Bowie, Mc Curry, Bansky e tanto altro: le mostre da non perdere per l’estate 2016

di Valeria De Bacco

Se non riuscite a rinunciare all’arte neanche in vacanza, ecco alcune proposte interessanti per le prossime settimane. Da nord a sud, dalla fotografia alla pittura, passando per la street art, vi proponiamo una breve rassegna dei principali appuntamenti con l’arte previsti in giro per l’Italia da qui alla fine dell’estate.

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In America attraverso gli occhi di Samuel e Fabri

di Valeria De Bacco

Per tutti i non addetti al mestiere, Samuel Giudice e Fabrizio Falcomatà, a.k.a. Stopdown Studio (http://www.stopdown.it/), sono due che hanno fatto della fotografia e della creatività la ragione del proprio destino. Dagli scatti immortali della vita ai viaggi oltreconfine, fino al set di America (http://www.stopdown.it/project/america-film-backstage/), l’importante è metterci dentro la propria passione e farlo con il cuore. Nel 2013 sono stati al fianco del regista Alessandro Stevanon sul set del pluripremiato America (http://alessandrostevanon.com/#section-work), cortometraggio che ritrae lo storico personaggio del capoluogo valdostano, l’ex becchino che ama definirsi il primario del reparto eternità, mostrandone il lato più intimo e sconosciuto, quello di “una vita immaginata a far correre i nani, fatta di castelli in aria e amorevoli gesti terreni”.

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Lo vaco, quando il vuoto si riempie di significato

di Valeria De Bacco

La Valle d’Aosta è una regione che potremmo definire, senza peccare di eccessiva superbia, una delle mete predilette dagli sportivi di tutta Italia, con le sue vette innevate, le passeggiate e la polenta al formaggio mangiata negli chalet riscaldati dal fuoco. Eppure, questa città nascosta tra le montagne affronta ogni giorno le sue molte contraddizioni. È esattamente in questo divario che si colloca la ricerca di Alessio Zemoz, che attraverso la sua sensibilità fotografica ha saputo trasmettere l’intimo legame tra l’uomo e la propria terra. Con il progetto Lo vaco – Il vuoto, ha conquistato il Premio Fotografia Italiana Under 40, riempiendo l’assenza di pura bellezza.

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Gomorra: una regia cruda e realistica, fra metafore e simbologie

di Giulia Ferrato

Gomorra – la serie
, è  forse il miglior prodotto registico italiano degli ultimi anni. Nelle sue dodici puntate ha dimostrato come anche in Italia, si posso realizzare testi di alto livello. Questo non è avvenuto per caso: la miscela perfetta è data da una regia incalzante, un uso della fotografia eccellente e degli interpreti davvero superbi. Il tutto ben condito da una produzione solida come quella Sky che, senza paura e grande intelligenza, ha confezionato un prodotto che come pretesa ha solo quella di raccontare una storia attraverso i personaggi.
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Grand Budapest Hotel: il ritorno dell’aspect ratio

di Valerio Greco

Grand Budapest Hotel agli Oscar è stata una rivelazione inaspettata. Regista di culto per un numero sempre maggiore di ammiratori, Wes Anderson ha creato un universo già entrato a far parte dell’immaginario collettivo: da classici del cinema contemporaneo come The Royal Tenenbaums e Moonrise Kingdom, a film come The Life Aquatic with Steve Zissou e The Darjeeling Limited, fino ad arrivare al campo dell’animazione con Fantastic Mr. Fox.

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Sui Selfie – A partire da un articolo di Internazionale

Internazionale ha pubblicato un articolo di Martín Caparrós sulla pervasività di foto e filmati nella nostra quotidianità. Caparrós lascia intendere nelle sue parole che queste pratiche dilaganti (pur senza farvi riferimento esplicito è ben chiaro che sta pensando ai selfie) siano deleterie, poiché portano nei fatti a una falsificazione dell’identità dei soggetti fotografati, costretti in qualche modo a proporre un “eterno sorriso”, ben distante dalla loro realtà. Continua a leggere

David Lynch al MAST: the days after

di Erica Benedettelli e Marina Porcheddu

 

Ebbene sì, David Lynch è stato a Bologna. Una grande attesa, 150 persone solo per lui, giornalisti con telecamere e taccuini e una buona dose di personale autorizzato del MAST che ha diviso le barricate. Tutti erano pronti ad aspettarlo e lui è arrivato, ha introdotto il suo film del 1980, The Elephant Man, ed è uscito dalla sala. Una presentazione da calendario, come scritto nella locandina del MAST , ma che, a caldo, ha lasciato buona parte del pubblico a bocca aperta.

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