Appunti da Venezia 3: incontro con l’autore indipendente Simone Massi

Di Riccardo Frati

Simone Massi, ex-operaio nato a Pergola, ha studiato Cinema di Animazione alla Scuola d’Arte di Urbino e, da 18 anni, realizza opere di animazione per fare della sua passione per il disegno un mestiere. Ha ideato e disegnato una ventina di piccoli film che hanno raccolto più di 200 riconoscimenti in oltre 60 paesi. Tra i più importanti da segnalare, nel 2012, il David di Donatello come miglior cortometraggio per Dell’ammazzare il maiale (2011) e, nel 2006, il “Renzo Kinoshita Prize” all’International Animation Festival di Hiroshima per La memoria dei cani (2006).

La sua particolare tecnica di animazione “in sottrazione” recupera un fare artigianale che lo porta, tavola per tavola, a graffiare via dal calco del negativo, il chiaroscuro che fa emergere l’immagine. Una tecnica simile alla scultura che «mi dà modo di sorprendermi» ed un paziente impegno che, nel caso delle 2200 tavole del film L’attesa del maggio (2014, 8 min.), ha richiesto un anno e mezzo di lavoro.

I suoi racconti parlano della memoria, della civiltà contadina, della terra e delle sue radici, e lo fanno attraverso i disegni perché «non credo che le parole siano sufficienti a tradurre tutto e in particolare sensazioni, emozioni, in qualcosa che ha a che fare con lo spirito».

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