Planet Earth: troppo bello per non essere vero

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di Pasquale Severino

L’internet impazza negli ultimi giorni davanti ai vari teaser della seconda stagione di BBC: Planet Earth, pluripremiato ciclo di documentari che è ormai fiore all’occhiello, assieme ad altri lavori del medesimo filone, molti fra i quali diretti anch’essi dallo specialista Alastair Fothergill ( The Blue Planet, Frozen Planet), del pacchetto di genere che Netflix propone. Continua a leggere

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Il filtro del cinema e l’estetica dell’estremo

di Giovanni Timpano

Anche in un’epoca dominata dalle immagini, la questione di quale sia il limite oltre il quale il cinema non dovrebbe avventurarsi è ancora attuale. Farewell to Hollywood (2013), The Other Side (2015; Louisiana) e The Act of Killing (2012) sono tre documentari dall’impatto visivo quasi traumatico, ma che per questo si prestano ad offrire punti di riflessione interessanti su un diverso approccio estetico alla realtà.
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Disabilità e dintorni: la versione di Simonetta&George

di Emiliano Rossi

Non è solo un progetto televisivo, bensì l’occasione per un’esperienza umana irripetibile: lo scorso autunno Raitre ha trasmesso in seconda serata Io&George, docu-film che vede protagonisti la scrittrice Simonetta Agnello Hornby (http://www.agnellohornby.it/), in questo periodo alle prese con le presentazioni del suo ultimo romanzo Caffè amaro (https://www.youtube.com/watch?v=CxiAw0s3nxE), e suo figlio George (http://www.rai.it/dl/portali/site/articolo/ContentItem-e4ad0467-6425-4f5b-80b9-3e7ddf61c942.html). Un viaggio in più tappe, un’esplorazione in lungo e in largo dello stivale, un grand tour esistenziale capace di regalare spunti di riflessione mai scontati, facendo luce su un tema scomodo come quello della disabilità. Sì, perché George è costretto alla sedia a rotelle dalla sclerosi multipla. Tutti avvisati però: mettete da parte pietismi e sdolcinatezze perché in un format come quello dell’autrice-avvocato londinese non c’è davvero spazio per tutto ciò.

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Speciale Cinevasioni: il carcere apre le porte alla settima arte. E al documentario, con le opere di due registi emergenti: “Sponde” di Irene Dionisio The Lives of Mecca di Stefano Etter

di Eleonora Galloni

Dalle lettere che sorvolano il mare agli handballers newyorkesi, i partecipanti più giovani del Festival Cinevasioni, Irene Dionisio e Stefano Etter, dipingono con i loro documentari, Sponde e The Lives of Mecca, due toccanti realtà sociali. Un pomeriggio per riflettere, per raccontare e raccontarsi, segue la proiezione mattutina del film di Francesco Rosi Fuocoammare (https://fuoricorsoblog.wordpress.com/2016/05/12/speciale-cinevasioni-il-carcere-apre-le-porte-alla-settima-arte-back-to-reality-la-seconda-giornata-di-festival-si-apre-nel-segno-del-documentario-e-dellopera-di-gianfranco-rosi-fuocammare/), per una seconda giornata di Festival ricca di spunti e riflessioni.

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Speciale Cinevasioni: il carcere apre le porte alla settima arte. Back to reality: la seconda giornata di festival si apre nel segno del documentario e dell’opera di Gianfranco Rosi Fuocammare

di Luisa Djabali

La seconda giornata di Cinevasioni è stata condotta all’insegna del documentario, con la proiezione dell’opera di Francesco Rosi, Fuocoammare, che ha da poco conquistato la Berlinale aggiudicandosi l’Orso d’oro. La sessione pomeridiana ha inoltre sancito l’ingresso in concorso delle opere di due giovani registi: Irene Dionisio, che ha presentato Sponde. Nel sicuro sole del nord e Stafano Etter con The lives of Mecca.

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Quante volte è stato detto che la storia non si fa con i “se” e con i “ma”? Beh, per fortuna qui siamo al cinema, dove i “se” possono anche cambiare il corso degli eventi

di Valeria De Bacco

Immaginate di camminare sereni nella tranquillità della vostra città. Ogni lampione, cespuglio e panchina al proprio posto, le strade quelle di sempre. Nulla sembra poter turbare il rigore di una quiete apparente, la cui forma non ricorda più il motivo di un’importante conquista, ma una spavalda certezza collaudata dal tempo. Se nell’abitudine delle vostre vite comparisse ora il fantasma di un passato così imponente da trovare ancora l’energia di agire sul presente e mutare il futuro, voi cosa direste? È storia, è passato, è fantasia o è pura follia? Oppure è Lui è tornato, il film di David Wnendt che riflette su Hitler al tempo degli amici virtuali e delle frontiere reali.

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Storie di mare e di carbone: il viaggio di Gian Luca Rossi nelle terre di Saline

di Valeria De Bacco

In quest’ultima edizione di Cinemambiente (http://www.cinemambiente.it/), il Festival di Cinema che da ormai diciott’anni si svolge a Torino, baluardo moderno della tutela ambientale, ha partecipato anche un regista che dalle vette innevate della Valle d’Aosta ha scalato il palco per ritirare il Primo Premio della Giuria al Miglior Documentario Italiano. Per festeggiare questo successo, ci ha raccontato alcuni segreti del film, regalandoci anche qualche aneddoto personale.

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