Graphic novel is still… rock!

di Marina Porcheddu

Vi è mai capitato di sentirvi parte di una Graphic Novel? A me sì!

Mentre leggevo Graphic Novel is Dead, l’autobiografia a fumetti di Davide Toffolo, noto fumettista italiano nonché frontman dei Tre Allegri Ragazzi Morti, mi sono riconosciuta nella ragazzina con la maglia a righe che, nel libro, chiede un’intervista a Toffolo. Nella realtà le cose non vanno poi così diversamente: la mia vita non è chiusa tra quattro pareti disegnate, ma posso comunque indagare e farvi conoscere l’autobiografia di Toffolo anche se non posso intervistare il diretto interessato. Siete pronti? Inizia il viaggio nella vita dei supereroi rock!

Per chi, come Toffolo, è cresciuto con i miti de I fantastici 4, Alan Ford e la rivista Frigidaire è difficile distaccarsi dall’immaginario fumettistico anche in età adulta. Talvolta la passione per i fumetti viene trasposta musicalmente e accade che un gruppo come i Tre Allegri ragazzi morti venga identificato da un’immagine pubblica ma segreta, un ossimoro riscontrabile nel nome stesso della band di Pordenone. L’identità segreta del supereroe si ripercuote palesemente sul travestimento da “battaglia” di El Tofo, e qui ritroviamo un riferimento palese agli eroi del fumetto e che gioca, attraverso la maschera, a ricoprire un ruolo fondamentale e che ci aiuta a definire meglio il confine tra la sfera pubblica e quella privata.

Davide Toffolo è un personaggio sospeso tra musica e fumetto, e in Graphic Novel is Dead questa sospensione diventa tangibile: il lato pubblico di Toffolo, identificato con la musica, è documentato attraverso fotografie che lo ritraggono durante un concerto allo stadio San Siro di Milano, la parte più intima, invece, quella che racconta l’intimità del fumettista, è raccontata con i disegni.

<p><a href=”http://vimeo.com/84175812″>Graphic Novel is dead, il trailer</a> from <a href=”http://vimeo.com/larepubblicaxl”>videodrome-XL</a&gt; on <a href=”https://vimeo.com”>Vimeo</a&gt;.</p>

In Graphic Novel is Dead, El Tofo si spoglia dei suoi vestiti di scena e diventa Davide Toffolo e, mettendosi a nudo davanti al lettore, comincia a raccontare porzioni della sua esistenza fatte di noia, dubbi e insicurezze. Attraverso il fumetto e più precisamente la graphic novel, l’autobiografia di Toffolo viene rappresentata in chiave comica: e non ci si poteva aspettare che questo da lui. Toffolo diventa personaggio nel senso più stretto del termine, diventa icona ma allo stesso tempo incarna perfettamente le insicurezze e le particolarità proprie dell’uomo moderno. C’è una palese necessità di raccontarsi dopo aver raccontato per anni le storie degli altri.

Priorità dell’autore è quella di rendere la graphic novel luogo della libertà del linguaggio: da anni questa è la sua battaglia. La sfida è quella di provare a immaginare il fumetto come un linguaggio maturo, adulto, capace di raccontare storie e capace di raccontare noi stessi. Un’accezione forse – azzardo – pionieristica del fumetto, certamente all’avanguardia. Nel raccontare tutte le sfumature di un allegro ragazzo morto, Pasolini, il fantasma di suo padre e la comicità di Kaufman, ricoprono un ruolo fondamentale e sono la costante di Toffolo per tutto il racconto. Personaggi che in diversi modi hanno influenzato la sua vita pubblica e privata e la cui presenza mistica, presenzia in tutta l’autobiografia. Accanto a queste presenze che richiamano in parte l’aldilà, c’è quella più “terrena” di Pepito, il pappagallino co-protagonista del romanzo che lo segue in tutte le attività quotidiane e riporta Toffolo con i piedi per terra ogni volta che questo “svalvola”.

Un’autobiografia a fumetti in chiave comica e colorata. Per la prima volta Toffolo pubblica un libro a colori (curati da Alessandro Baronciani) per dare (forse) ancora più personalità all’opera. La continuità narrativa c’è, tuttavia ogni tavola è fine a se stessa, improntando la narrazione su una dimensione più autoconclusiva.

Fumetto e musica conferiscono all’opera una chiave rock, esattamente come il titolo: Graphic Novel is Dead è, infatti, un titolo chiaramente provocatorio. Il titolo non identifica sfiducia nei confronti del fumetto, tutt’altro. La scelta è voluta ed è da ricercare nei meandri della stessa cultura del rock indipendente che utilizza la formula del “Rock is dead” per ribadire il concetto opposto, ovvero che il rock è più vivo che mai esattamente come lo è la graphic novel. Nella lettera di presentazione all’editore, è lo stesso Toffolo a scrivere che lo scopo è quello di indagare sul futuro del fumetto. E sono quasi certa che la scelta di “colorare” l’autobiografia sia metafora del futuro che si prospetta davanti a questo forma più globalizzata del fumetto. Chissà se in questa visione puramente ottimistica della graphic novel, il futuro del rock indipendente è visto allo stesso modo.

Lasciamo ai posteri l’ardua sentenza.

I Tre Allegri Ragazzi Morti hanno portato Graphic Novel is Dead in giro per l’Italia: usare la musica dei TARM per rendere il percorso di Toffolo più semplice da capire (anche grazie alla comicità di Kaufman a cui ricorre) è stata sicuramente una scelta vincente. Tuttavia, il “tour autobiografico” si è concluso, e a noi non resta che tornare al “mondo prima” della graphic novel. Avete festeggiato anche voi, il 18 aprile al Covo di Bologna, i 20 anni della band di Toffolo e compagni?

#Graphic Novel:

Capire la Graphic Novel, di Anna Molteni
Graphic novel e cinema: Clementine e Adèle su due rette parallele, di Denise Penna
Graphic novel is still… rock!, di Marina Porcheddu
Non solo carta; la graphic novel in Utopia e nei serial, di Erica Benedettelli (28 Aprile)
Romanzo grafico e romanzo di formazione, di Augusti Ruggeri (29 Aprile)

Dello stesso autore:
Visioni italiane 2014: respirare cinema sardo nel ventennale della rassegna bolognese

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4 thoughts on “Graphic novel is still… rock!

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