Critica 2.0 – l’incerto futuro di una specie da salvare

di Diletta Drago

Come già detto in precedenza, il ruolo della critica cinematografica al tempo di Internet è uno degli argomenti che appassionano sempre più cinefili e studiosi.

Ed è stato anche l’oggetto del convegno tenutosi il 18 e il 19 Febbraio, presso il Dipartimento di Musica e Spettacolo.

Diversi sono stati gli aspetti affrontati: per citarne alcuni, l’importanza dei social media, le conseguenze della vasta informazione sul web, il cambiamento del ruolo del critico, le modalità di accesso a questa professione in bilico tra l’estinzione e la rinascita.

Protagonisti di quest’acceso dibattito sono stati noti critici, stimati docenti universitari ed esponenti di diverse istituzioni.

Nello specifico, gli interventi che ritengo siano stati più efficaci sono quelli di Vittorio Boarini, critico “alla vecchia maniera” ed esponente del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, quello di Gianluca Guzzo, fondatore di MyMovies e quello di Gianni Canova, anch’egli critico e docente universitario.

L’intervento di Boarini ha evidenziato che il cambiamento della critica è un fenomeno contraddittorio, non negativo ma neanche pienamente positivo: il risvolto di questa partecipazione allargata, permessa dalle nuove tecnologie, rischia di ridurre la critica ad una chiacchiera universale, poco specifica e poco importante. Colpa anche della diffusa cinefilia, che porta a considerare il cinema nel suo essere sociale e nell’insieme degli eventi a esso collegati.

E se da un lato questo pare essere l’aspetto più svantaggioso, dall’altro però, l’allargarsi della platea critica permette un ampliamento delle conoscenze e dei propri orizzonti.

Il caso di MyMovies, invece, è forse il più rappresentativo per descrivere cosa avviene quando la critica incontra il grande pubblico: il sito, infatti, nasce come risposta della critica cinematografica al mercato e cerca di unire l’aspetto “web” e “social” al tradizionale modo di recensire, sul modello dei dizionari Farinotti e Morandini. E quindi, come si legge sulla stessa homepage del sito, il cinema diventa “dalla parte del pubblico”. Pubblico che, tra l’altro, è sempre più numeroso. (Si contano circa 400.000 utenti unici al giorno!).

Non tutti, però, sono d’accordo sugli esiti di questi cambiamenti che interessano la critica. E un esempio viene proprio dalle parole che ha riservato alla questione Gianni Canova e dalla sua diretta esperienza. La sua rivista 8 ½ nasce proprio con l’intento di scrivere di cinema senza recensioni, ma solo con discorsi appassionatamente critici sul mezzo cinematografico; si è dimostrato, inoltre, fervido sostenitore del web, nella sua accezione più sociale. Volendosi distaccare dalla vastità di ciò che circola online (“più tifoseria che giudizio critico”), si augura che un corretto uso della rete sia possibile, così da creare vere e proprie comunità in cui la critica torni a essere cinematografica e non più solo filmica.

A seguito di un incontro così ricco, gli spunti di riflessione sono davvero tanti.

Quello che comunque rimane indubbio è che allo stesso modo in cui il cinema sta cambiando se stesso per adattarsi all’avanzare della tecnologia, così il rapporto del critico con la critica online non può che adattarsi e seguire la stessa evoluzione, iniziando ad allargare le proprie competenze e confrontandosi di più con l’industria culturale.

Restano anche tanti dubbi, o meglio, tante domande che solo col tempo troveranno risposta.

Col tempo perché, tra le cose certe, c’è la natura in divenire tanto della critica cinematografica, quanto del mestiere stesso del critico.

Dello stesso autore:

Aspettando Critica 2.0 – A qualcuno piace web

https://fuoricorsoblog.wordpress.com/2014/02/17/aspettando-critica-2-0-a-qualcuno-piace-web

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One thought on “Critica 2.0 – l’incerto futuro di una specie da salvare

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