Online TV (USA Edition): si procede per tentativi

di Paola Brembilla

È uscito il nuovo report di Netflix, secondo cui la compagnia conta oggi 29.81 milioni di sottoscrizioni negli Stati Uniti e 8 milioni worldwide. Dal 2016, inoltre, Netflix sarà il primo canale distributivo dei film della Weinstein Co. subito dopo la loro uscita cinematografica, bypassando così la finestra della pay TV (si legga: HBO). Ah, dimenticavo: Netflix sarà anche incluso nell’offerta di una piattaforma pay TV di Virgin Media, aprendosi così sia alle corporations, sia al mercato britannico.
Google, dal canto suo, ha di recente lanciato Chromecast, una chiavetta con porta HDMI che, una volta collegata al televisore, utilizza i nostri smartphones, tablets e portatili per visualizzare YouTube e Netflix in TV. Costo: 35$.

E ora, the next big thing sembra essere l’accordo, previsto per la fine di quest’anno, che permetterebbe alla Sony di operare alcuni canali Viacom su una sua piattaforma televisiva online, fruibile attraverso dispositivi del marchio come la Play Station, i lettori Blu-Ray ma anche i televisori stessi – FYI, Viacom conta attualmente più di 20 canali televisivi, tra cui MTV, VH1, Comedy Central e Nickelodeon. Inoltre, secondo i soliti insider (se ne parla nel numero doppio di agosto-settembre 2013 di The Hollywood Reporter, ma anche qui e qui), Sony sarebbe anche in trattative con Disney e Time Warner.

Nella bozza del progetto, c’è un’interfaccia che unisce Live TV e on demand, quindi lo streaming dei contenuti “dal vivo” avverrebbe contemporaneamente a alle trasmissioni televisive. Per quanto riguarda il prezzo, i costi per l’eventuale pacchetto o per il “menu à la carte” si preannunciano contenuti, anche se la loro quantità sarebbe ridotta rispetto alle library degli operatori “tradizionali”.

Tuttavia, anche se il successo di Netflix è oramai fuori discussione e quello della chiavetta Chromecast sembra essere sulla stessa strada, questi insider ci tengono ad andare cauti e a chiamare l’accordo Sony-Viacom un “tentativo”. Certo la concretizzazione del progetto aprirebbe le porte ad altri accordi tra potenti produttori di contenuti e altrettanto potenti operatori online, come Apple e Microsoft, permettendo a questi ultimi di entrare in diretta competizione con i carrier via satellite e via cavo, si pensi a Direct TV o Comcast. E certo, le crisi sul fronte della TV tradizionale, come la recente disputa CBS-Time Warner, non fanno che fomentare la ricerca di canali alternativi.

Eppure, nonostante tutto questo, i dubbi sulla Web TV Sony-Viacom rimangono forti e vengono riassunti bene dall’analista Bruce Leichtman: “There’s a knee-jerk assumption that à la carte channels would cost 50cents a month, and that ain’t gonna happen. The price of quality channels would be crazy. Who wants to pay 10$ for Fox News or 15$ for ESPN? […] The problem withlow-cost is high churn, and what else can you offer that customers don’t already have?”. Quindi: sarà davvero più conveniente rispetto al pacchetto via cavo? Gli americani saranno disposti a pagare anche per qualcosa che trovano già sulla broadcast TV, che è gratuita? E a questo proposito, Cosa offrirà Viacom di nuovo? A ciò, si aggiungono poi i problemi tecnici: è possibile evitare il buffering dei video sui televisori HD?

Tornando a parlare di prezzi da pagare, Glen Britt di Time Warner commenta anche: “The reality is, if everybody watched TV over the Internet, and we were out of the TV business, then we would have to recover more money from the Internet service”. Insomma, anche se la TV andasse a gambe all’aria, i soldi dovrebbero continuare a entrare, possibilmente in quantità uguali o superiori. Ergo, costi maggiori anche per l’online.

Le domande, ma soprattutto le sfide, sono tante. Ma almeno, c’è qualcuno che fa un tentativo.

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