Serie TV e Web Series – Un viaggio attraverso un mondo in continua espansione

di Gabriele Pasca e Federica Giacomini

Il mondo televisivo è ormai sconvolto dall’entrata prepotente nelle nostre case, nei nostri televisori e, soprattutto, nei nostri computer di una nuova frontiera dell’intrattenimento: un nuovo tipo di serialità. Tale entrata non è avvenuta nell’immediato, poiché il prodotto seriale ha fatto il suo ingresso nella scena televisiva già negli anni ‘50, quando la soap opera è emigrata dalla radio al piccolo schermo. Quello che qui si vuol analizzare è un aspetto diverso della serialità, tipicamente cinematografico, che nasce propriamente con l’avvicinarsi di un grande regista, quale è David Lynch, al genere episodico. Da quel momento la serialità è cambiata e si è evoluta moltissimo, trasformando quasi radicalmente l’approccio stesso, ma anche la tematica, la produzione e persino la distribuzione.

L’intento è quello di proporre un excursus sull’evoluzione della serialità, oltre che una breve ricostruzione dei principali snodi che ne hanno mutato i caratteri fino a farla diventare ciò che attualmente è, ancora in corso d’opera.

Chiaramente il campo della serialità tout court è vastissimo, perciò si è scelto di analizzare soltanto alcune delle innumerevoli serie, quelle più rappresentative del cambiamento– e diciamolo, quelle che ci hanno appassionato di più – e i cui caratteri risultano essere tipicamente cinematografici.

Per l’analisi in questione, si deve fare inizialmente riferimento al cambiamento delle tematiche, che vedono alcuni registi, cinematografici e non, approcciarsi ai caratteri tradizionali della serialità con l’apporto di modifiche che nel tempo si sono rivelate rivoluzionarie; tali registi hanno infatti confrontato temi più alti, più impegnati e anche più astratti, con le tipiche norme narrative seriali.

Il secondo snodo da affrontare, vede l’avvicinamento di grandi cineasti al genere episodico, i quali apportano innovazioni non solo alle tematiche, ma anche alla tecnica e al linguaggio, discostandosi dalle più classiche produzioni e dandoci la possibilità di godere della cosiddetta quality television. Pertanto, vi è una stretta correlazione tra serie che sono ispirate o tratte da film, e viceversa; tra queste due tendenze si intersecano anche delle creazioni saltuarie frutto di collaborazioni di registi per alcuni episodi pilota o ai quali è affidata la produzione.

L’avvio della produzione seriale vede anche un altro tipo di approccio, contrapposto al precedente e legato non alla presenza di autori di spicco ma caratterizzato dall’esplicito riferimento ai capolavori del grande schermo. Queste produzioni grassroots, di giovani registi più o meno esordienti, diffondono i loro prodotti “amatoriali” sfruttando una risorsa imprevedibile come internet, trasmettendo le puntate in modo virale, tramite i social network e ogni tipo di canale disponibile. Proprio per le ormai note caratteristiche del mezzo di diffusione, queste produzioni non sono destinate a rimanere nel territorio di partenza, bensì, una volta raggiunta la massima attenzione, la loro ambizione è chiaramente quella di un pubblico più ampio. Perciò webseries di successo come The Pills, hanno ora raggiunto i canali televisivi con le loro produzioni, i loro studios e la loro distribuzione.

Infine, l’ultimo, ma non per importanza, cambiamento avvenuto a livello di partecipazione globale è quello che si è sviluppato sul versante della distribuzione. Sebbene non tutte le produzioni sono stimolate da questo metodo, si va diffondendo una distribuzione binge-watching, avvenuta in primis con la serie House Of Cards distribuita da Netflix in un modo alquanto anomalo per la tradizione. La serie, infatti, una volta completata la stagione, viene distribuita sul canale preposto lanciando le puntate tutte in una volta, per soddisfare la sete di serialità dello spettatore moderno. Vengono così abbandonati i vecchi canoni dettati dall’attesa settimanale della prossima puntata, lasciando una maggiore liberà di fruizione all’utente finale.

La serialità televisiva dunque ha una storia certamente meno lunga rispetto alla tradizione cinematografica, ma non per questo meno importante. E’ molto più veloce e in pochi anni si è discostata dai canoni tradizionali per avvicinarsi sempre di più alle nuove esigenze dettate dal mercato e dallo spettatore, entrambi in una continua evoluzione per il soddisfacimento dei bisogni di tutti.

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