La verità assurda di Crozza e le vere assurdità di Casaleggio

di Gabriele Prosperi

Lo sketch di Crozza su Casaleggio fa morir dal ridere.
Sapevo dei video Gaia e Prometeus, della III Guerra Mondiale che ci sarà negli anni ‘20 del 2000 (qui ci vuole lo smile :D) e quant’altro… ma nemmeno la “seria” introduzione di Crozza rende merito ai due video. Qui infatti la dissonanza tra verità e finzione diventa realtà futuristica, e – senza scopo ironico – le premesse sono chiare: tra qualche anno tutto questo sarà realtà.

Nel suo sketch, il comico genovese, imparruccato e dall’espressione un po’ fumata, si ritrova a predire il futuro dell’umanità indossando le vesti dell’imprenditore milanese co-fondatore e guru del MoVimento 5 Stelle. Il tutto con alle spalle un coro che, sulle note di No Woman No Cry di Bob Marley, accompagna le profezie nostradamiche con un «No, non ce la fai. In Italia… non c’è wi-fi».

Ma facciamo un salto a quando i due video furono pubblicati sul sito della Casaleggio e associati: data stellare 2.0.0.8. Da allora circolano per il web in maniera piuttosto celata, e solo ultimamente sono riapparsi prepotentemente – il motivo è facile da intuire – su vari social network e in alcuni blog.

In entrambi la struttura è simile: dopo un primo recap sulla storia della politica e della società umana in Gaia e sulla storia dei media in Prometeus, il racconto prosegue con gli avvenimenti avvenuti dal 2008 ad allora. Fin dall’inizio è come se fossimo ancora nella fasulla ora settimanale di educazione civica obbligatoria (dico ancora perché siamo nel 2054), in cui il professore – non sapendo bene di cosa parlare ai ragazzi – mette su il documentario di turno mentre si legge la Gazzetta… sul suo iPad.
Siamo cioè messi di fronte a un documento il cui valore di verità viene assolutizzato. Per quanto le questioni portate avanti siano discutibili o anche ipotizzabili, la cosa inquietante sta nel non dare alcun riferimento – né all’inizio, né in mezzo, né alla fine – sul fatto che siano, appunto, delle ipotesi e non delle certezze. Qui sta lo scarto maggiore: ciò che sicuramente non è certo viene dato come tale e il risultato – a meno che non siate degli alieni – è un video in tutto e per tutto fantascientifico.

A primo impatto, devo dirlo, ho riso guardando i due video… poi però mi sono immaginato la situazione in cui una persona, fermandomi per strada, inizia a dirmi queste idee. Beh, credo che la mia prima reazione sarebbe fuggire a gambe levate.

Come si sottolinea qui, nel momento in cui un’ipotesi senza concretezza empirica viene data per certa allora scatta la questione della fede: «Si può guardare più volte, ma l’impressione è sempre la stessa: sembrano le farneticazioni di una setta religiosa». E se avete visto qualche trailer o spezzone di The Secret, ne troverete conferma.

Lo sketch di Crozza diventa ironico nel momento in cui ripropone la stessa formula di distanziamento. «In letteratura, l’ironia è una figura retorica in cui vi è una incongruità, discordanza oppure una involontaria connessione con il vero» (Wikipedia). Se Casaleggio si distanzia dalla realtà presente portando un’ipotesi nella forma del documento storico, Crozza crea a sua volta una distanza, o una discordanza volontaria da ciò che sono quei video. Ma se Casaleggio lo fa con l’intenzione di affermare una verità, Crozza ne riutilizza la formula per evidenziare che, in realtà, Casaleggio non ha nessun dato certo per provare le sue ipotesi.
Allora non è un caso che appaia anche su Wikipedia la parola guru nel descrivere questo imprenditore e pubblicista di Milano, così come il comico genovese vi approssima un guru religioso oltre che musicale (Bob Marley).

Detto in parole povere: perché i due video siano più credibili dovrebbero forse essere un po’ più ironici. A fare il successo della Guida galattica per gli autostoppisti  – serie radiofonica, poi letteraria, poi cinematografica anch’essa ambientata in un futuro futuribile – era proprio la sua ironia, in grado di concretizzare certe verità e, perché no, anche anticipare davvero alcune scoperte tecnologiche.
È curioso che sia proprio l’ironia a mancare in una delle espressioni più profonde del M5S. Un partito che nasce proprio grazie a un comico e sul principio – questo sì più che condivisibile – per cui non c’è niente di più serio di una risata.

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