La rivincita degli Hacker.

di Angelo Talarico

Avete aggiornato l’antivirus del vostro pc? Siete sicuri che la password dei vostri account Facebook, Instagram e Twitter siano abbastanza sicure? Pensate che la vostra vita privata sia preservata da sguardi estranei? A mio parere, dopo pochi minuti passati davanti lo schermo a guardare MrRobot inizierete a porvi questi problemi molto più seriamente.

Stiamo parlando di una serie tv americana, creata da Sam Esmail prodotta dalla USA Network, che sembra nascere da una sorta di frustrazione nei confronti della misera caratterizzazione che sia il cinema che il piccolo schermo hanno sempre riservato agli hacker e al mondo dell’informatica in generale.

Spinta dall’idea che la tecnologia e il web possano cambiare il mondo, la serie parla di Elliot, giovane e brillante ingegnere informatico, impiegato della  AllSafe, un’azienda di sicurezza informatica per grandi compagnie multinazionali, che di notte, abbandona i panni del semplice informatico, si trasforma e, con le sue immense abilità di hackeraggio, è in grado di carpire informazione su chiunque gli sia stato attorno.

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Elliot (Rami Malek) non rappresenta ciò che potremmo definire una persona equilibrata, il giovane hacker infatti soffre di una sociopatia che rasenta l’autismo e che annega in piste di morfina. Il suo disagio nei confronti di chi gli sta attorno e i suoi conflitti interiori rendono molto più verosimile la narrazione rendendo giustizia al suo continuo disagio nei confronti del prossimo; è un personaggio solitario che attraverso i suoi monologhi interiori mostra le diverse contraddizioni che affannano la società che gli ruota attorno.

Le sue nottate passate ad hackerare qualsiasi cosa sia concepibile dalla mente umana (Elliot hackera i profili social di chiunque gli sia attorno) scuotono la curiosità di MrRobot(Christian Slater) il quale sconvolgerà la sua “tranquilla” routine di droghe e stalking, facendolo entrare nella sua Fsociety.

Scopo della società di Mr. Robot è quello di distruggere l’intero sistema capitalistico contemporaneo, cominciando dalla ECorp, multinazionale protetta dall’azienda per la quale Elliot stesso lavora.

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I temi principali sui quali barcamena la trama sono quelli del furto d’identità e della vulnerabilità dei sistemi a cui ci affidiamo, senza mai cadere nel fantascientifico o nell’inverosimile. Il modo in cui viene trattato il mondo dell’hacking infatti, dopo decenni passati a vedere strani personaggi  battere forsennatamente le dita sulle tastiere di immensi computer per qualche secondo nell’intento di risolvere il più assurdo dei problemi, rispecchia quello vero e proprio, utilizza una terminologia sensata e situazioni verosimili

Come altri serial hanno fatto con altri mestieri (vedi Grey’sAnatomycon la medicina), MrRobotprende gli aspetti più affascinanti dell’hacking e dell’informatica e li enfatizza cercando di rendere il tutto plausibile ma allo stesso tempo avvincente. Lo fa immergendo la trama in una situazione che potremmo definire una declinazione realistica di quel mondo  fatto di bit e di codici che siamo  stati abituati a vedere in film come Matrix.

A Esmail va il merito di aver saputo contestualizzare l’attività dell’hacker in modo da renderla avvincente e dinamica senza l’utilizzo di strani artifici o exploit luminosi o pirotecnici. Il trucco sta nel mostrare un tizio sfigato ma geniale, depresso e paranoico, che agisce sotto effetto di stupefacenti, complottista, che combatte contro il tentacolare mondo delle multinazionali, chiuso nel suo mondo, esternato solo dagli intensi monologhi che hanno tanto il sapore di Taxi Driver  o di FightClub.

Purtroppo anche quei lavori che ci sembrano infallibili presentano qualche piccola imperfezione, infatti, la quasi morbosa attenzione ai dettagli del personaggio di Elliot e al mondo che lo circonda, ha portato a qualche scivolone nella stesura del plot. MrRobote compagnia a seguito non brillano di personalità; le sequenze, dopo le prime scene totalmente dedicate al protagonista, cadono in situazioni parecchio ordinarie sia registicamente che dialogicamente.

Mr. Robot - Season 1

Fatta eccezione per queste imperfezioni, possiamo affermare con tranquillità che MrRobot  è senza dubbio una serie sopra la media: scelte di regia azzeccatissime (la colonna sonora è una di queste) nonostante qualche strafalcione, protagonista fortissimo nell’interpretare un personaggio non proprio “normale”, troppo ambizioso il progetto per poterlo accantonare, troppo forte la risposta positiva del pubblico.

Dopo una prima stagione eccezionale si spera in un ritorno (estate 2016) che non faccia rimpiangere ciò che ci siamo lasciati alle spalle. I pronostici sono contradditori, a noi non resta che aspettare.

Intanto aggiorno Avira e cambio password di Facebook.

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