Venice Tweet Meet: incontro sul restauro cinematografico

di Riccardo Frati

La pellicola non è morta, nonostante il 2014 abbia rappresentato l’anno della più grande rivoluzione nella storia del cinema, ovvero, il definitivo passaggio dalla pellicola al digitale. È ciò che è emerso dalla conversazione con Stefano Francia di Celle, curatore della sezione Venezia Classici, e Davide Pozzi, direttore del laboratorio L’Immagine Ritrovata di Bologna, in occasione della 71° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

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Cosa collega Halo ad Elysium e District 9?

di Ennio Formusa

Non sono molti i film mainstream come District 9 (2009) di Neill Blomkamp che riescono a trovare un equilibrio decente e coerente tra il “genere”, le tendenze coeve e il valore socio-culturale dei temi trattati. Nonostante i fan dell’universo Halo siano ancora amareggiati per il fallimento dell’ambizioso progetto di una trasposizione cinematografica dal suddetto, le produzioni del giovane regista sud-africano e del produttore Peter Jackson, incaricati all’inizio di tale adattamento, rimangono comunque qualitativamente soddisfacenti.

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L’industria videoludica contemporanea e la narrazione

di Ennio Formusa

Ad oggi il progresso dell’industria dei videogame, grazie anche alla fiorente rinascita del settore mobile, aumenta ad una velocità sempre maggiore, e le console portabandiera delle più rinomate aziende hardware/software sono state aggiornate completamente da poche settimane.

I cosiddetti “tripla A”, ovvero i titoli a budget di produzione più alto (GTA V, The Last of Us), oggi stanno cercando di imporre la loro predominanza almeno economica sulle altre produzioni delle industrie culturali.

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Critica 2.0 – l’incerto futuro di una specie da salvare

di Diletta Drago

Come già detto in precedenza, il ruolo della critica cinematografica al tempo di Internet è uno degli argomenti che appassionano sempre più cinefili e studiosi.

Ed è stato anche l’oggetto del convegno tenutosi il 18 e il 19 Febbraio, presso il Dipartimento di Musica e Spettacolo.

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Vine.co – universale, breve, facile da ricordare e… protetto da una banda di colombiani

di Gabriele Prosperi

I video di Vine.co non sono dei video monchi, o dei film mancati. Non hanno proprio niente in meno rispetto a una qualsiasi altra forma audiovisiva. Sono semplicemente dei video che durano al massimo 6 secondi e, come ha recentemente sottolineato Robert DeNiro, «you can tell a whole story in six seconds».

Ma allora qual è il segreto del successo di questa “nuova” app per iPhone? Semplicissimo, e come al solito è lì sotto gli occhi: manca una m al dominio. Non è tanto il film a essersi accorciato ma qualcosa di molto più esteso: il .com s’è perso l’ultima lettera! Continua a leggere

Kinodromi. Ora e sempre rivoluzione

di Giulia Giapponesi

Se c’è una cosa evidente riguardo alla tanto citata rivoluzione digitale è che, come rivoluzione, è piuttosto lenta. Da oltre trent’anni la tecnologia digitale rinnova dispositivi, comparti industriali, oggetti culturali, interi settori della vita pubblica ed ogni volta si parla di rivoluzione. In alcuni ambiti, in particolare, la “rivoluzione” è citata continuamente, come se non dovesse finire mai. Continua a leggere

La Nerd-Economy: potere ai programmatori

di Paola Brembilla

Be nice to nerds. Chances are you’ll end up working for one
Bill Gates

Il 25 ottobre scorso, il blog New Relic pubblica un post in cui “dà in numeri” di quella che definisce la Nerd Economy: si parla di 17 milioni di nerd al mondo, di stipendi annuali e complessivi da 340 miliardi di dollari, di più di 6 miliardi di Red Bull bevute ogni anno. Tutto, se ogni nerd venisse pagato per fare quello che sa fare meglio: programmare. Ma andiamo con ordine.
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