Whiplash, il sangue per la musica

di Valerio Greco

Non esistono, in nessuna lingua al mondo, due parole più pericolose di ‘bel lavoro!’” – Terence Fletcher

Whiplash, ovvero “le conseguenze dell’amore per la musica” nella brillante opera prima di Damien Chazelle, che si è aggiudicato sia il Gran Premio della Giuria che quello del Pubblico al Sundance Film Festival. Un film che parla di rabbia, di voglia di emergere, di sacrifici, ma anche di perfezione musicale come raramente si è visto in film così vicini alla narrazione classica. Insomma, una pellicola che merita una approfondita e attenta analisi.

Il Jazz e il cinema sono due arti intimamente connesse che, sin dalla nascita del sonoro nel 1927 con il film Il Cantante di Jazz, sono andate a braccetto. Chazelle sembra riprendere lo stesso contenuto in versione aggiornata: in entrambi i film si parla del difficile addestramento nel diventare un maestro di questa cosiddetta e ripetuta “arte per pochi”. Il tutto poi utilizzando gli strumenti (per rimanere in ambito musicale) comuni al più classico dei romanzi di formazione, per spingersi oltre, dimostrando che il successo – se lo si raggiunge – non è solo bravura e luci dei riflettori, ma sangue, sudore, violenza psicologica.

Continua a leggere

Annunci