“Impossibility is a kiss away from reality”. Sense8 e l’epopea dei supereroi ai margini del mondo

di Stefano Monti

Approdata su Netflix il 5 giugno 2015 e disponibile in Italia dal 22 ottobre insieme all’arrivo della piattaforma, seguita solo durante i mesi estivi da più di un milione di spettatori e, secondo quanto riportato da Variety (http://variety.com/2015/digital/news/netflix-sense8-piracy-wachowskis-1201514526/ ), scaricata illegalmente più di mezzo milione di volte, la prima serie scritta e diretta da Andy e Lana Wachoswki – in collaborazione con J. Michael Straczynski e altri membri della loro squadra, come Tom Tykwer (sceneggiatore di ‘Cloud Atlas’) e John Toll (direttore della fotografia sui set di ‘Cloud Atlas’ e ‘Jupiter Ascending’) – ‘Sense8’ si è presentata al pubblico come un fuoco d’artificio, trasformandosi nel giro di pochissimi giorni in un fenomeno mediatico fin troppo succulento.

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La nuova opera televisiva dei Wachowski è arrivata con il botto, violento e sensazionale, a rompere il silenzio di un’estate torrida. Una prima stagione di dodici episodi, perlopiù didascalici e introduttivi; tanti personaggi e tanto diversi fra loro, sparpagliati in altrettante location in giro per il mondo, in luoghi esotici e spettacolari; un lavoro raffinato, intelligente, all’insegna di una furba e consapevole commistione dei generi.

La storia è relativamente semplice: otto individui, supereroi dei giorni nostri, dislocati in angoli lontanissimi del globo e inconsapevoli dell’esistenza l’uno dell’altro, improvvisamente rinati da una stessa madre spirituale scoprono, passo dopo passo, di fare parte di una sola entità, una sola persona che tutti li comprende. Iniziando un percorso di scoperta di sé stessi – e di conseguenza degli altri sette – i protagonisti, chiamati in gergo tecnico ‘Sensates’, ognuno con le proprie peculiarità, il proprio colore della pelle e il proprio orientamento sessuale, iniziano una ricerca individuale e collettiva che li porta a sostenersi a vicenda, fino a unire le forze e le capacità di tutti nella battaglia comune contro il cattivo di turno, uno scienziato che minaccia la loro particolare forma di esistenza.

Una storia mozzafiato, perfettamente legata ai meccanismi della suspense hitchcockiana, composta da colpi di scena tipici della spy story ed entusiasmanti cliffhanger. Un progetto ambizioso e coraggioso, il cui punto forte non s’individua tanto nella trama, quanto più in ciò che viene sottinteso dall’intera rappresentazione: dichiarare apertamente che quell’insieme di individui così distanti e inconciliabili fra loro si sintetizzi in realtà in un unico soggetto, composto da quelle figure che, proprio in virtù della loro diversità, diventano pari, è certamente un messaggio forte e chiaro, molto importante in un periodo storico così attento alle discussioni intorno al riconoscimento dei diritti civili dell’uomo.

TRAILER https://www.youtube.com/watchv=iKpKAlbJ7BQ&index=9&list=PLvahqwMqN4M0nfGvmk8mS5Lu8I4n3FHFk

Dovendo rispondere a un contesto corale così forte (e forse un po’ malizioso), la scelta del cast era uno dei passi più delicati, ma di assoluta rilevanza: caratteristica primaria e necessaria era infatti la costruzione di un gruppo compatto che, unendo Sensates diversissimi fra loro, nel suo complesso risultasse credibile e contemporaneamente affascinante. Il risultato finale, forte di una particolarissima cura estetica, è sicuramente efficace.

