lui definita, senza data. Gli diamo pienamente ragione.

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