Reale e Virtuale: settings and options. Realtà virtuale e videogiochi, a che punto siamo?

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di Pier Francesco Cantelli

È impossibile parlare della realtà virtuale senza tirare in ballo l’ambito videoludico che è, probabilmente, il luogo dove in futuro andranno a concretizzarsi le varie ipotesi di commistione tra realtà e virtuale sognate da cinema, letteratura e quasi ogni altro media conosciuto. Peraltro si tratta di quello che sembra un futuro ormai alle porte

Infatti è almeno dal 2012, l’anno in cui la società Oculus VR ha presentato la sua fortunata campagna di raccolta fondi su Kickstarter, che le periferiche per la realtà virtuale hanno conosciuto una nuova giovinezza. Fino ad arrivare ai giorni nostri con l’uscita di Playstation VR che promette di essere il dispositivo in grado di sdoganare la realtà virtuale anche per il grande pubblico, questo grazie al fatto che si appoggia a quella che è la console di maggior successo dell’ottava generazione e alla politica aggressiva con cui è stata immessa nel mercato. Infatti Playstation VR viene venduta a circa 400 euro mentre il prezzo dei suoi due maggiori rivali, HTC Vive e Oculus Rift, si aggira attorno agli 800 euro: il doppio.

 È ancora presto per poter affermare quanto successo avranno questi dispositivi e che tipo d’impatto porteranno i videogiochi in VR sul mercato. La possibilità che tutto si riduca ad un leggero insuccesso come nel caso del 3D al cinema e nelle televisioni è tutt’altro che improbabile.

Tra l’altro scomodare un confronto con il 3D non è per niente fuori tema: entrambe le tecnologie cercano di immergerci in mondi fantastici, hanno una storia più antica di quanto si creda e sono soggette a ciclici “ritorni di fiamma”.

 Questo articolo vuole essere una rapida panoramica sul mondo della realtà virtuale nei videogiochi oggi e per tanto non si occuperà di creare una cronistoria completa di tutti i prodotti hardware creati per supportare questa tecnologia negli anni, anche perché in merito esiste già questo completo video creato dal canale You Tube “Doctor Game”.

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Basti sapere che quasi tutto quello prodotto fino all’arrivo della raccolta fondi milionaria dell’Oculus Rift erano o prodotti troppo avveniristici per l’epoca o prototipi. Oculus ha fatto capire (soprattutto dopo l’acquisizione da parte di Facebook) anche alle altre aziende interessate all’argomento che i tempi erano maturi e che quello degli headset per la realtà virtuale era un nuovo mercato da esplorare. Questo ci porta nella situazione odierna dove oltre ai tre giocatori principali, i già citati Rift di Oculus, il Vive prodotto in collaborazione tra HTC e  Valve  e per finire Playstation VR di Sony, c’è un enorme sottobosco di prodotti (pensati soprattutto per l’ambito mobile)  certamente più economici e dalle ambizioni più ridotte, stiamo parlando di oggetti come il Samsung Gear VR o prodotti quali Google Cardboard.

 Dopo aver analizzato il lato hardware viene spontaneo chiedersi come vadano le cose dal lato software. Si  tratta ovviamente di un universo di titoli già enorme e risulta impossibile parlare di tutti. Se avete acquistato un headset e cercate qualche consiglio vi  conviene rivolgervi ad alcune  delle numerose liste di giochi consigliati che affollano internet in questo periodo.

Per non rischiare di far deragliare il discorso, qui si parlerà principalmente del panorama di Playstation VR, uscita da poco (il 13 ottobre di quest’anno) e che sembra stare riscuotendo molto successo.

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Quindi come si presenta il panorama di questo primo mese (e passa) di Playstation VR? La risposta è ambigua, da un lato l’offerta di software compatibile con headset è sicuramente ottima ma, d’altro canto si tratta in larga parte di prodotti molto brevi e con ancora addosso quell’aria da tech demo creata per sperimentare con la nuova tecnologia (si pensi a prodotti come Batman Arkham VR, Until Dawn: Rush of Blood o Summer Lesson). Esistono eccezioni ma si tratta soprattutto di titoli che per impostazione tendono a funzionare senza problemi su headset grazie al genere specifico a cui appartengono (ci stiamo riferendo ovviamente a “simulatori” di guida e di volo come  Driveclub VR e EVE: Valkyrie).

 Si può dire che al momento la parte software dei giochi VR stia ancora guardando al futuro, in attesa di  una vera è propria killer application [] che sdogani definitivamente la tecnologia. Probabilmente per fare ciò un passo necessario sarà quello di slegarsi dall’idea attuale di videogiochi per VR solo in soggettiva, sfruttata da molti in modo da ampliare al massimo la sensazione di immersione. Non è detto infatti che che una visuale in terza persona o un impostazione da god game come quella che sfrutta O!My Genesis non possano rendere allo stesso modo (se non meglio) della prima persona. Riuscite ad esempio a immaginare un The Sims in VR? Risulterebbe veramente capace di veicolare quell’idea di “casa delle bambole virtuale” che da sempre è l’obbiettivo della serie. Al momento c’è quest’atmosfera da cinema delle origini dove è la tecnologia in sé ad attirare l’attenzione più che la qualità dei prodotti ma le cose si stanno evolvendo velocemente e tutto potrebbe cambiare presto. L’attesissimo Final Fantasy XV avrà infatti una sottosezione che sfrutterà il Playstation VR e Resident Evil 7: Biohazard sarà invece interamente giocabile tramite il  dispositivo. Saranno loro ha decretare il successo della VR?

 

 

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