Il videogiocatore monco: Virginia e la perdita consapevole dell’interattività

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di Marco Catenacci

Da una parte la realtà virtuale di Tron, il respawn di Lola Corre e di Edge of Tomorrow, la soggettiva FPS del recente Hardcore!; dall’altra, il caso limite dei lavori e della poetica della Quantic Dream. Che il cinema e il videogioco abbiano, ormai da parecchio tempo, provato a contaminarsi reciprocamente per espandere le proprie risorse non è certo un segreto. Ma che il videogioco scelga, in modo pienamente consapevole e maturo, di annullare gran parte delle proprie specificità linguistiche per far risaltare al contempo quelle del testo cinematografico, beh, si tratta di un’operazione non così frequente e nemmeno così immediata.  Continua a leggere

REALE E VIRTUALE, DLC #2 Westworld: la realtà virtuale dove tutto è concesso

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Di Giada Antonelli

Al giorno d’oggi, in un momento in cui la commistione fra realtà e virtualità è più che mai resa possibile anche attraverso dispositivi come il Playstation VR, ultimo arrivato in casa Sony, non stupisce come la realtà virtuale sia uno dei temi maggiormente rappresentati all’interno dei media. Partendo dal grande schermo, dove, già negli anni ’90, sono apparsi i primi mondi virtuali, abbiamo assistito al trasferimento di questa rappresentazione nelle serie tv. Soprattutto negli ultimi 2/3 anni questo argomento ha preso ampiamente piede, grazie a prodotti seriali come Black Mirror e Westworld.    Continua a leggere

REALE E VIRTUALE, DLC#1: Black Mirror e le realtà virtuali, dallo schermo alla mente

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di Simone Labricciosa

Trattando di realtà virtuale nei media contemporanei, approfondendo il panorama della serialità televisiva, è impossibile non tornare su Black Mirror. Recensendo  la terza stagione e analizzando la season finale, “Hated in the Nation”, abbiamo già avuto modo di notare come la serie sfondi “la barriera reale/virtuale”; è significativo che ciò sia stato affermato a proposito dell’elemento meno fantascientifico di un episodio che già di suo non ha nulla a che fare con dispositivi VR, ovvero i social media (e le relative implicazioni nel mondo “reale”). Ciò non circoscrive il tema del rapporto tra l’umano e il virtuale a un episodio, ma dimostra come sia insito persino nei riflessi più attuali (e perciò più inquietanti) della serie. Quelli più avveniristici non sono da meno: vedremo come si relazionano tra loro, e quali rapporti hanno con tecnologie correnti e futuribili fin dal pilota della prima stagione. Continua a leggere

REALE E VIRTUALE, BOSS FIGHT. IL NEMICO INVISIBILE: la realtà virtuale nella narrazione distopica

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di Chiara Magrone

Quando i media di tutto il mondo hanno diffuso la fotografia che ritrae Mark Zuckerberg, il giovane magnate di Facebook, mentre attraversa sorridente una platea gremita di gente con gli occhi inscatolati nel VR, con ogni probabilità un brivido è corso lungo la schiena dei fan della letteratura e del cinema distopico e cyberpunk. Il futuro ipotizzato, narrato, esorcizzato sin dalle ultime decadi del 1800, è arrivato, è qui, è in quella immagine.  Continua a leggere

Reale e virtuale: cronache da mondi (im)possibili. TUTORIAL

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di: La Redazione

“La realtà virtuale è la prossima innovazione da PlayStation che potrebbe modellare il futuro dei videogiochi  Shuhei Yoshida (presidente di SCE Worldwide Studios)

Il 13 ottobre 2016 potrebbe diventare una data decisamente importante. Era un giovedì d’autunno come tanti altri, ma sugli scaffali dei negozi di elettronica e videogiochi compariva, a quasi tre anni dall’annuncio, il tanto atteso Playstation VR.

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Media Mutations 8, a cognitive approach to tv series

Anche quest’anno, l’appuntamento con la conferenza internazionale Media Mutations, promossa da Università di Bologna e Society for Cognitive Studies of the Moving Image, offre l’opportunità a studiosi, ricercatori e appassionati di immergersi in due giornate piene di incontri all’insegna della ricerca. Ospite d’onore presso il Salone Marescotti di via Barberia 4, lo studio sull’approccio cognitivo applicato all’ambito della serialità televisiva.

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Eugenio Santoro and the art of an unconventional gallery

di Valeria De Bacco

Per i bolognesi, e per tutti gli addetti al mestiere, il nome di Eugenio Santoro è immediatamente sinonimo di arte. E di un’esperienza maturata nel tempo, forte della sensibilità di un uomo capace di leggere non solo tra i colori delle tele, ma anche nei mutamenti del suo tempo, il nuovo modo di vivere e fare cultura. Perché, come dice lui sorridendo, “il curatore è l’artista degli artisti”.

In questo freddo inverno, gli abbiamo rivolto qualche domanda, per ricordarci di come l’arte riesca sempre a scaldare il cuore.

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