Serie TV e Web Series – Una collaborazione in prestito

di Gabriele Pasca

Analizzando l’evoluzione della serialità, soprattutto in tempi recenti, non si può non notare come grandi registi e grandi personalità del mondo del cinema si siano cimentati in un approccio episodico, tipicamente televisivo, ponendo così le basi di quella che ora è propriamente la serialità televisiva dalle caratteristiche perlopiù cinematografiche.

Tornando un po’ indietro nel tempo, quasi agli albori del sodalizio tra cinema e televisione, le potenzialità del mezzo televisivo e del racconto a episodi sono intuite e sfruttate da uno dei più grandi maestri del cinema: Alfred Hitchcock, che nel 1955 crea forse la prima serie antologica dal titolo Alfred Hitchcock Presents. Nella suddetta serie i personaggi sono fissi e gli episodi autoconclusivi e ruotano tutti attorno ad un elemento in comune: il crimine.
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Come si è detto, la serialità televisiva ha avuto una grande svolta con l’avvicinarsi al genere episodico di grandi personalità del mondo del cinema. Il cambiamento rappresentato vede l’influenza di queste personalità al genere episodico in differenti ambiti, dalla regia alla produzione, alla recitazione. Grandi serie televisive hanno visto la collaborazione di grandi registi del mondo del cinema, primo tra tutti David Lynch che con Twin Peaks ha impostato una svolta tematica alla serialità. Martin Scorsese ad esempio ha diretto l’episodio pilota di Boardwalk Empire, serie di cui è produttore; Woody Allen ha appena firmato una collaborazione con Amazon per una nuova serie in programma per il 2016; David Fincher, che ha diretto due puntate di House of Cards, ha in programma ancora un remake di Utopia; ancora, molti registi, propriamente di cinema, hanno in cantiere diversi progetti, come i fratelli Wachowski che dirigeranno Sense8 per Netflix o Aronofsky che dirigerà MaddAdam o M. Night Shyamalan con Wayward Pines o ancora Paolo Sorrentino che dirige The Young Pope, una collaborazione italiana tra Sky e Wildisde. Altre collaborazioni invece si muovono su altri fronti come quello della produzione.
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Un po’ sulla stessa scia di Alfred Hitchcock Presenta è la webseries Black Mirror che per la regia affida ogni puntata ad un regista diverso che lavora con un cast differente, producendo quindi una storia differente! Il tratto comune? Sono tutte legate esclusivamente da un tema, in questo caso la tecnologia in un futuro distopico.

Il caso più palese e recente di trasposizione dal cinema alla serialità è sicuramente quello di Game of Thrones. La serie è quanto di più lontano ci si possa immaginare da una produzione televisiva a partire dalla trama, dal linguaggio e dalla tecnica utilizzata, alla magnificenza delle scene e non ultimo al cast stellare.

Soprattutto per quanto riguarda gli attori, ancora più che per i registi, fino a solo pochi anni fa era impensabile una trasmigrazione da un mezzo importante quale il cinema ad uno più pop e più abusato quale la tv.  “Quindici anni fa il mio agente non mi avrebbe permesso di prendere in considerazione una serie televisiva dopo aver vinto un Oscar”: con queste parole Kevin Spacey riflette sullo snobismo hollywoodiano di poco tempo fa e sul fatto che oggi le cose siano cambiate in modo radicale, come dimostrano il successo imbarazzante delle serie House of Cards, e True Detective, che ha come protagonista l’appena conclamato premio Oscar Matthew McConaughey.
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Come già negli Anni ’70 ha affermato Paul Newman, il motivo di questa deriva di grandi attori e grandi registi del mondo del cinema verso l’approccio a episodi è da ricercare nel nonsense tematico di Hollywood che punta le sue produzioni quasi esclusivamente verso un cinema del fantastico, sempre più attento alle “cose” che alle “persone”. Questa tendenza, dagli Anni ’70 ad ora, si è accentuata ancora di più, facendo diventare, secondo l’attore, il cinema l’oppio dei popoli, in cui si producono per l’80% film per bambini ed è pieno zeppo di gente che vola in maschera e tutina. Tutta la tendenza intermediale dei sequel, prequel e remake non fa altro che accentuare ancora di più questa deriva, facendo sconfinare i grandi registi verso il “piccolo schermo” dove se non altro la libertà espressiva è certamente maggiore, a discapito della serialità cinematografica, nel senso negativo del termine.

Il motivo di questa deriva risiede quindi in diversi aspetti, in primis appunto la libertà creativa a disposizione. Nel caso di Fargo ad esempio, la serie che si rifà al successo da Oscar del 1996, i fratelli Cohen, registi e produttori esecutivi, hanno la possibilità di distendere e analizzare i loro caratteri del film con una cadenza molto più ampia rispetto ai confini del lungometraggio.

Il caso italiano non si discosta poi tanto da quello americano e ne sono un esempio le serie di maggiore successo, che per tante ragioni si avvicinano al prodotto cinematografico: Romanzo Criminale e Gomorra sono infatti entrambe tratte dai rispettivi film; caso inverso invece è quello di Boris, serie televisiva prima e film poi.

Un po’ da sempre quindi ci sono delle invasioni di campo tra i due mezzi espressivi, ma mai come negli ultimi anni i confini sono quasi indistinguibili. Sempre più serie sono state definite cinematografiche tanto da essere proiettate all’interno dei cinema in occasione di grandi eventi.

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One thought on “Serie TV e Web Series – Una collaborazione in prestito

  1. Interessante, ma attenzione: nanche nella serie di Hitchcock i personaggi NON erano fissi, e come in ogni serie antologica dell’epoca i personaggi, la storia e il regista cambiavano ad ogni puntata, compreso Hitchcock stesso che però ne dirigeva solo un paio a stagione Tutto il resto era coordinato da altri, e lui si limitava a fornire a caro prezzo il “brand” e a comparire nei segmenti di aperrtura e chiusura di ogni episodio, girati separatamente dal resto dell’episodio.

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