Speciale Cinevasioni: il carcere apre le porte alla settima arte. Vince la prima edizione Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti. Madrina d’eccezione, la Signora del cinema italiano, Claudia Cardinale.

di Luisa Djabali

E’ stata una madrina d’eccezione come Claudia Cardinale a chiudere la prima edizione di Cinevasioni Film Festival. Dopo la proiezione del film fuori concorso, Non essere cattivo, di Claudio Caligari, ha avuto inizio un’emozionante cerimonia di premiazione. Alla Signora del cinema italiano è andata la prima farfalla di ferro, Oscar di Cinevasioni, in tributo all’immensa carriera cinematografica, riassunta per il pubblico del Festival in una breve clip omaggio (qui il link del filmato https://www.youtube.com/watch?v=4Vt_vfruAE0&feature=youtu.be).

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Speciale Cinevasioni: il carcere apre le porte alla settima arte. Il viaggio di Revelstoke: emigrare, storia di ieri e di oggi

di Grazia Di Cesare

Prosegue il Cinevasioni Film Festival presso il carcere Dozza di Bologna: giovedì è stato proiettato il documentario Revelstoke – Un bacio nel vento di Nicola Moruzzi, un’opera commovente che parla d’amore e del viaggio compiuto dal protagonista alla ricerca delle proprie radici.

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Speciale Cinevasioni: il carcere apre le porte alla settima arte. Dopo un road movie di famiglia, anche il giovane Bergoglio di Lucchetti arriva alla Dozza!

Un figlio cerca di sanare il rapporto con la madre girando un documentario su di lei e sul suo sogno di diventare attrice. Un uomo cerca di cambiare la condizione sociale del suo Paese e trova la via del Pontificato. Per la quinta giornata, Cinevasioni propone due film distanti tra di loro per genere ma vicini per qualità. La mattinata si apre con Mia madre fa l’attrice di Mario Balsamo, regista di Latina e docente al Centro Sperimentale di Cinematografia di Palermo.

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Speciale Cinevasioni. Il carcere apre le porte alla settima arte. Jeeg Robot vola anche al Dozza: quattro chiacchiere con il regista Gabriele Mainetti

di Denise Penna

Al carcere Dozza, per una delle ultime giornate di Cinevasioni, entra finalmente il caso cinematografico italiano dell’anno, Lo chiamavano Jeeg Robot (https://fuoricorsoblog.wordpress.com/2016/03/22/lo-chiamavano-jeeg-robot-le-avventure-di-enzo-ceccotti-supereroe-cacio-e-pepe/), un film che già prima di essere scelto per la competizione aveva ricevuto diversi consensi da parte dei detenuti. Posti esauriti in sala al momento della proiezione, un lunghissimo applauso e un intenso dibattito alla fine: le avventure di Enzo Ceccotti, al di là dell’esito del concorso, hanno sicuramente saputo conquistare il cuore degli spettatori alla loro prima proiezione, riconfermando l’approvazione da parte di chi invece aveva già avuto modo di gustarsele.

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Speciale Cinevasioni: il carcere apre le porte alla settima arte. L’importanza di avere fede si scopre sorridendo: Se Dio vuole di Edoardo Falcone

di Denise Penna

La terza giornata di Cinevasioni si è svolta all’insegna di un apparente disimpegno. Dopo i temi sportivi (e non solo) di Zanetti Story la proiezione pomeridiana si è dunque concentrata sulla commedia, senza però tralasciare questioni filosofiche. Ospite della manifestazione è stato infatti Edoardo Falcone, regista del delizioso Se Dio vuole, che sotto un velo di leggerezza nasconde numerosi spunti di riflessione.

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Speciale Cinevasioni: il carcere apre le porte alla settima arte. Il gioco più bello del mondo fa il suo ingresso in concorso con Zanetti Story: Javier, il capitano silenzioso, affascina anche la platea dei “non addetti ai lavori”.

di Luisa Djabali

La mattinata di Cinevasioni si apre nel segno del pallone. Simone Scafidi e Carlo A. Sigon presentano il loro Zanetti Story (qui ill trailer https://youtu.be/hihT-hlpudc ), dedicato a una delle figure più amate e rispettate  del calcio internazionale, Javier Zanetti. A fare da contraltare alle testimonianze di chi lo ha conosciuto e ai filmati di repertorio, ci sono i racconti di Albino Guaròn, misterioso scrittore argentino non vedente, che decide di scrivere un libro sul celebre compatriota.

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Speciale Cinevasioni: il carcere apre le porte alla settima arte. E al documentario, con le opere di due registi emergenti: “Sponde” di Irene Dionisio The Lives of Mecca di Stefano Etter

di Eleonora Galloni

Dalle lettere che sorvolano il mare agli handballers newyorkesi, i partecipanti più giovani del Festival Cinevasioni, Irene Dionisio e Stefano Etter, dipingono con i loro documentari, Sponde e The Lives of Mecca, due toccanti realtà sociali. Un pomeriggio per riflettere, per raccontare e raccontarsi, segue la proiezione mattutina del film di Francesco Rosi Fuocoammare (https://fuoricorsoblog.wordpress.com/2016/05/12/speciale-cinevasioni-il-carcere-apre-le-porte-alla-settima-arte-back-to-reality-la-seconda-giornata-di-festival-si-apre-nel-segno-del-documentario-e-dellopera-di-gianfranco-rosi-fuocammare/), per una seconda giornata di Festival ricca di spunti e riflessioni.

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