La televisione del futuro: dal tubo catodico a Youtube

di Augusto Ruggieri

Una volta si diceva: che c’è di bello in TV stasera? D’accordo, forse è un’esagerazione, in fondo la televisione è lungi dall’essere un ferrovecchio da rottamare. Pare però, da qualche tempo a questa parte, di trovarsi in una fase di transizione. Da quando YouTube è stato fondato, nel 2005, le cose sono gradualmente cambiate. La community si è allargata notevolmente, ci sono sempre nuovi canali, e quelli un po’ più datati sono migliorati sotto molti aspetti.

Ci si può imbattere in veri e propri show, a volte anche con personaggi fittizi per rendere la visione più accattivante: se vi piacciono i videogiochi, molto probabilmente avrete sentito parlare dell’Angry Video Game Nerd, interpretato da James Rolfe. Oggetto delle sue recensioni una quantità di vecchi giochi, scelti appositamente perché “brutti” oppure impossibili da completare. L’ironia e l’uso fantasioso di insulti e parolacce l’hanno reso sin da subito uno degli youtubers più amati.

Sempre nell’ambito dei videogiochi, ma con tutt’altro stile, va segnalato PewDiePie, in particolare per i gameplay di giochi horror. Sono perlopiù giochi molto semplici, solitamente di breve durata, che assicurano jump scares a volontà, e per questo sono così divertenti da vedere. Devono esserlo, dato che si parla di decine di milioni di visualizzazioni.

In Italia gli epigoni sono moltissimi, ma solo alcuni riescono a innalzarsi dalla massa. Uno di questi è Yotobi che, per le sue recensioni di film trash, si è ispirato proprio all’AVGN, trattando però B-movies invece che videogiochi.

Tra gli altri personaggi di spicco, se non per la qualità dei video, almeno per la popolarità raggiunta nella community, c’è sicuramente Willwoosh che, con le sue parodie, si è ritagliato una bella fetta di attenzione, tanto da arrivare a partecipare a vari film usciti al cinema. E poi Daniele doesn’t matter, che, a questo proposito, ha scritto un libro intitolato “Come diventare famosi stando comodamente seduti in poltrona” dove racconta la propria esperienza su Youtube, dagli inizi fino al successo.

Ad accorgersi della sempre crescente attenzione di cui gode YouTube sono state anche alcune reti televisive, che ovviamente hanno colto la palla al balzo per accattivarsi quella fetta di pubblico sempre più attratta da Internet e sempre meno dalla tv. Ne sono venuti fuori alcuni programmi come V.I.G. Very Important Gamer, andato in onda su RaiGulp e incentrato su brevi interviste a youtuber che nei loro canali trattano di videogiochi, e Social King, trasmesso nel 2011 su Rai2, e articolato come un classico gioco a quiz dove i protagonisti, anche in questo caso, sono stati volti famosi del Tubo, e dei social network in generale.

In altri casi, si usa la popolarità del tal youtuber per vendere un prodotto: è il caso di Dario Moccia, divenuto famoso per il suo show Nerd Cultura: così famoso da organizzare addirittura un tour in giro per l’Italia. In occasione dell’uscita al cinema di Dragon Ball Z Battle of Gods, la Lucky Red, distributrice italiana del film, ha pubblicato, sul proprio canale ufficiale, la recensione di Dario.

Simile è il caso dei recensori di fumetti che ricevono albi in omaggio dalle case editrici per poterne parlare nei loro video. Piuttosto che sulle effettive capacità critiche dei recensori, si punta più sulla risonanza che i video avranno nella community, ovvero sulle visualizzazioni. Non importa se se ne parla bene o male, basta che se ne parli il più possibile.

Alcuni utilizzano YouTube come passatempo, un modo come un altro per condividere le proprie passioni, per altri è qualcosa di più: poter monetizzare i propri video tramite le partnership e quindi guadagnare soldi veri attraverso le visualizzazioni, ha permesso a tanti di trasformare questa passione in un lavoro a tempo pieno. Nel corso del tempo i requisiti per ottenere la partnership sono diventati più accessibili, ma questo si è tradotto anche in una maggiore concorrenza. E quindi una corsa al miglioramento, sia tecnico (telecamere ad alta definizione, microfoni professionali) che formale (specialmente nell’uso del montaggio e della musica).

Secondo molti, YouTube è destinato a diventare la televisione del futuro, forse perché è già per sua natura una sorta di TV on demand, dove l’utente decide quando e come vedere gli spettacoli. Certo, i mezzi a disposizione sono di gran lunga inferiori, ma di certo l’interattività rende l’esperienza molto più coinvolgente. Per il momento è “solo” una valida alternativa. E non si paga il canone.

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