50 sfumature di Depp.

di Angelo Talarico

Ormai quasi non ci credeva più nessuno, tutti noi siamo stati abituati a vederlo recitare nelle vesti più strambe, alle prese con ruoli goliardici, difficili da rimanere impressi nella memoria o capaci di essere appellati come “memorabili”, eppure Johnny Depp è tornato (o almeno così pare) a indossare abiti “umani”, modificando sì il suo aspetto, ma non più in maniera pagliaccesca.

Lo abbiamo visto infatti, presentarsi alla 72° edizione del festival del cinema di Venezia (ingloriosamente fuori forma) in occasione della promozione di Black Mass, gangster movie di cui è protagonista. La nuova pellicola di Scott Cooper cerca di rivendicare il grande passato di Depp, quello che alcuni azzardano a definire l’ “ultimo divo” ormai quasi sepolto sotto chili di trucco, dalle parrucche e dai variopinti costumi dei personaggi da lui interpretati negli ultimi dieci anni; finalmente Depp abbandona le maschere grottesche che lo accompagnano dai Pirati dei Caraibi tornando a una vera e propria prova d’attore controllata e di alto livello.

Johnny Depp in una scena del film “Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare”. (AP Photo/Disney, Peter Mountain)

Johnny Depp in una scena del film “Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare”. (AP Photo/Disney, Peter Mountain)

Gli anni del Depp sex symbol enigmatico e trasgressivo sembravano dimenticati nonostante un tempo fosse difficile pensare a qualcuno più figo di lui, quando, nonostante non avesse preso parte a nessuna grande produzione, era comunque considerato una star. Il giovane e ribelle Depp ricopriva maggiormente ruoli da anticonformista enfatizzando il suo personaggio, sempre più enigmatico e seducente, fino a mettere quasi in ombra un Brad Pitt o Leonardo Di Caprio.

Vantava una fama quasi da “rockstar” del cinema, con il volto inquadrato nei lunghi capelli sporchi, che si presentava sul tappeto rosso in anfibi e che intratteneva relazioni tutt’altro che ortodosse con donne bellissime. Era una star controcorrente, che nonostante la sua reticenza nei confronti dello star system era destinata a diventare un idolo. Il divo è sempre stato attratto dai ruoli bizzarri, tanto da averci praticamente costruito la sua carriera attorno.

Dopo gli esordi televisivi ha voluto subito rompere con lo stereotipo del “ribelle ma carino” dando inizio a una collaborazione che sarebbe destinata a durare nel tempo, quella con Tim Burton. In generale, la performance deppiana, nonostante il rifiuto di ruoli per grosse produzioni (un nome tra tanti è Titanic) e scelte spesso non troppo azzeccate, negli anni 90 è sempre stata di altissimo livello, come sostiene Stephanie Merry (“Washington Post”): “per ogni orrendo La moglie dell’astronauta c’era un Donnie Brasco”.Depp non lavorava eccessivamente sulla sua immagine, non si impegnava eccessivamente nel suo lavoro, la sua bravura era tutta li, nuda e cruda, poi divenne una star.

Johnny Depp in un'immagine del film del 1997 Donnie Brasco (Getty Images)

Johnny Depp in un’immagine del film del 1997 Donnie Brasco (Getty Images)

Nel 2003 i toni iniziarono però a cambiare, il divo, infatti, firmava, tra la delusione dei suoi fan più devoti che vedevano in lui un personaggio che non si sarebbe mai offerto per una pellicola di grossa produzione, per il primo film dei Pirati dei Caraibi della Disney, il quale gli fece ottenere la sua prima nomination all’Oscar; titolo questo sempre stato indifferente all’attore. Fu così che il ribelle attore del Kentucky, troppo figo per far parte del mainstream hollywoodiano, era entrato a far pienamente parte dello star system, suggellando il tutto con la firma per i successivi titoli della saga. Fu questo periodo che determinò quello che possiamo definire il declino dell’attore talentuoso e dannato allo stesso tempo al quale eravamo affezionati, in nome di interpretazioni di personaggi strani, sterili e poco profondi.

In linea generale il pensiero che accompagna la visione dei suoi più recenti ruoli, anche quelli più composti come quello in The Tourist, è quello di una recitazione mediocre, non proprio indimenticabile, per lo più piatta, senza personalità.Col tempo è bastata la sola presenza di Depp in una pellicola per assicurarne il successo, film come Alice in Wonderland o La fabbrica di cioccolato sono sì andati bene, ma non per il suo vero pubblico. Willie Wonka non riuscirà mai ad emozionare come Edward mani di forbice.

Johnny Depp nella parte di Willy Wonka nella "Fabbrica di cioccolato" (AP Photo/Warner Bros. Pictures/Peter Mountain)

Johnny Depp nella parte di Willy Wonka nella “Fabbrica di cioccolato” (AP Photo/Warner Bros. Pictures/Peter Mountain)

Hollywood ha reso Johnny Depp una banale macchina da soldi, il suo nome e la sua faccia (caricaturizzata) sono stati anteposti al suo talento e al suo carisma. La pellicola di Cooper sembra voler distruggere questo perverso sistema restituendo a Depp il suo vero volto, la vera essenza del suo genio.
Perchè noi Johnny Depp lo preferiamo ingrassato e trascurato piuttosto che mascherato.

Black-Mass-Johnny-Depp

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