In un divertente gioco di ruoli politicamente corretto, i protagonisti di questa odissea alla ricerca dell’identità coprono uno specchio molto ampio e vario di tipologie umane: Nomi (https://www.youtube.com/watchv=IfuD34GO9pc&index=2&list=PLvahqwMqN4M0nfGvmk8mS5Lu8I4n3FHFk ) (Jamie Clayton) – scritta principalmente da Lana Wachowski, al secolo Larry Wachowski, che ha ammesso in più di un’occasione di aver raccontato molto di sé stessa attraverso questo personaggio – è una blogger transessuale e attivista lgbt, abile ad hackerare computer e sistemi federali; Will (https://www.youtube.com/watch?v=_LK8qTFpUEs&index=1&list=PLvahqwMqN4M0nfGvmk8mS5Lu8I4n3FHFk ) (Brian J. Smith) è il tipico poliziotto bello e buono, pronto a rischiare la vita pur di salvare il gruppo (o ancora di più, la ragazza che ama); Wolfgang (https://www.youtube.com/watch?v=FyG8Dp8Shjw&index=3&list=PLvahqwMqN4M0nfGvmk8mS5Lu8I4n3FHFk ) (Max Riemelt), troppo biondo per essere vero, è un giovane criminale tedesco, misterioso e tormentato; Sun (https://www.youtube.com/watch?v=CdzHQe4gUMw&index=6&list=PLvahqwMqN4M0nfGvmk8mS5Lu8I4n3FHFk ) (Doona Bae) è invece la donna d’affari coreana stretta dalle morse di una doppia vita; Kala (https://www.youtube.com/watchv=fIjHJ_PENpc&index=4&list=PLvahqwMqN4M0nfGvmk8mS5Lu8I4n3FHFk ) (Tina Desai), è una dolcissima e bellissima sposa indiana, purtroppo vittima della sua insicurezza; Capheus (https://www.youtube.com/watch?v=dnjIPLIDOMk&index=5&list=PLvahqwMqN4M0nfGvmk8mS5Lu8I4n3FHFk ) (Aml Ameen), altrimenti noto come ‘Van Damme’, è un giovane di buon cuore, autista improvvisato di bus a Nairobi; il prestante Lito (https://www.youtube.com/watch?v=yB7ETpSEdCg&index=7&list=PLvahqwMqN4M0nfGvmk8mS5Lu8I4n3FHFk ) (Miguel Anguel Silvestre) è un attore di telenovelas messicane, a prima vista sicuro e determinato ma in realtà un tenero; infine Riley (https://www.youtube.com/watch?v=PsDVVH7ZhdU&index=8&list=PLvahqwMqN4M0nfGvmk8mS5Lu8I4n3FHFk ) (Tuppence Middleton) è una DJ di origine islandese con sede a Londra, per ricordare che nessuno, nemmeno il tempo può uccidere la wasted youth inglese.

A completare il cerchio, altri due attori irrompono occasionalmente sullo schermo: Naveen Andrews, che torna dall’isola di ‘Lost’ invecchiato e con i capelli più lunghi per fare da mentore ai Sensates inizialmente spaesati e, a interpretare la madre spirituale da cui tutto ha avuto inizio, la sempre straordinaria Daryl Hannah.

Con la sua peculiarità estetica e le sue singolari capacità, ogni Sensate chiude il cerchio con gli altri, formando una squadra in cui eccezionalmente tutto combacia alla perfezione: tralasciando le scene mozzafiato, i momenti più efficaci ed emozionanti sono quelli che coinvolgono i personaggi nel quotidiano, che siano davanti ai fuochi d’artificio o seduti su una panchina ad osservare il panorama. Attimi semplici ma penetranti, che mirano al cuore di un pubblico nuovo, non più riconosciuto nella solita schiera di affezionati al genere. Un pubblico, per così dire, di personaggi secondari.

I protagonisti sono proprio loro: outsiders, emarginati dalla vita, figure che, come dichiarato dagli stessi Wachowski, troppo spesso sono state allontanate dalla dimensione del fantascientifico. Allo stesso modo, i temi trattati esulano dalla tradizione del genere, affrontando argomenti sociali di grande rilevanza nel mondo contemporaneo: nel corso degli episodi, gli autori si concentrano sulle questioni di genere, sul sesso e sulla sessualità, sulle differenze sociali e sui diritti civili, per arrivare anche a parlare di fede e religione.

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Un progetto interessante e audace, anche dal punto di vista tecnico: ambientando la storia in moltissimi luoghi, i fratelli Wachowski scelgono di coinvolgere registi diversi da ogni parte del mondo e per ogni parte del mondo. Prendendo spunto proprio dalla dinamica comunitaria dei Sensates, il team di lavoro si allarga, dando il benvenuto a nuovi nomi, ognuno con il suo stile: così, ogni parte della storia si mostra al pubblico tramite il linguaggio espressivo più congeniale alla sua rappresentazione, che di volta in volta può essere thriller/poliziesco, da telenovela sudamericana o addirittura di stampo ‘bollywoodiano’.

Nonostante gli innegabili pregi, i Wachowski sono al loro primo esperimento seriale e in alcune occasioni il risultato zoppica, soprattutto per colpa di una gestione del tempo che, in particolare nel passaggio da un episodio all’altro, fatica a proseguire. Ma la sfida è indubbiamente vinta e il pubblico, dopo aver alzato i calici l’8 agosto per festeggiare il compleanno (https://www.youtube.com/watch?v=Yt0ws-nDvmg ) dei suoi nuovi beniamini, può già felicitarsi del rinnovo a una seconda stagione.

Considerando che i Wachowski hanno già dichiarato di avere materiale per l’arco di ben cinque stagioni, i tempi sono già maturi per iniziare a fasciarsi la testa.

 

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