Guida cinefila per autostoppisti: i nostri preferiti

Anche per quest’anno, abbiamo fatto: il Laboratorio di Scrittura per il Web 2014 è terminato lo scorso 12 marzo e adesso vogliamo sfogarci un po’. Insomma, siamo stati alle regole (o alle norme redazionali), abbiamo cercato argomenti sia extra che intra-universitari, abbiamo cercato di essere il più “interessanti” e “leggibili” possibile. Ora, con questo articolo, vogliamo invece celebrare noi stessi e le nostre passioni – o i nostri guilty pleasures.

Ecco quindi, che vi interessi o no, i nostri film preferiti: quel film che “proprio non può mancare”, quello che abbiamo visto 10, 100, 1000 volte o quello che, a un certo punto, ha cambiato tutto! La scelta è quasi impossibile, ma proviamoci: qual è il vostro?

Paola Brembilla – Jurassic Park
Perché ricordo ancora quando l’ho visto al cinema nel 1993, perché è il film che ho visto più spesso e so ancora a memoria, perché nel 1993 credevo che davvero si potessero ricreare i dinosauri da una zanzara fossilizzata. Poi ho scoperto che era solo la magia del cinema.

Federica Marcucci – Chinatown
Perchè lo guardai per la prima volta a sedici anni perdendomi in quella sceneggiatura labirintica, perchè continua ad ipnotizzarmi nonostante conosca a memoria ogni singolo fotogramma. Perchè ho quella stupenda locandina appesa in camera. E poi Mr. Nicholson non è mai stato tanto affascinante.

Marina Porcheddu – Control
Semplicemente perché ho amato questo film dal primo fotogramma e l’amore aumenta ogni volta che lo rivedo. Perché nel riascoltare le musiche dei Joy Division, dopo aver visto il film, avrai un brivido in più. Perché Ian Curtis manca alla musica, e le atmosfere nostalgiche del film enfatizzano questa mancanza.

Jlenia Lasaracina – Hobo with a Shotgun
Perché qualsiasi film, indipendentemente dal genere, dovrebbe finire con un barbone incazzato con un fucile che fa fuori tutti. TUTTI.

Erica Benedettelli – Fratello, dove sei?
Perché mi sono innamorata delle sue musiche dal primo giorno in cui l’ho visto e passavo intere giornate ad ascoltare tutte le canzoni riavvolgendo il VHS. Perché è un film basato sull’Odissea e ciononostante mi ha fatto morire di risate, ma soprattutto perché, da quel famoso giorno, “voglio, posso e sto per farlo” è diventata la mia filosofia di vita.

Gabriele Prosperi – I Goonies
Qualcuno sapeva che quell’anno sarei nato: questo film è più mio che di Richard Donner. Per la maglietta di Superman che indossa Sloth, per Willie L’Orbo e i suoi trucchi, perché lo so a memoria e ho costretto un’intera famiglia a saperlo altrettanto, per il magnifico cameo di Cyndi Lauper alla TV… e perché ognuno di quei ragazzini sono stato io, in un modo o nell’altro.

Denise Penna – Suspiria
Per capire se mi è piaciuto o meno un film, devo emozionarmi. Sembrerà banale, ma sostengo che giudicare “di pancia” sia il punto di partenza per razionalizzare la visione e, successivamente, giudicarla. Perché Suspiria? Perché dopo i tantissimi horror che ho visto in vita mia, finalmente, mi sono spaventata!

Cesare Cioni – Cantando sotto la pioggia
Perché è colorato e giocoso, perché è finto come ogni musical e allo stesso tempo è sincero, perché c’è il cinema nel cinema, perché Gene Kelly e Donald O’Connor ballano “Moses Supposes”, perché Jean Hagen è strepitosa, Debbie Reynolds è deliziosa e Cyd Charisse è sexy, perché piaceva anche a Truffaut… perché, in fin dei conti, ogni volta che lo vedo mi mette di buon umore.

