Graphic novel e cinema: Clementine e Adèle su due rette parallele

di Denise Penna

Un giorno il cinema si innamorò del fumetto, della sua arte in movimento, delle sue linee sinuose e spigolose. Decise di appropriarsi della sua essenza, di rielaborare le sue forme e riadattarle sullo schermo. Così, le due giovani arti che si inseguivano, divennero una cosa sola. Oggi è la graphic novel, nuova frontiera della letteratura disegnata, a diventare materia da plasmare in fotogrammi.

Ecco, prendetela come un’intensa storia d’amore come quella di cui sto per parlarvi.

In tal senso, la storia di Il blu è un colore caldo termina con un gran bel lieto fine. La vie d’Adèle, che prende vita proprio dalle pagine di questo romanzo, ha infatti trionfato all’ultimo Festival di Cannes.

Analizziamo questo caso.

L’opera prima della francese Julie Maroh, uscita in Francia nel 2010, racconta la storia d’amore tra Clementine, 15 anni, ed Emma, pittrice, di qualche anno più grande. Quello di Clementine è un diario illustrato, commovente e tenero, del difficile percorso di auto-consapevolezza, di accettazione da parte degli altri e di se stessi. È la storia di una coppia separata dalla vita.

Certo, il tema dell’omosessualità è senz’altro delicato e necessita di una trattazione altrettanto delicata ma a mio parere si scade spesso e volentieri nel banale, nel melenso, nel melodrammatico e il punto di vista al femminile della Maroh finisce col diventare spesso un difetto di chi sposa lo stile (e il tratto delle illustrazioni) degli shojo manga.

La storia di Clementine attira un certo pubblico ma il film che Abdellatif Kechiche ne ha tratto, ne ha certamente sedotto (quale miglior scelta di parole!) uno più vasto. La vita di Adèle ha le sue fondamenta nel titolo stesso: lo sguardo della cinepresa segue la protagonista ovunque, persino nel suo letto mentre dorme, e in qualunque momento di un arco di tempo relativamente lungo; i suoi rapporti con il prossimo sono come dei pezzi di un puzzle che pian piano prende forma. Qui, la relazione con Emma non è che una parte, sebbene consistente, di quel puzzle.

Che dire poi di lei, di Adèle: è un maschiaccio, un po’ sciatta ma buca lo schermo, è sicura di sé, sfrontata, femminile, estremamente sensuale e possiede una vitalità che traspare persino dalla voracità con cui addenta gli spaghetti; la stessa con la quale addenta l’esistenza. Non a caso, l’attrice dà il suo nome alla Clementine del fumetto. Insieme a Léa Seydoux crea una miscela erotica esplosiva e non solo, naturalmente, nelle lunghe scene di sesso esplicito, ma anche e soprattutto nei momenti in cui le ragazze si scambiano lunghi sguardi, si sorridono maliziose, si trovano a pochissimi centimetri l’una dalla bocca dell’altra.

Eppure, niente storie d’amore eterne, solo una grande tenerezza che rimane tra due persone che si sono amate tanto ma che alla fine si separano, come succede nella vita reale. E poi, finalmente, un po’ di sesso senza filtri!

Visione troppo maschile? Può darsi. Ma il film, certamente, funziona da molti punti di vista e trasforma l’adolescente Clementine, timida, insicura e acerba, in una donna. È questo in effetti il pregio fondamentale di una pellicola che è forse un po’ troppo lunga e lenta, nel suo intento di spiare momenti anche poco significativi.

Ma nemmeno il titolo della graphic novel è casuale. L’autrice opta per diverse gradazioni di grigio nel lungo flashback che è la narrazione e il colore per la cornice dei giorni nostri. Nel grigiore, il blu è l’unico colore che appare. È il colore dei capelli di Emma, ciò che colpisce Clementine al loro primo sguardo, che quindi scatena gli eventi, è la miccia che accende la passione.

Nel film è altrettanto fondamentale e lo si vede ovunque, dagli abiti indossati, alle porte delle case, come un’ondata travolgente ma allo stesso tempo rassicurante. Non per nulla, è proprio quando Adèle è sommersa dal blu intenso, totale del mare che dà l’impressione di essere finalmente in pace con se stessa.

#Graphic Novel:

Capire la Graphic Novel, di Anna Molteni

Graphic novel e cinema: Clementine e Adèle su due rette parallele, di Denise Penna

Graphic novel is still… rock!, di Marina Porcheddu (24 Aprile)

Non solo carta; la graphic novel in Utopia e nei serial, di Erica Benedettelli (28 Aprile)

Romanzo grafico e romanzo di formazione, di Augusti Ruggeri (29 Aprile)

Dello stesso autore: Riflessioni musicali: il presente e il ricordo. Cinque mesi senza Lou

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4 thoughts on “Graphic novel e cinema: Clementine e Adèle su due rette parallele

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