Non solo Hollywood – Sudamerica: una nuova realtà cinematografica

di Daniele Marazzani

Il mondo è dominato dall’industria cinematografica statunitense, un’industria solida, fiorente e ricca. La sua rete invade ogni mercato estero ed è in grado di condizionare il panorama mondiale della settima arte. Tuttavia, il pianeta è pieno di altre realtà che tentano in tutti i modi di guadagnarsi una fetta del mercato. Una fra le più sorprendenti degli ultimi anni è quella Sudamericana.

Il panorama cinematografico sudamericano è poco noto ma noi italiani dovremmo prestare più attenzione in quanto molti connazionali sono emigrati in Sudamerica nel Novecento. Infatti, il bacino dell’America Latina è stato da sempre un mercato ancillare importante per molti produttori italiani, grazie all’enorme affluenza di immigrati proveniente dalla nostra penisola.

L’industria cinematografica del continente ha subito una forte censura dai numerosi dittatori che si sono succeduti al governo dei vari paesi. Tale controllo politico ha limitato la produzione di prodotti audiovisivi e la diffusione dei filmati in tutto il mondo. Negli ultimi anni i regimi militari sono quasi tutti saltati e ciò ha permesso la fioritura del panorama cinematografico. Anni bui che sono stati raccontati da vari cineasti di vari paesi.

Due esempi? La storia ufficiale di Luis Puenzo. Un film argentino del 1985 che narra il dramma dei cittadini dopo la caduta del regime militare. La pellicola ottenne il premio Oscar come miglior film straniero, ma chi lo conosce? Nessuno, perché è sudamericano. Un esempio forse più noto e recente è il lungometraggio di Pablo Larrain, regista cileno che in No – I Giorni dell’Arcobaleno (2012) racconta della caduta di Pinochet.

Quindi, nonostante le enormi limitazioni, il Sudamerica è riuscito ad ottenere una certa visibilità grazie alle sue storie crude, reali e veritiere; ma non bisogna considerarlo come un continente che è in grado di richiamare l’attenzione internazionale solamente per le sue rievocazioni dei drammi subiti durante i governi dittatoriali militari. Sarebbe un grave errore. Negli ultimi anni sono cresciute le storie e l’ambizione dei progetti.

Il segreto dei suoi occhi, film argentino del 2009 diretto da Juan Josè Campanella (Oscar 2010), il cileno Gloria, del 2013 di Sebastian Lello (miglior attrice a Berlino 2013) e il colombiano La strategia della lumaca del 1993 diretto da Sergio Cabrera, narrano storie raffinate che nulla hanno da invidiare a prodotti anglofoni o europei. Ho scelto due esempi noti ma vi assicuro che ce ne sono molti altri altrettanto buoni. (Cazando Luciernagas del 2012, film colombiano e Volantin Cortao, cileno del 2013).

I vari Stati hanno abbandonato pian piano l’attivismo politico e tutt’ora forniscono prodotti a tutto tondo dall’ampio respiro internazionale sfruttando un linguaggio più accessibile. Il Cinema Novo Brasiliano, un movimento cinematografico nato negli anni Sessanta e ispirato a correnti europee come la Nouvelle Vogue e il Neorealismo, è un classico esempio di rinnovamento culturale che si è fatto carico di valori sociali e culturali, funzionando da modello critico per il Brasile. Il movimento “del nuovo” promosso da Nelson Pereira dos Santos ha coinvolto la maggior parte delle cinematografie Sudamericane ed è stato il cardine verso la liberalizzazione del cinema in quei paesi succubi dei regimi dittatoriali.

L’industria cinematografica Sudamericana non è unita ma è frutto di tante piccole realtà frammentante che a poco a poco stanno convergendo verso una consacrazione internazionale. Uno dei loro grandi vantaggi è che hanno pressoché una lingua comune (salvo per i paesi d’origine portoghese) e una storia d’origine simile. Tutto ciò ha permesso una grande diffusione dei film all’interno del continente e tra qualche hanno, se appianeranno le differenze territoriali, potrebbero riunirsi e creare un polo commerciale interessante. In fondo al mondo c’è posto per tutti e l’unione fa la forza perché il cinema non è solo Hollywood.

#Non solo Hollywood:

Bollywood: la cinematografia silenziosa, di Federica Marcucci
Hooray for Wellywood: il Cinema in Nuova Zelanda, di Cesare Cioni
Non sarà mai Hollywood: la fuga dei cervelli italiani, di Diletta Drago
Sudamerica: una nuova realtà cinematografica, di Daniele Marazzani
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Dello stesso autore:
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One thought on “Non solo Hollywood – Sudamerica: una nuova realtà cinematografica

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