Alessia Romano – La Montagna Sacra
Perché il Cinema deve spiegare ciò che è apparentemente inspiegabile, e Jodorowsky abbraccia la missione. Perché il Cinema ha la possibilità di creare immaginari fantastici e contemporaneamente legati all’umanità del suo creatore e alla meccanicità del mezzo. Perché il Cinema non ha né scuola né comandamenti: La Montagna Sacra è Cinema, il resto spesso rimane semplice pellicola macchiata.

Ennio Formusa – Dracula di Bram Stoker
Quella scena con Gary Oldman/Vlad Ţepeş che conficca la sua spada al centro del crocifisso ortodosso, per poi bere da un calice il sangue che ne comincia a sgorgare; quella storica scena mi rimase piuttosto impressa quando la vidi per la prima volta in VHS, preciso, nell’infanzia. Vidi e rividi quel film (e con esso molti altri) decine e decine di volte, mi capita spesso di rivederlo ancora oggi per rispolverare quella che considero la produzione da me preferita del Coppola più “recente”.

Augusto Ruggieri – Una separazione
Quando l’ho visto al cinema non conoscevo Farhadi, non sapevo cosa aspettarmi. Uscito dalla sala ho pensato: questo è uno dei film più belli che abbia mai visto in vita mia. E non avevo mai scomodato sentenze di questa portata per nessun altro film. Un ritmo che non lascia respiro, una tensione quasi insopportabile, per una storia che parla, come dice il titolo, di una coppia che si separa. È proprio vero: la sceneggiatura della vita è thriller [cit.]. O, in alternativa, qualsiasi film con Emma Stone.

Attilio Palmieri – Incontri ravvicinati del terzo tipo

Perché Spielberg, con Lucas, ha cambiato il modo di fare cinema a Hollywood tra gli anni Settanta e Ottanta e questo film ne è stata la chiave, il grimaldello. Sintesi di un decennio ormai trascorso ed embrione di un altro in arrivo, Incontri ravvicinati del terzo tipo contiene tutti gli elementi della New Hollywood – dall’alienazione, alla condizione femminile, dall’amore per la Nouvelle Vague alla paranoia – ma al contempo riporta i suoi eroi sui binari del sogno, riportando l’altrove nei desideri dei protagonisti e degli spettatori. Perché il dialogo con il diverso, passa anche attraverso l’arte, la musica e le immagini.

Nicola Donadio – Roma Città Aperta e Paisà
Perché un buon film si regge sulle emozioni che suscita attraverso le sue immagini. La forza del cinema riesce persino a far comunicare personaggi che parlano lingue diverse. Poi perché basta una storia semplice, se la si sa raccontare, per incollare a uno schermo.

Daniele Marazzani – Cappello a Cilindro e I Tre Moschettieri
Sono numerosi i film che rivedo volentieri. Rivedo una determinata pellicola in base all’umore del momento. Visto che però adoro consigliare… tra le mie opere preferite ci sono Cappello a Cilindro e I Tre Moschettieri. La prima è una pellicola musicale del 1935 ed interpretata dalla coppia Fred Astaire e Ginger Rogers; immortale la canzone “Cheek to Cheek”. Il secondo è il miglior film realizzato sui moschettieri. Si tratta di una pellicola del 1948 diretta da George Sydney. Nel cast sono presenti Lana Turner, Gene Kelly, Vincent Price, Van Heflin e “La non ancora signora in giallo” Angela Lansbury. Perché ho scelto questi titoli? Li guardavo sempre quand’ero piccolo e tutt’ora rimango incantato dalla bellezza di queste opere classiche. Il classico non è sinonimo di vecchio e noioso, sovente rappresenta la magia e il romanticismo.

Roberto Cannavò – Le avventure del barone di Münchausen

Perché raccoglie in sé il senso della vita. Almeno per come piace vederla a me!

