«Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior». Fiore esprime la bellezza, laddove sembra non esserci più nemmeno la speranza

di Valeria De Bacco

Così cantava De André e queste sue parole sembrano accordarsi perfettamente alla trama di una storia che, carica della stessa raffinata poesia, irrompe sullo schermo con l’energia graffiante e spavalda della gioventù e così, senza chiedere il permesso, come si addice a chi ha tutto davanti e nulla da perdere, riesce a descrivere il profumo ancora acerbo di un giovane amore. Fiore è un film delicato e potente, che esplode nel cuore di chi lo guarda costringendolo ad avere di nuovo vent’anni e un vulcano nel petto.

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Impara l’arte e mettila da parte: Hitchcock/Truffaut racconta il regista dei registi

di Valeria De Bacco

Per tutti gli addetti al mestiere e i cultori della materia, ma anche per tutti gli appassionati della Settima Arte, Il cinema secondo Hitchcock costituisce indiscutibilmente uno dei punti di riferimento dell’universo cinematografico, bussola indispensabile per orientarsi nella moltitudine di significati e significanti espressi dal linguaggio audiovisivo. Frutto dell’incontro tra due grandi del cinema, il libro, scritto da François Truffaut alla fine degli anni Sessanta, sotto la guida sapiente di Kent Jones è oggi diventato un film documentario altrettanto imperdibile. Presentato al Festival di Cannes 2015, è uscito nelle sale cinematografiche indossando l’abito delle feste, dal 4 al 6 di aprile.

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Rams: l’essenzialità stilistica a confronto con l’isolamento sociale

di Giovanni Timpano

Realizzato in un contesto come quello islandese, in cui la produzione cinematografica è tra le meno prolifiche dell’intera Europa, il secondo lungometraggio di finzione del regista Grímur Hákonarson conduce lo spettatore nel territorio più rurale dell’isola, dove la desolazione ambientale fa da sfondo ad un profondo e radicato isolamento sociale e culturale. Vincitore del premio Un Certain Regard alla 68a edizione del Festival di Cannes e scelto per rappresentare l’Islanda agli 88esimi Accademy Awards, Hrútar (2015; Rams – Una storia di due fratelli e otto pecore) è un film raffinato, in cui, attraverso una difficile storia di amore fraterno, il regista veicola l’attenzione su di una realtà ancora legata alla pastorizia e alla terra, che sembra essere sfuggita miracolosamente a qualsiasi forma di contaminazione da parte della società di massa.

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The Lobster: l’umanità alla deriva tra satira sociale e risate amare

di Francesca Mottola

Vincitore del Premio speciale della giuria al 68esimo Festival di Cannes, il terzo lungometraggio di Yorgos Lanthimos indaga il tema della solitudine e della difficoltà delle relazioni, servendosi di un umorismo nero che mescola un’ironia pungente ad un sarcasmo dai toni gelidi. Il giovane regista greco, nome di punta di quella che è stata definita la new wave greca di cui fanno parte anche Alexandros Avranas (Miss Violence) e Athina Tsangari (Attenberg), entrambi passati per il Festival di Venezia, dipinge l’affresco di un’umanità che ha deviato da ogni sentiero tracciato dalla civilizzazione e dalle convenzioni che cementano la convivenza sociale; un mondo in cui prevalgono il surreale e il grottesco, che diventano nell’opera di Lanthimos espressione della bestialità e della crudeltà dell’uomo.

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Deephan: i limiti della visione in una storia oltre confine

di Giovanni Timpano

In un contesto storico come quello attuale, in cui i confini territoriali degli Stati europei sono quotidianamente attraversati da popoli in fuga dalla guerra e dalla miseria, non sorprende la scelta di Jacques Audiard di focalizzare la propria attenzione sul tema estremamente sensibile dell’immigrazione. Presentato in anteprima alla 68a edizione del Festival di Cannes e vincitore della Palma d’oro come miglior film, Dheepan – Una nuova vita (2015) accompagna lo spettatore in un viaggio in cui le speranze dei migranti incontrano e si scontrano con una realtà dove il confine nazionale è solo il primo di tanti limiti.

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Graphic novel e cinema: Clementine e Adèle su due rette parallele

di Denise Penna

Un giorno il cinema si innamorò del fumetto, della sua arte in movimento, delle sue linee sinuose e spigolose. Decise di appropriarsi della sua essenza, di rielaborare le sue forme e riadattarle sullo schermo. Così, le due giovani arti che si inseguivano, divennero una cosa sola. Oggi è la graphic novel, nuova frontiera della letteratura disegnata, a diventare materia da plasmare in fotogrammi.

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