Il tocco toscano

di Maria Olga Tartaglia

Abile continuatore dei tratti della commedia italiana, il regista livornese Paolo Virzì con uno sguardo quasi sociologico, nei suoi film riesce a raccontare l’Italia del presente. Un’ Italia spesso provinciale e lontana dalla globalizzazione. I personaggi da lui creati, che vanno dalla bella del paese un pò ingenua e svampita, alla laureata in filosofia che finisce nel call center, oltre a servire da chiave per la narrazione della storia, servono a guardare dentro di noi. Virzì si discosta da una televisione che ci narra di un grosso circo mediatico che riguarda la classe dirigente del nostro paese e ci restituisce quell’Italia della periferia, quella gente che va a lavorare ,che si ama, si odia, si lascia. La gente autentica insomma.

In Tutti i santi giorni Virzì ci racconta la storia di due fidanzati. Guido (Luca Marinelli) toscano, laureato in letteratura e storia antica. Un ragazzo intelligente ed educato, lavora come portiere di notte in un albergo di lusso al centro di Roma. Poi c’è Antonia (Tony) siciliana, una cantante mancata, lavora in un autonoleggio anche se continua a comporre e scrivere canzoni, sperando nel riscontro del grande pubblico. Il desiderio di avere un figlio li porterà a provare varie strade e a frequentare ambienti diversi.

In una Roma che evidenzia le differenze interne dell’Italia, come l’ambiente di lusso dell’albergo in cui lavora Guido e i burini che abitano nel suo palazzo, interessati nient’altro che alla Roma. Virzì ci regala l’intimità vissuta da questi due personaggi così diversi. Guido così colto paragonato a un eroe di un poema cavalleresco, impacciato ma con ordine, che quasi sembra non appartenere a questo mondo e Tony irruenta e simpaticamente ignorantella, si trovano si sostengono e si completano.

Una storia semplice e piena di verità illuminata da una luce naturale, catturata dalla bravura di un direttore della fotografia giovane serbo croato, Vladan Radovic. “cambio spesso il direttore della fotografia perchè mi piace imparare sempre cose nuove “. Una luce naturale per avere un set leggero e disponibile a ciò che può accadere in quel momento. Un film di cose inessenziali, con uno stile narrativo semplice con riprese quasi da documentario.

Non ci sono star nel film, Virzì ha voluto fare i provini molto prima delle riprese. Perchè lui non si accontenta delle proposte delle agenzie, lui va a cercare luoghi e persone e questa sua accuratezza si concentra nell’attenzione e nella meticolosità che usa per costruire i personaggi, soprattutto quelli di questa storia, così meravigliosi e unici che ti ci affezioni ed è difficile lasciarli andare anche dopo aver finito di vedere il film.

L’attrice protagonista Tony è in realtà Federica Vittoria Caiozzo una cantante , ha scritto lei la maggior parte delle canzoni per il film. Sono canzoni dense di verità che rispecchiano il personaggio di Antonia che è vera. Le canzoni infatti sono state registrate lì per lì quasi di getto e sono state montate in modo da riuscire ad avere una struttura adatta ed equilibrata per il film che rispecchia la dolcezza e la finezza di lui e la complicazione e l’irrisolutezza di lei.

E sulle note di Flowers Blossom viene raccontata questa piccola storia d’amore , una storia intima che non cade mai nel mieloso, una storia d’amore come poche che ti completa, ti aiuta, che ti salva la vita e che ti tiene per mano quando non ce la fai, per sempre….(o almeno si spera)

 

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