Orfani: la nuova frontiera del fumetto seriale italiano?

di Augusto Ruggeri

C’è crisi, se non si fosse capito. Eppure, sembra esserci un settore che se la passa piuttosto bene, nonostante tutto: quello dell’intrattenimento. La Bonelli, storica casa editrice milanese famosa ai più per personaggi come Tex e Dylan Dog, proprio in questo periodo di crisi acuta esce in edicola con un progetto ambizioso quanto rischioso: una nuova serie mensile, completamente a colori, quindi con un prezzo più alto rispetto agli altri albi. Ci sarà qualcuno, oltre agli aficionados, disposto a pagare ogni mese un prezzo non proprio popolare per questo fumetto? Probabilmente sì. Vediamo perché.

Il primo numero di Orfani è uscito nell’ottobre dell’anno scorso, preceduto da un periodo di hype crescente, complice anche una campagna pubblicitaria davvero ben orchestrata. Oltre ai classici forum e siti internet, la voce si è sparsa un po’ ovunque. La rivista Repubblica XL ha dedicato a Orfani una succosa anteprima nel mese di settembre, con tanto di cover alternativa dedicata. Inoltre Bonelli e Multiplayer.it, sito tra i più cliccati in Italia in ambito videoludico, hanno collaborato per il numero zero, reso disponibile sia nelle fumetterie, sia nei negozi della catena Gamestop.

La vera novità sta nel fatto che mai prima d’ora era stata realizzata una serie (anche se in realtà per il momento si tratterà di due miniserie da dodici numeri ciascuna) completamente a colori. L’utilizzo dei colori storicamente viene scomodato per celebrare occasioni speciali, come per esempio i numeri dei centenari (100, 200…). Negli ultimi anni collane come Dylan Dog Color Fest e Color Tex hanno introdotto questa pratica in nuove forme, ma si tratta comunque di albi “speciali”, e non di serie regolari.

La storia narra di un gruppo di ragazzini che, scampati per miracolo alla fine del mondo (un attacco alieno di proporzioni catastrofiche), si ritrova a dover unire le forze per sopravvivere. Passerà poco tempo prima che finiscano nelle mani di un gruppo di soldati intenzionati a farli diventare i guerrieri perfetti, attraverso addestramenti e potenziamenti fisici. L’autore dei testi, Roberto Recchioni, non ha mai nascosto la sua passione per i videogiochi, ed è veramente facile intuire il ruolo che ha giocato in questo caso: ognuno dei protagonisti ha una propria abilità specifica. C’è Boyscout, abile nel combattimento corpo a corpo; Eremita, il cecchino del gruppo. E così via.

Altra caratteristica peculiare riguarda la narrazione, con due linee temporali parallele, una nel passato, l’altra nel presente. Qualcuno ha detto Lost? O, perché no, It, di Stephen King?

Lo stesso Recchioni, in un’intervista, ha elencato alcune tra le fonti d’ispirazione più importanti. In primis due grandi romanzi che hanno fatto la storia della fantascienza bellica: Guerra eterna di Joe Haldeman e Fanteria dello Spazio di Robert Heinlein. Ma, più in generale, si notano riferimenti e citazioni a tutta una serie di film, come Terminator 2 o Alien, e videogiochi, che il lettore di fumetti medio non potrà fare a meno di cogliere.

Forse l’entusiasmo che si è venuto a creare intorno a Orfani, ancora prima della sua uscita, è dovuto proprio a questo. È l’entusiasmo di chi, cresciuto tra gli anni ’80 e gli anni ’90, ha assorbito nel corso del tempo tonnellate di cultura popolare (film, telefilm, videogiochi) e che oggi si trova a poter condividere le proprie passioni in maniera molto più agevole che in passato, grazie all’avvento di Internet e di altri fenomeni aggregatori come la diffusione massiccia del gioco online (vedi World of Warcraft) e di serie come The Big Bang Theory, che di questa “filosofia delle citazioni” ha fatto uno dei propri capisaldi.

 Il rovescio della medaglia è che molti hanno criticato Orfani perché troppo “derivativo” o perché “la storia è tutta roba già vista”. Quello che conta, alla fine, è che ci troviamo di fronte ad un prodotto di indubbia qualità che, se dovesse raggiungere il successo sperato, potrebbe davvero dare inizio a una nuova, fiorente stagione per il fumetto italiano. Se passate in edicola, dateci un’occhiata.

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