Daniele Silvestri, un acrobata sul filo della musica

di Valeria De Bacco

Daniele Silvestri, cantautore romano tra i più creativi sulla scena musicale, ci ha abituati all’ascolto di canzoni sempre cariche di significato, ironiche e mai banali. La politica e l’attualità hanno sempre avuto un ruolo centrale nei suoi testi, caratterizzando la sua musica e il suo stile. Acrobati, che nasce a distanza di cinque anni dall’ultimo lavoro S.C.O.T.C.H, con cui l’artista aveva raccontato le contraddizioni del bel paese, stupisce tutti, pubblico e critica, conquistando per la sua vena spiccatamente poetica.

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Acrobati, l’ottavo album di Silvestri, pubblicato lo scorso febbraio da Sony Music, scala subito la la vetta nella classifica degli album più venduti in Italia, guadagnandosi il primo posto ed affermandosi già dal suo esordio come uno dei migliori lavori mai realizzati dall’artista romano. Il disco, racconta Silvestri, nasce a Lecce tra le mura del Posada Negro Studios, lo studio di registrazione di Roy Paci, con l’intento di raccontare qualcosa che offra all’animo l’occasione di librarsi libero e leggero, dimentico, almeno per un’ora e poco più, del quotidiano e dei suoi affanni. Così, quasi fosse stato scritto nelle pieghe del destino, la musica ha preso forma in una maniera del tutto inedita per Silvestri, abituato ad arrangiare i brani sulla musicalità e sul senso di parole già scritte. Chiuso nello studio, un insieme sinergico di musicisti ha permesso alla propria creatività di fluire libera in una jam che, giorno dopo giorno, ha scritto con spontaneità e ricchezza le tracce delle canzoni che sono poi diventate ciò che ora ascoltiamo.

Alla base di tutto questo lavoro di magiche coincidenze, un’idea: la libertà dell’acrobata, precaria ma inalienabile, trova in questa sua dimensione incerta la forza per spiccare il volo. La disobbedienza alla gravità, allora, diviene un atto artisticamente propositivo, un modo tutto nuovo per guardare non solo il mondo da una nuova prospettiva, più alta e distaccata, ma anche con occhi diversi. Il risultato è un album dal sound intenso e magnetico, capace di spaziare dal rock al funky, passando agilmente attraverso la musica elettronica e d’autore, ma riconfermandosi sempre pieno di vita, nello stile che ha reso magico Silvestri. Sono numerose le collaborazioni con i grandi nomi della musica italiana, da Caparezza a Diego Mancino, da Dellera a Diodato, a riprova del fatto che il lavoro del cantautore passa sempre attraverso un aperto e sensibile confronto con se stesso e con la scena culturale e musicale contemporanea. Oltre a poter vantare questa pluralità di autori, l’album riconosce alle figure di Paolo De Francesco e Fernando Luceri l’importante missione di aver saputo tradurre in un’immagine e in un video il pezzo di punta di tutto il lavoro.

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Qui il video ufficiale https://www.youtube.com/watch?v=80pk9nYE4jU

Il tour promozionale, che per la prima volta si è caratterizzato per essere anche un tour teatrale, partito nel mese di febbraio a Foligno, ha raggiunto molte città italiane, registrando nella maggior parte delle date il tutto esaurito. Non fosse che le canzoni presentate sono tutte stupende, che la performance di Silvestri e della sua band non delude nemmeno sulle note dei brani più noti e che la sua energia coinvolge il pubblico con cui il cantante scherza e gioca tra un’esibizione e l’altra, bisognerebbe assistere al concerto anche solo per ammirarne la cura con cui ogni elemento è stato perfettamente calibrato. La scenografia, che nel secondo atto assume le sembianze di un circo, connota in maniera perfetta l’ambientazione del disco, sposando i giochi di luce, che, così sincronizzati, sembrano scaturire dagli stessi strumenti, come fossero note. Una scelta colorata e perfetta per dare rilievo ai musicisti sul palco e alle loro movenze.

Tale e tanto è il coinvolgimento dei fans che, nella maniera più democratica e divertente, è possibile votare direttamente sul sito del cantautore (http://www.danielesilvestri.it/acrobati/scegli-la-tua-canzone-per-il-tour/) “la canzone per il tour”, quel brano che, una volta vincitore, la band si impegna a regalare al suo pubblico, che finalmente potrà cantarla a squarcia gola battendo le mani e commuovendosi per la gioia. Insomma, ogni occasione è un motivo per festeggiare questa nuova creazione, che non dimentica il proprio passato, ma ha saputo guardare al futuro, rinnovandosi e trovando parole e note nuove per giocare col mondo. La poesia e il sogno vibrano grazie alla voce di Silvestri e al suo nuovo album, che a partire dal titolo diviene un inno dichiarato alla vita, espressa nel suo più spontaneo fluire, ma non per questo priva di autoironia e fresca curiosità, con cui osservare il mondo circostante nelle sue dolciamare follie.

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Silvestri è deciso a non fermarsi nemmeno d’estate, portando nuovamente in giro per l’Italia questo nuovo capolavoro, in un summer tour che comincerà la prima settimana di luglio, offrendo in diciassette tappe, tra cui il Flower Festival di Torino (http://www.flowersfestival.it/Home.aspx), l’occasione per perdersi e poi ritrovarsi sulle note di una musica che parla di noi, della crisi e delle nostre paure, dei nostri sogni e delle nostre bizzarre manie, eppure ha il coraggio di guardare già oltre. Perché, come canta il suo autore, la realtà è che a non sapere sempre dove andare, è vero, si rischia di inciampare, ma «non puoi chiamarla libertà, finché non rischi di cadere».

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