Back it up and do it again: le strutture narrative di How I Met Your Mother

di Cesare Cioni

A Ted Mosby ci sono voluti nove anni per incontrare la madre dei propri figli; ma in realtà ne sono bastati otto, perché l’ultimo è durato solo due giorni. Finalmente, quest’anno l’ha incontrata, ma le aveva già proposto di sposarlo qualche settimana prima, o due anni dopo, a seconda del punto di vista. E il tutto è accaduto circa vent’anni fa, nel 2014, o forse era il 2013. Sembra complicato? In effetti…

In apparenza, How I Met Your Mother si pone sulla linea già tracciata da Friends, e prima ancora da Seinfeld nel raccontare anno dopo anno le avventure amorose e professionali di un gruppo di giovani professionisti newyorkesi. Ma in Seinfeld – definita dagli stessi autori “una serie a proposito del nulla” – effettivamente per nove anni non c’è mai stato un vero e proprio arco narrativo; e Friends, in cui invece qualche minima evoluzione dei personaggi e dei rapporti tra di essi c’è stata, seguì uno sviluppo lineare.

How I Met Your Mother è diverso. E questo non solo perché mentre per dieci anni ci siamo chiesti se Ross avrebbe conquistato Rachel, sappiamo invece fin dalla fine della prima puntata che Ted non è destinato a trovare la felicità con l’apparente love interest, Robin. E neanche perché le escapades sessuali di Barney sono raccontate con maggiori dettagli di quelle di Joey. La vera rivoluzione di How I Met Your Mother è l’utilizzo di piani narrativi multipli che si accavallano, si intrecciano, e si ripiegano su se stessi, in modo forse non inedito, ma certamente innovativo per il medium e per la collocazione: è un Friends che ha visto Lost.

Tutta la serie infatti è un lunghissimo flashback che un Ted del futuro racconta ai propri figli nel 2030; e questo di per sé non è sconvolgente, ma in questa narrazione a ritroso si inseriscono flashback nel flashback, non sempre veritieri (anche perché i ricordi di Ted a volte sono confusi, e uno degli atri personaggi è un mentitore matricolato); flashforward a volte reali e a volte solo immaginati; dettagli del futuro incontro fra Ted e la madre del titolo, che però non vedremo in viso fino all’ultima puntata dell’ottava stagione; storie raccontate da punti di vista multipli, e non sempre coincidenti, oppure in ordine cronologico inverso; realtà parallele, citazioni cinematografiche, falsi storici, in un paio di occasioni anche viaggi nel tempo con la compresenza di versioni diverse degli stessi personaggi.

Dicevamo, queste non sono di per sé trovate inedite: il flashback menzognero era già stato utilizzato da Alfred Hitchcock, il punto di vista multiplo ancora da Hitchcock e ovviamente da Kurosawa; la narrazione a rovescio dai fratelli Nolan; di realtà parallele e viaggi nel tempo gli esempi abbondano, e il già citato Lost e Once Upon A Time hanno sdoganato la fusione di livelli temporali diversi in una sola narrazione televisiva. Quello che è nuovo, e degno di nota, è l’utilizzo di tutti questi artifici narrativi nell’ambito di una sit-com, serializzata per nove anni in oltre duecento puntate destinate al grande pubblico americano di prima serata. Un pubblico che evidentemente è ormai smaliziato, acculturato, in grado di stare al gioco e seguire senza perdersi una storia raccontata in modo assolutamente non convenzionale, dato che la serie ha avuto un enorme successo ed è stata insignita di numerosi riconoscimenti.

Questo è il segno più importante di un cambiamento significativo in atto, con l’arrivo nel pubblico televisivo delle generazioni cresciute con il multitasking e la multimedialità e che se forse soffrono di un attention span limitato sono però in grado di seguire narrazioni complesse e ricche di riferimenti incrociati. Personalmente, pur facendo parte di una generazione di qualche anno più anziana, anch’io apprezzo molto chi tenta di innovare le forme narrative tradizionali, e non vedo l’ora di scoprire cosa hanno in serbo gli autori televisivi per il futuro.

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3 thoughts on “Back it up and do it again: le strutture narrative di How I Met Your Mother

  1. Questa notte hanno trasmesso il finale. Ovviamente io l’articolo l’avevo scritto prima… e non voglio fare spoiler (e invito gli altri a farelo stesso), solo dire che, come si capirà rileggendo l’articolo dopo averl visto tutta la nona stagione, l’ultimo colpo di scena non l’avevo proprio visto arrivare: perché con How I Met Your Mother non bisogna, davvero, dare niente per scontato…

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