Il cinema distopico: introduzione

di Francesco Bellitti

Il cinema e la letteratura hanno da sempre un rapporto privilegiato: sin dalla nascita del primo, la loro relazione intermediale è stata tra le più trattate e studiate.


L’idea di dare un’immagine concreta ed in movimento alle storie che prima si potevano solo leggere, e quindi immaginare, ha sempre entusiasmato il pubblico di lettori che, dopo anni di fantasie, finalmente avrebbero potuto rivivere quelle grandi narrazioni attraverso il grande schermo. La letteratura distopica e la sua successiva trasposizione cinematografica rientra sicuramente in questa casistica. Chissà che sogno deve essere stato per gli appassionati lettori di Orwell, di Dick o di Bradbury poter vedere le loro maggiori opere sul grande schermo.

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Il cinema si è rivelato per l’ennesima volta uno strumento efficace e capace di farsi carico delle pesanti tematiche socio-politiche di romanzi che oggi sono considerati capolavori irrinunciabili della letteratura. Attraverso il proprio linguaggio, si è fatto mezzo di riflessione e di indagine su un futuro ipotetico, su un mondo diverso ma dai tratti comuni rispetto al nostro. Le domande sono sempre le stesse alla fine: “Questo è il mondo che un giorno sarà o forse stiamo già vivendo in esso senza accorgercene?” oppure “Questo è davvero il futuro che ci attende? O il futuro è già adesso e non possiamo fermarlo?”.

Attraverso questa serie di articoli ci soffermeremo sul fenomeno del cinema distopico, guardando prima alle sue origini letterarie e poi spostandoci verso il panorama contemporaneo.

Il primo pezzo, firmato da Azzurra Pignotti, sarà infatti dedicato ad alcuni dei capolavori letterari del genere, a partire dal 1932 con Brave New World, e alle loro trasposizioni cinematografiche: partendo dalle origini di questo rapporto intermediale, potremo individuare subito la direzione che il cinema ha deciso di prendere dall’analisi di queste storie fantastiche, mostrando un enorme interesse per le tematiche politiche trattate nei vari romanzi. Un’impostazione che non è cambiata neanche oggi e che potremo ravvisare in due fenomeni distinti, a cui abbiamo dedicato un articolo ciascuno.

Nel secondo di questa serie, infatti, Francesca Tolve prenderà in esame tre titoli recentissimi di distopia filmica: The Purge, Elysium e Snowpiercer, tutti e tre usciti nell’anno 2013. Prendendo in esame questi tre casi, dimostreremo come ancora oggi i grandi autori distopici siano fonte di ispirazione per la scrittura cinematografica, portando ad ottimi prodotti tra i quali appunto questi tre film.

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Nel terzo ed ultimo articolo, invece, Francesco Belliti prenderà in esame un fenomeno recentissimo quale il cinema distopico cosiddetto “young adult”, osservando come anche in essi vi sia presente con forza l’ispirazione ai classici letterari, ma analizzando anche attentamente una tendenza che non può essere ridotta unicamente all’etichetta di operazione commerciale.

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