Violenza e media, prima declinazione: la guerra in un tweet

di Valeria De Bacco

“There is only one thing in the world worse than being talked about, and that is not being talked about”.

Nell’era del “pubblico ergo sum”, mai frase fu più profetica di quella scritta da Oscar Wilde nel romanzo Il ritratto di Dorian Gray, personaggio capace di far impallidire anche Narciso, contemporaneo ante litteram, simbolo di una generazione che ha eletto i social network come luogo d’incontro prediletto, momento di scambio e condivisione. Basta un clic per dire al mondo intero cosa si sta pensando, cosa si sta provando, per condividere istanti della propria vita e taggare gli amici. La globalizzazione è totale, all’esterno quanto dentro di noi. Ma, se il confine tra ciò che è social e ciò che è privato si assottiglia fino quasi a sparire, se, di fatto, si elimina ogni censura e tutto diventa comunicabile, è forse arrivato il momento di dire che il mezzo giustifica il fine?

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Aspettando Critica 2.0 – A qualcuno piace web

di Diletta Drago

Evoluzione, involuzione, trasformismo, mutazione. A quale fenomeno va ricondotto il cammino della critica cinematografica?

La crisi della carta stampata e la nascita della cosiddetta “blogosfera” sono due degli aspetti più interessanti e rilevanti del panorama culturale degli ultimi trent’anni e, dalle numerose riflessioni a riguardo, non si può escludere la critica cinematografica.

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L’oroscopo audiovisivo di Rob Brezsny: quando le stelle ci parlano di noi

di Gabriele Prosperi

È inutile fingere di essere superiori, lo sappiamo tutti che se ti capita un oroscopo sotto mano non puoi fare a meno di buttarci un occhio. Ti capisco benissimo! È proprio così: quando lo facciamo un po’ ci vergogniamo, facciamo finta di nulla, cominciamo a fischiettare e alla fine diciamo: “Si, come no!”

Tutto questo non succede però con un oroscopo molto particolare, qui in Italia tradotto e pubblicato da Internazionale; cambia proprio quest’ultimo particolare: non c’è più niente di cui vergognarsi.

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Quando la politica si dà all’ippica: il caso di Notapolitica

di Mario Palomba

Intervistando Emanuela Zaccone e Max Spaziani, mi era stato fatto capire che le elezioni del 24 e 25 febbraio sarebbero state le più tecnologiche di sempre. Ma non avevo realmente compreso la portata della situazione: non è soltanto una questione di come e dove prendere i voti, ma soprattutto di come le informazioni possano viaggiare attraverso i nuovi media, aggirando anche vere e proprie leggi, come quella che vieta agli istituti di ricerca statistica di rendere pubblici i sondaggi elettorali mentre sono in corso le votazioni, per evitare di condizionare l’elettorato. Continua a leggere