Violenza e media, quarta declinazione. L’estetizzazione della violenza nel cinema orientale e il caso Hero

di Muzhi Wu

Si è già discusso delle diverse modalità di rappresentazione della violenza sul grande schermo e il cinema orientale gioca un ruolo importante in questo panorama. Infatti, oltre alle classiche scene sanguinose e splatter, i film di genere wuxia (http://www.heroic-cinema.com/eric/xia.html)  offrono un’alternativa poetica di esprimere la violenza. Hero è un film diretto da Zhang Yimou, (https://www.youtube.com/watch?v=R2vwIz94oYY) ed è stato nominato all’Oscar come miglior film straniero.  Il film è ambientato nella Cina del III sec a.C., in un’epoca segnata da continue e feroci lotte fra sette stati che si contendono la supremazia. In questo contesto, un uomo per vendicarsi diventa un assassino e fa dell’uccisione del re di Qin la sua missione di vita.

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Convegno sul cinema italiano contemporaneo

la Redazione

Avvisiamo tutti i lettori di Fuori Corso che, nelle giornate di lunedì e martedì 15 e 16 febbraio si svolgerà, presso il Salone Marescotti, sede del Dipartimento delle Arti in via Barberia 4, il convegno intitolato Il sistema dell’impegno nel cinema italiano contemporaneo – Finanziamento, produzione, gusto. Tale convegno, a cura di Claudio Bisoni, Dom Holdaway e Dalila Missero, sarà ad ingresso libero e si avvarrà degli interventi di molti esperti e studiosi del settore, provenienti da diverse realtà accademiche e non. Si tratta di un’importante occasione per riflettere sull’attuale situazione del nostro cinema.

“Conosciamo le traiettorie che hanno condotto l’industria culturale a polarizzarsi sull’asse impegno vs. intrattenimento. Uno schema che ha attraversato momenti di particolare tensione (il Dopoguerra, gli anni Settanta) e fasi in cui sembrava stemperarsi in una prospettiva più articolata e problematica (la politique des auteurs degli anni Cinquanta, il postmodernismo degli anni Ottanta).

Negli ultimi anni, alcuni studi (Antonello e Mussgnug, Burns, O’Leary, Uva) hanno inquadrato la questione dell’impegno affrontando e superando i problemi più immediati di definizione (che cosa è in realtà un film impegnato?) e di classificazione (quali film sono impegnati e quali non lo sono?).

Il convegno rifletterà su questi temi  e quindi sull’influenza che la nozione d’impegno esercita sui discorsi e sulle pratiche relative al cinema italiano contemporaneo. Da un lato, infatti, si tratta di verificare se le nozioni solitamente collegate al termine hanno ancora una parvenza di attendibilità in un’industria culturale complessa come quella attuale, ed eventualmente come possano essere declinate in maniera proficua. Dall’altro, e più puntualmente, ci si propone di analizzare i modi in cui attorno al tema dell’impegno si aggregano comunità di gusto o di interesse, per comprendere se tale nozione sia ancora in grado di orientare (positivamente o negativamente) il consumo cinematografico.”

Invitiamo dunque tutti i nostri lettori a partecipare a questo importante appuntamento, ennesima prova dell’impegno profuso dal Dipartimento delle Arti e dall’Università di Bologna nell’organizzare eventi estremamente stimolanti come questo. Per informazioni riguardo il programma e i partecipanti del convegno, potete trovare tutto in questa pagina: http://www.dar.unibo.it/it/risorse/files/eventi/2016/il-sistema-dellimpegno-nel-cinema-italiano-contemporaneo-programma.

Vi aspettiamo numerosi!

Star Wars: Il Risveglio dalla Forza

di Francesco Belliti

Parlare di Star Wars: The Force Awakens dopo più di un mese dalla sua attesissima uscita può sembrare strano. In realtà approfittare dello scemarsi dell’hype, creatosi attorno a questo nuovo capitolo della saga più famosa della storia del cinema, rappresenta l’occasione adatta per poter finalmente analizzare un film che prevedibilmente ha risvegliato (e scatenato), oltre alla Forza e al Lato Oscuro, anche la critica e il pubblico, i fans e gli haters. Tentiamo dunque di fare un piccolo salto indietro nel tempo e di riprendere dal momento più importante, dall’inizio, o meglio…

“Poco più di un mese fa, in un multiplex non tanto lontano…”

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Rams: l’essenzialità stilistica a confronto con l’isolamento sociale

di Giovanni Timpano

Realizzato in un contesto come quello islandese, in cui la produzione cinematografica è tra le meno prolifiche dell’intera Europa, il secondo lungometraggio di finzione del regista Grímur Hákonarson conduce lo spettatore nel territorio più rurale dell’isola, dove la desolazione ambientale fa da sfondo ad un profondo e radicato isolamento sociale e culturale. Vincitore del premio Un Certain Regard alla 68a edizione del Festival di Cannes e scelto per rappresentare l’Islanda agli 88esimi Accademy Awards, Hrútar (2015; Rams – Una storia di due fratelli e otto pecore) è un film raffinato, in cui, attraverso una difficile storia di amore fraterno, il regista veicola l’attenzione su di una realtà ancora legata alla pastorizia e alla terra, che sembra essere sfuggita miracolosamente a qualsiasi forma di contaminazione da parte della società di massa.

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The Lobster: l’umanità alla deriva tra satira sociale e risate amare

di Francesca Mottola

Vincitore del Premio speciale della giuria al 68esimo Festival di Cannes, il terzo lungometraggio di Yorgos Lanthimos indaga il tema della solitudine e della difficoltà delle relazioni, servendosi di un umorismo nero che mescola un’ironia pungente ad un sarcasmo dai toni gelidi. Il giovane regista greco, nome di punta di quella che è stata definita la new wave greca di cui fanno parte anche Alexandros Avranas (Miss Violence) e Athina Tsangari (Attenberg), entrambi passati per il Festival di Venezia, dipinge l’affresco di un’umanità che ha deviato da ogni sentiero tracciato dalla civilizzazione e dalle convenzioni che cementano la convivenza sociale; un mondo in cui prevalgono il surreale e il grottesco, che diventano nell’opera di Lanthimos espressione della bestialità e della crudeltà dell’uomo.

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Deephan: i limiti della visione in una storia oltre confine

di Giovanni Timpano

In un contesto storico come quello attuale, in cui i confini territoriali degli Stati europei sono quotidianamente attraversati da popoli in fuga dalla guerra e dalla miseria, non sorprende la scelta di Jacques Audiard di focalizzare la propria attenzione sul tema estremamente sensibile dell’immigrazione. Presentato in anteprima alla 68a edizione del Festival di Cannes e vincitore della Palma d’oro come miglior film, Dheepan – Una nuova vita (2015) accompagna lo spettatore in un viaggio in cui le speranze dei migranti incontrano e si scontrano con una realtà dove il confine nazionale è solo il primo di tanti limiti.

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Sicario: aldilà del Bene e del Male

di Francesco Belliti

“Pensiamo che […] tutto quanto vi è nell’uomo di malvagio, di tirannico, dell’animale rapace e del serpente, serva all’elevazione della specie uomo altrettanto come il suo opposto” – Friedrich Nietszche

È forse vero tutto ciò? A rispondere a questa difficile questione ci ha pensato Denis Villeneuve con il suo ultimo lavoro: Sicario.

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