Miyazaki e Michael J. Fox: l’addio è una questione di brand. Ora spiegatelo a Jack Nicholson.

di Gabriele Prosperi

Ultimamente il cinema sta ricevendo un’attenzione alla quale s’era ormai disabituato: forse a causa dello tsunami prodotto dalla serialità televisiva del XXI secolo, forse perché morente da oltre trent’anni, il cinema sembrava ormai sul viale del tramonto.

Eppure – guarda caso in concomitanza con la settuagenaria Mostra del Cinema di Venezia – quando la diagnosi sembrava dare per spacciato il paziente, ecco che si trova una cura miracolosa: far morire qualcun altro al posto suo. Detto in altre parole: che peccato che Jack Nicholson non ci dica davvero addio!

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