Il ritorno del Peplum. Hollywood si rituffa nella mitologia e nell’antica Roma

di Andrea Spazzoli

Il 2014 verrà ricordato sicuramente come l’anno del ritorno della moda dei film storico/mitologici ad alto budget, i cosiddetti pepla.

Si può ricondurre questa ritrovata iniziativa di reinvestire sul suddetto genere al successo della serie TV targata Starz: Spartacus e le sue quattro stagioni (tenendo conto di una breve stagione prequel), tra il 2010 e il 2013.

Un primo tentativo di ravvivare il genere di prodotto storico sull’antica Roma era stato fatto, a livello televisivo, da HBO, in collaborazione con BBC e Rai Fiction, con la serie Roma, prodotta dal 2005 al 2007, ma è con Spartacus che il filone trova una grande presa di pubblico (anche grazie alla tecnica usata, il chroma key, ripresa dal 300 di Zack Snyder).

Si erano però già visti in questi anni alcuni tentativi di riprendere il genere con queste grandi produzioni di storie epiche e mitologiche – basti pensare a Scontro tra Titani e a Immortals, entrambi poco riusciti.

Il primo film ad essere arrivato nelle sale (il 30 gennaio) è Hercules – La Leggenda ha Inizio, un film che ci racconta le origini del leggendario personaggio e che vede nel cast anche Liam McIntyre, lo Spartacus dell’omonima serie sopracitata (escludendo la prima stagione in cui il personaggio era interpretato dallo scomparso Andy Whitfield). Apparentemente diverso, invece, è Hercules The Thracian Wars, tratto dai comic-book di Steve Moore Hercules: La Guerra dei Traci, uscito il 13 agosto con protagonista Dwayne “The Rock” Johnson, in cui ci viene presentato un Ercole più in là negli anni e a capo di un gruppo di mercenari, il tutto narrato anni dopo le famose dodici fatiche.

I due Ercole targati 2014 a confronto: a sinistra Kellan Lutz e a destra Dwayne Johnson

Non possiamo dimenticarci Pompei di Paul W. S. Anderson, uscito il 20 febbraio, che ci narra le avventure di un gladiatore, Milo (interpretato dal John Snow di Games of Thrones) nell’omonima città durante il periodo dell’eruzione del Vesuvio, oppure Noah di Darren Aronofsky, interpretato da Russel Crowe. Più avanti, invece, vedremo Mosè (interpretato da Christian Bale) nel kolossal Exodus di Ridley Scott. Come non dimenticare anche il seguito di 300 di Zack Snyder, ovvero 300 – L’alba di un Impero uscito lo scorso 6 marzo.

Insomma, non si può dire che Hollywood stia tornando ai tempi d’oro del peplum, con grandi star impegnate in imprese eroiche senza quasi mai spettinarsi o sporcarsi il viso, ma possiamo affermare la volontà di una sorta di reinterpretazione del genere, attraverso storie, per la maggior parte, già viste in passato e rivisitate con lo stile dei registi odierni.

Il trionfo dei muscoli, del nudo e, in certi casi, della violenza.

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8 thoughts on “Il ritorno del Peplum. Hollywood si rituffa nella mitologia e nell’antica Roma

  1. Condivido le tue riflessioni e rilancio.
    Trovo alcuni dei prodotti sopra citati decisamente ben riusciti e capaci di rinnovare il genere, attualizzandolo, rendendolo più fruibile per le nuove generazioni, pur parlando di mitologia e di storia antica.
    La ciclicità dei generi è fisiologica e questo gli americani lo sanno bene e ci campano da sempre. Basti pensare ai vari cliché, facilmente prevedibili, che ogni buona commedia americana tende a riproporre, mietendo successi e consensi di pubblico (magari non sempre ma la maggior parte delle volte accade).
    Tornano ai peplum made in USA, avendo visto NOAH, SPARTACUS (tutte le stagioni) e il recente Hercules, devo riconoscere che mi sono decisamente divertito, a tratti anche imbarazzato per certe scelte (soprattutto in merito a NOAH) ma nel complesso credo che l’obiettivo principale per cui sono realizzati questi prodotti sia stato raggiunto… divertire e intrattenere il pubblico.

    • sì, infatti la mia non voleva essere una critica ma semplicemente una breve analisi di questo fenomeno. (scrive uno che ha le prime due stagioni di Spartacus in dvd)

  2. Effettivamente il “peplum” dovrebbe cessere sollo quello italiano a basso costo, più o meno ispirato al kolossal hollywoodiano (Maciste è anteriore ad esso), ma non è la prima volta che sento estendere la definizione a comprendere anche alcuni di questi, e tutti i film di ambientazione “sword and sandal” nel genere “pepulm”.
    Tenuto conto del fatto che questi nuovi prodotti derivano anche dall’eredità del “peplum” italiano, per l’abbandono di ogni verosimiglianza storica, il gusto per l’effettaccio e l’utilizzo di personaggi “larger than life”, non mi sembra del tutto scorretto – anche per l’uso di elaborazioni e set extensions digitali – considerarli una sorta di “peplum 2.0” (si, lo so che il plurale latino sarebbe “pepla”, ma essendo passato nell’uso italiano lo considero invariabile).

    se accettiamo questa definizione più vasta, potremmo considerare questi nuovi film e telefilm – anche per l’utilizzo di set extensions digitali una sorta di “peplum 2.0”?

  3. Io ho letto spesso il fatto che il termine “Peplum” sia stato ideato in Italia, ma lo si usa per definire, appunto, i film storici e mitologici. Infatti vengono considerati peplum anche pellicole come “Ben Hur” (di W. Wyler del 1959, solo coproduzione con l’Italia) e “Spartacus” (S.Kubrik, 1960). Poi, che fosse nato solo per i film italiani è un conto, però lo si usa in generale per le pellicole, come già detto, di genere storico-mitologico.
    Infine, citando sempre dal sito della Treccani: ” i Cahiers du cinéma dedicarono un numero speciale al cinema mitologico italiano per il quale coniarono la definizione péplum (dal termine che indica il corto vestito dei personaggi maschili), che diventò il modo internazionale per indicare il cinema storico-mitologico di quegli anni.”
    Da quest’ultima definizione a mio parere si legge che il termine venne coniato per quel particolare tipo di cinema italiano, ma che in seguito, internazionalmente, venne utilizzato più in generale per tutte le pellicole del suddetto genere.

    http://www.allocine.fr/films/genre-13028/
    http://www.gazzettadiparma.it/news/film–giudizi/168975/Pompei—Maldestro-ritorno-al.html
    http://www.softrevolutionzine.org/2014/film-peplum-modelli-maschilita/

  4. e ovviamente con i film moderni citati si voleva intendere una sorta di evoluzione del genere, non che fossero “peplum” come quelli degli anni Cinquanta

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