L’industria videoludica contemporanea e la narrazione

di Ennio Formusa

Ad oggi il progresso dell’industria dei videogame, grazie anche alla fiorente rinascita del settore mobile, aumenta ad una velocità sempre maggiore, e le console portabandiera delle più rinomate aziende hardware/software sono state aggiornate completamente da poche settimane.

I cosiddetti “tripla A”, ovvero i titoli a budget di produzione più alto (GTA V, The Last of Us), oggi stanno cercando di imporre la loro predominanza almeno economica sulle altre produzioni delle industrie culturali.

Dati alla mano, nessun prodotto di entertainment nella storia è mai riuscito a incassare nei primi tre giorni dalla pubblicazione più di un miliardo di dollari statunitensi come il quinto capitolo della rinomata saga firmata Rockstar.

Sono molte le motivazioni che possono essere fornite per spiegare l’enorme successo dell’industria videoludica negli ultimi anni: l’implementazione del multiplaying online, i miglioramenti grafici e tecnici, l’utilizzo di attori e doppiatori professionisti, le nuove tecnologie a sensori di movimento e vocali, etc.

In concomitanza e forse anche in funzione di ciò, una componente della struttura di un videogame AAA che sta progressivamente accumulando sempre maggior importanza su tutti i fronti è quella narrativa.

The Last of Us, prodotto dalla Naughty Dog, è sicuramente tra i videogames per console dal comparto narrativo meglio curato in assoluto.

Già a partire dalla seconda metà degli anni ’90, si sono andati moltiplicando i titoli (Resident Evil, Metal Gear Solid) basati su un comparto narrativo molto più curato e variegato, con protagonisti, personaggi, ambientazioni ed intrecci più complessi rispetto quelli della maggior parte dei videogame degli anni precedenti.

Non c’è dunque da stupirsi se il reparto narrativo nei team di sviluppo per console ad alte prestazioni richieda, già a partire dall’inizio del ventunesimo secolo e ancora di più oggi, un apporto molto maggiore in termini economici, nonché una migliore organizzazione del lavoro e la ricerca di scrittori e sceneggiatori professionisti e affermati.

Narrazione e giocabilità infatti sembrano finalmente molto più vicine all’orizzonte nel quale si profila un’equilibrata sinergia tra questi due elementi. Il ruolo dello sceneggiatore/scrittore ha acquistato una rilevanza quantomeno basilare per lo sviluppo ed il successo di un qualsiasi titolo, soprattutto nel genere action/adventure.

Un esempio? Il recente Beyond: Two souls (2013), con protagonisti Ellen Page e Willem Dafoe, scritto e diretto dal David Cage di Heavy Rain.

video youtube:

Il primo trailer di Beyond: Two souls.

I risultati di tale equilibrio e tutto il resto potranno portare la cultura videoludica a raggiungere un’importanza, ormai a lungo anelata da appassionati ed accademici, sempre più inequivocabile quanto imprescindibile nella cultura generale?

Con le console appena aggiornate e una lunga lista di titoli molto ambiziosi (Mirror’s Edge 2, Deep Down) in produzione, ci si può aspettare che il suddetto orizzonte si vada facendo sempre meno lontano.

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