Speciale Cinevasioni: il carcere apre le porte alla settima arte. Il Festival del Cinema in Carcere si racconta nella giornata di apertura, conquistando pubblico e critica

di Grazia Di Cesare

A partire da oggi, la Casa Circondariale “Dozza” di Bologna si trasforma in location festivaliera per accogliere la prima edizione di Cinevasioni, Festival del Cinema in Carcere (http://www.cinevasioni.it/). Il festival, che terminerà nella giornata di sabato 14 maggio, vedrà i detenuti nella veste di giurati e spettatori impegnati nel selezionare il miglior film/documentario, cui sarà assegnato il premio la “Farfalla di Ferro”, realizzato dagli stessi detenuti. Ecco le considerazioni degli organizzatori, espresse in occasione della conferenza stampa di presentazione dell’evento, tenutasi lo scorso 5 maggio.

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Per la prima volta un festival cinematografico varca le porte di un carcere: Cinevasioni, il primo Festival del Cinema in Carcere, organizzato da D.E-R Associazione Documentaristi Emilia Romagna e dalla Direzione della Casa Circondariale Dozza di Bologna, con il contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e RAI Cinema, rappresenta un evento dalle caratteristiche eccezionali. In occasione della conferenza stampa, gli organizzatori hanno presentato così l’evento: “Per la prima volta abbiamo un festival che va in un luogo quale è il carcere, ma è come se fosse organizzato in qualsiasi altro posto”, hanno commentato Ivano Marescotti, attore e presidente della Giuria composta dai detenuti, che da ottobre sono impegnati nel laboratorio “CiakinCarcere”, e Filippo Vendemmiati, direttore artistico di Cinevasioni, il quale prosegue: “è una scommessa culturale e sociale. Anche il pubblico, infatti, sarà composto per la metà da detenuti e per l’altra metà da persone libere”. L’evento rappresenta un appuntamento molto importante, oltre a costituire motivo di orgoglio, non solo perché crea un ponte culturale tra il carcere e il mondo esterno, ma anche perché i veri protagonisti dell’evento divengono i detenuti stessi, secondo una precisa logica trattamentale, che vede nel festival il momento conclusivo del percorso iniziato con il laboratorio CiakinCarcere.

“Ciò che vogliamo è suggerire alle persone detenute una nuova prospettiva con cui osservare la propria vita. I detenuti, seppur privati della libertà, non devono essere privati di tutto il resto” commenta Claudia Clementi, direttrice della Casa Circondariale Dozza di Bologna, dichiarando: “Le sfide sono qualcosa rispetto alle quali non ci tiriamo mai indietro”. Ed è La Sfida, per l’appunto, il titolo della sigla del Festival, realizzata dagli attori del carcere (https://www.youtube.com/watch?v=UEFLcNMPSUM). “Tutti conoscono le nostre facce per i reati che abbiamo commesso. Ora vogliamo che i nostri volti emergano per qualcosa di buono”. Questa, secondo Angelita Fiore, direttrice organizzativa di Cinevasioni, la motivazione che ha spinto molti detenuti in prima battuta a partecipare al laboratorio di cinema e in secondo luogo a impegnarsi per la realizzazione di questo festival.

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Di estrema importanza si è rivelato il contributo erogato dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, la quale ha commentato con entusiasmo la propria partecipazione a questo tipo di attività culturali, in grado di esprimere appieno il modus operandi messo in atto dalla Fondazione, che vuole condividere linee d’azione comuni con la città, che non si esauriscano nella sola donazione economica, ma contemplino anche l’adesione attiva al progetto. Grandi assenti, invece, le Istituzioni locali, la cui mancanza tuttavia non ha impedito agli organizzatori di mettere in gioco per la realizzazione di questa prima edizione un entusiasmo e una motivazione fuori dal comune, dimostratisi fondamentali nell’affrontare le ovvie difficoltà organizzative e gestionali: “Seppur a fronte di un impegno organizzativo consistente”, commenta la direttrice, “ci piace l’idea di offrire un ampio spettro di opportunità per la popolazione carceraria”.

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L’oscar che la Giuria assegnerà al film vincitore sarà rappresentato dal premio una “Farfalla di Ferro”, realizzato dalla F.I.D., Fare Impresa in Dozza, l’officina metalmeccanica presente all’interno del carcere, nella quale lavorano fianco a fianco detenuti e metalmeccanici in pensione. Vi sono grandi nomi tra i partecipanti al concorso, del calibro di Matteo Garrone, il cui film inaugurerà l’inizio del festival, e Daniele Lucchetti, atteso invece in chiusura. Anche la società civile bolognese ha risposto con grande fermento all’iniziativa, che in brevissimo tempo ha registrato il sold out dei posti a disposizione. La speranza, a questo punto, è che la prima edizione di Cinevasioni segni l’inizio di una lunga serie di eventi.

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