CacaoWeb e StreamingDB: distribuzione illegale o distribuzione d’avanguardia

di Gabriele Prosperi

Avrete presente IMDb o Wikipedia: enciclopedie, accumuli di conoscenza; in altre parole archivi, database informativi che sono diventate esperienze molto più attive di un classico catasto. Conoscenza online, disponibile a tutti e soprattutto 2.0.
Ora immaginate qualcosa di simile… ma applicato al video: ogni prodotto che vi viene in mente – film, serie tv – rintracciabile, scovabile e soprattutto fruibile lì sul momento. Beh, qualcosa del genere già esiste: si chiama streamingDB. Ma prima una premessa: cos’è successo allo streaming negli ultimi anni?

Poco niente, o meglio, tantissimo.

Il caso legale che ha portato alla chiusura del dominio Megaupload – nelle sue declinazioni di file hosting e streaming – ha avuto come unica “vittima” il fondatore Kim Dotcom, perciò arrestato e messo ai domiciliari con confisca di tutti i suoi beni. Vittima fino a un certo punto dato che dal 19 gennaio è partito il suo nuovo sito di file hosting Mega, con dominio in Nuova Zelanda e file criptati singolarmente. In altre parole:

Poco niente soprattutto perché con questo caso, non solo di lotta alla pirateria, viene “fatto fuori” il principale tycoon del settore illegale, lasciando però spazio a una miriade di altri siti simili.
Benché gli utenti abbiano dovuto modificare modi di ricerca e di fruizione online, alla fine lo streaming è tutt’altro che cessato. Anzi le operazioni contro la pirateria, oltre agli attacchi da parte dei 5635 hacker firmati Anonymous nella #OpMegaupload, hanno in un certo senso stimolato un’evoluzione di questi servizi.

È in questo contesto che nasce Cacaoweb. Si tratta di un programmino Peer2Peer «utilizzato in origine per togliere i limiti dalle piattaforme di streaming come Megavideo, VideoBB e Videozer», basato quindi sullo scambio di file tra utenti connessi alla rete. La prima cosa che si nota è il fatto che attorno a esso si crei immediatamente un’intera comunità di persone – cosa che già abbiamo conosciuto con eMule e poi con gli infiniti portali di condivisione dei vari “link al file”. La pirateria si fonda proprio sulla creazione di comunità di distrib-users. Il valore aggiunto di Cacaoweb sta nella dichiarata possibilità che il servizio permette all’utente, senza più mascherarsi dietro la definizione di “file hosting”. Qui si dice chiaro e tondo qual è lo scopo:

«Carica i tuoi video, condividili e guadagna.»

Il richiamo di un possibile ritorno monetario funziona, tanto che lo stesso “fine commerciale” lo ritroviamo nelle due modalità d’accesso a Cacaoweb più efficienti in Italia, cioè StreamingDB  e Papystreaming. I due portali stanno creando interi archivi online fruibili gratuitamente e soprattutto forti del fatto che la responsabilità di un’eventuale violazione del copyright non è loro, bensì delle centinaia e centinaia d’iscritti. A questi ultimi vengono opportunamente spiegate le modalità d’inserimento dei file nella rete di connessione. Entra quindi in gioco il fattore P2P di Cacaoweb come garanzia: «Il protocollo di comunicazione è anonimo al 100% in quanto i peer connessi non sanno dove si trova fisicamente il file».

In particolar modo su StreamingDB (si vedano le FAQ), queste community di anonymous – 39658 persone al 4 giugno 2013 – sono chiamate a fornire, all’atto di caricamento del file, tutte le informazioni aggiuntive (regista, creatori, attori, trame, ecc.). È così che, come in un qualsiasi indice, gli altri utenti potranno orientarsi nell’archivio audiovisivo, aiutati inoltre da liste di prodotti correlati: qualcosa che ricorda l’“amazoniano” IMDb.

Comunità di pirati o nuove forme di archivio? Di certo c’è solo che non si tratta di un servizio offerto dall’alto, ma di una piattaforma che da’ modo ad altri di offrire servizi. Più che semplici modalità di ricezione sembrano centri di smistamento, organi di distribuzione.

E se l’archivio si trasformasse da luogo di deposito a luogo di diffusione?

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