American Horror Story: Coven. Ispirazioni e citazioni dal vero mondo femminile nascosto

di Alessia Romano

Anche la quarta stagione della serie TV American Horror Story: Freak Show è giunta al termine. Non farò riferimento a quest’ultima, quanto, piuttosto, alla stagione precedente (la terza) dal sottotitolo Coven, in cui, quasi richiamando il rapporto tra passato, presente e futuro, fondamentale all’interno dell’intreccio, veri volti e vere storie femminili ispirano la nascita di alcune delle più interessanti protagoniste della serie.

Cittadine quasi invisibili di una New Orleans sospesa tra i fasti del passato e la fatalità del futuro, le streghe della nuova generazione e quelle già esperte praticano gli strumenti dell’occulto nel nome del bene o del male: la strega di Coven è, come ogni essere umano, in continua fluttuazione tra potente egoismo e morbida umanità, confermandosi come vera rappresentante del genere liberando finalmente la propria categoria da decenni di stereotipi in rosa. La strega di Coven è fatta di carne e ossa e non utilizza scope volanti: nella creazione del personaggio “strega”, l’ispirazione non viene più dalle cartoline di Halloween anni ’50 ma affonda le proprie radici nella Storia, come avevamo già notato, riportando alla luce storie dimenticate di donne ormai anonime.

E’ così che Marie Laveau, strega di colore nella New Orleans di inizio ‘800, prende nuova vita nel corpo della splendida Angela Bassett che ne interpreta il personaggio mantenendone nome ed esperienza: Marie Laveau era una strega voodoo di religione cattolica profondamente impegnata in magia spiritica. L’ attività della strega era potente quanto influente ma più crudele, attiva e minacciosa è di sicuro la sua riproduzione televisiva: Angela Bassett interpreta una Marie Laveau superba, ferma signora della magia nera con cui gli autori di AHS: Coven spingono al limite le caratteristiche della reale strega d’inizio ‘800 rendendola, paradossalmente, più umana. Profondamente calcolatrice, la Marie Laveau di Coven è priva di pietà o compassione verso le proprie vittime, la sua potenza è impetuosa quanto la passione amorosa, del tutto umana, per cui muove vendetta.

Come il suo corrispettivo reale, la strega interpretata dalla Bassett non elimina i rapporti coi ricchi bianchi. Soprattutto se si tratta di magia: è qui che entra in gioco Madame LaLaurie, nella Storia psicopatica serial killer, sullo schermo inconsapevole cliente e bersaglio della strega voodoo.

Madame LaLaurie rappresenta più di quanto secoli di razzismo possano ricordarci: sanguinaria assassina, si dilettava nella tortura dei propri schiavi di colore. I trattamenti riservati dalla nobildonna ai suoi servi erano però ben insabbiati dall’attività sociale della signora, perfetta copertura di una forma di razzismo deviata che sarà utilizzata, in Coven, come anello di congiunzione con Marie Laveau e l’intero mondo magico della stagione. Nei panni di Delphine LaLaurie c’è Kathy Bates, la cui presenza conferma l’elevato livello della serie TV. Opportunatamente “fictionizzata”, la figura della ricca signora psicopatica diventa mostruosa per via delle macabre intenzioni da cui è mossa. Ma c’è, a New Orleans, chi conserva maggiore potenza e ha la pelle nera: l’incontro tra le due donne, volti dimenticati dalla storia e ripresi dalla fiction, accade per quanto ne sappiamo solo nel 2013 e solo sullo schermo.

Di semplice ispirazione è invece il rapporto che lega la strega bianca Misty Day (Lily Rabe) al poliedrico personaggio di Vali Myers, musa degli anni ’70 e prolifica artista. La giovane Misty Day, ritiratasi nella natura selvaggia a contatto con il mondo animale (come fece l’artista, che ha vissuto per decenni in una zona incontaminata della costiera amalfitana), ricorda nel look e nello stile di vita la stravagante Vali: capello disordinato, sguardo accigliato quanto penetrante e abiti dalle fatture esotiche rimangono i tratti distintivi di un’anima libera le quali tendenze sono condivise da due splendide donne, una del passato, una di fantasia. L’instancabile danza di Vali Myers è resa ininterrotta nel tempo da Misty Day, simboleggiando il desiderio di “resurrezione” che caratterizza le due esistenze secondo diversi linguaggi.

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