Fear The Walking Dead: nuove storie, vecchie ansie

di Alessio Migliazzo

Come affrontate una situazione di cui conoscete già i possibili rischi? Sicuramente con molta prudenza soprattutto se il rischio più grande è quello di lasciarci le penne. E quando invece sono altri a dover passare quello che già voi conoscete? La reazione dovrebbe essere più o meno questa: “Cosa stai facendo?”, “Credimi, dovresti evitare, non porterà a niente di buono.” “Stai sbagliando!”

Ci accomodiamo sul divano per seguire questa nuova serie tv ma in qualche modo sappiamo già a cosa andremo incontro. Fear The Walking Dead, prequel e spin-off della pluripremiata serie The Walking Dead, ci inserisce in un contesto che è allo stesso tempo nuovo e familiare.

Era improbabile infatti che l’onda dei milioni di telespettatori che ogni anno “affrontano” i pericoli dell’universo dei walkers non venisse cavalcata ancora da Robert Kirkman e soci, così ancora nel pieno della sua storia originale Kirkman decide che è il momento di farci capire un po’ di più, o per meglio dire… di farci vedere un po’ di più. Decide di presentaci questa storia dall’inizio, quando il mondo come lo conosciamo non sa ancora cosa gli aspetta. Con The Walking Dead, infatti, ci siamo trovati catapultati insieme a Rick Grimes all’interno di un mondo già quasi del tutto governato dai walkers, senza avere la possibilità di vivere quei momenti che di solito in una apocalyptic story sono i più importanti; rendersi conto di cosa sta succedendo contemporaneamente ai protagonisti.

!!!SPOILER ALLERT!!!


L’episodio pilota comincia inserendoci subito all’interno di un luogo decisamente lugubre (tanto per non allontanarsi troppo dal contesto horror) una crack-house della periferia di Los Angeles. Facciamo subito conoscenza con Nick Clark (interpretato da Frank Dillane) un ragazzo con qualche problema di dipendenza da eroina che, ancora decisamente stordito, si alza cercando la sua ragazza e girovagando per la casa, arriva in una stanza in cui la trova chinata mentre banchetta felicemente con un cadavere. Nel momento in cui la ragazza si accorge della presenza di Nick si volta verso di lui mostrando tutta la sua bellezza da walker. Noi ovviamente sappiamo già di cosa si tratta ma Nick, palesemente turbato e nel panico, scappa via di corsa uscendo dalla casa mostrandoci qualcosa di cui (forse) c’eravamo dimenticati nella saga di T.W.D, la civiltà. Los Angeles (come tutto il resto) è ancora lì al suo posto. Il sole splende, la gente passeggia felice, i cellulari squillano e il traffico è all’ordine del giorno. Proprio il traffico interromperà la fuga del ragazzo che, precipitandosi in strada, viene investito da una macchina e portato in ospedale. Così in breve tempo facciamo conoscenza con il resto dei protagonisti della storia, ovvero la sua famiglia, ed entriamo nei suoi meccanismi complessi. Oltre al ragazzo, sua sorella Alicia (Alycia Debnam-Carey), la madre Madison (Kim Dickens) e il patrigno Travis (Cliff Curtis), della storia principale faranno parte anche l’ex moglie di lui Liza (interpretata da Elizabeth Rodriguez) e il suo vero figlio Daniel (interpretato da Ruben Blades) con il quale però non è in buoni rapporti.

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Nuovi personaggi, nuova città, ma nonostante tutto sempre la stessa ansia. Sicuramente è questo che fa di Fear The Walking Dead un prodotto che ha la particolarità di possedere già un suo pubblico prima ancora che vada in onda la prima puntata. I dati d’ascolto del pilot hanno raggiunto livelli molto alti ma nonostante questo sembra proprio che la prima puntata non abbia convinto, caratterizzata da un ritmo lento e con una valanga di informazioni sui personaggi che ci saremo potuti risparmiare considerando che siamo solo alla prima puntata.

Per lo sconforto di chi sperava di trovare nuove indicazioni sull’origine dell’epidemia Robert Kirkman ha annunciato che non ci saranno spiegazioni. Uno degli snodi narrativi possibili e che molti vorrebbero affrontato è quello del CDC (Centro per la prevenzione del controllo della malattie) presentatoci alla fine della prima stagione di T.W.D, ma ancora di questa possibilità non si sa niente di concreto.

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