Olga Torrico – Je t’aime moi non plus
Un B-movie con climax erotici? Balle. Un film che non si traveste da film. Poesia pura, vera: una storia che Gainsbourg racconta senza pretese estetiche, che viene fuori tranciante. Al tetano. Un film di gusto e disgusto. Una forma senza forma: unica, ondeggiante. Adulto e bambino. Appassionato e indolente. Un’opera nuda, diversa, che non nasconde difetti, sporcizie, squallore. Un film umano, di contatti. Ogni fotogramma mostra lo scheletro delle cose, il sudore, l’odore dei corpi. Ok, continuiamo con gli elenchi: ronzii di mosche, sole alto, sera fresca. Turbante, provocante, magnetico, doloroso. Caustico, intimo, ruvido, incompreso, asfissiante, libero, ingenuo, profondo, penetrante. No man’s land tra le discariche e canzoni bellissime. Uno dei film preferiti di Truffaut, pure.

Diletta Drago – Provaci ancora, Sam / Casablanca

Quella del film preferito, lo ammetto, è la domanda più difficile. Pensandoci bene, quello che conta è lo stato d’animo con cui si inizia a vedere un film e quello che poi rimane alla fine. Vidi Casablanca su consiglio di un amico e rimasi incantata: il fascino che solo una pellicola in bianco e nero può dare, il breve ma intenso amore di Rick e Ilsa e As time goes by in sottofondo furono letali. Ma ancora più bello fu scoprire che potevo “tornare a Casablanca”, ridendo con Woody Allen; la parodia che ne fa in Provaci ancora, Sam è una delle interpretazioni che più preferisco. Quasi una sola storia per due diversi stati d’animo, da rivedere in base all’umore della giornata. E poi…parliamoci chiaro, quale donna non ha mai desiderato un’apparizione di Humphrey Bogart?

Anna Molteni – Beetlejuice
Ancora oggi lo vedo un paio di volte al mese, potrei doppiare l’intero cast, VHS distrutto per la bellezza di ben due volte, causa usura della pellicola.
Un geniale ed eclettico Tim Burton, musiche di Danny Elfman e Harry Belafonte con la sua Banana Boat, una sceneggiatura che ha segnato completamente il mio immaginario dell’aldilà, ambientazioni suggestive, poesia, tanta poesia e… volete mettere la soddisfazione di una bambina nel poter sentirsi dire da tutti che Beetlejuice – Lo SPIRITELLO PORCELLO è il tuo film preferito!?!

Bruna Di Giacomo – La Meglio Gioventù
Quarant’anni di storia italiana, quella storia che ci ha cambiato. L’amore fraterno, l’amore conquistato e perso, l’amore per un ideale. Riconoscersi in un film è un’esperienza mozzafiato. Percepire un pezzo di sé nei dialoghi così come nei silenzi dei personaggi resta il più affascinante dei viaggi. “Lo stai cercando il mistero? Devi trovare l’anima!” dice Matteo a Mirella intenta a scattare fotografie agli estranei. La Meglio Gioventù trascende i tecnicismi del cinema e mi concede il lusso di intravedere, di tanto in tanto, quel mistero che disperatamente cerco…proprio negli occhi degli sconosciuti. Non è il mio film preferito, è un magnifico dono.

Andrea Spazzoli – Il Seme della Follia
Non è il film che ho visto di più o che so a memoria (Pulp Fiction) ma lo amo. Adoro come la letteratura horrorifica e soprattutto “lovecraftiana” si intrecciano in un’opera tanto intricata quanto inquietante. Potrei scriverci un’intera tesi, ah già, in parte l’ho già fatto…

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5 thoughts on “Guida cinefila per autostoppisti: i nostri preferiti

  1. Che bello leggere le motivazioni delle scelte fatte. E’ la prova che il cinema è un’esperienza sociale, ma certi film sono nostri e basta.
    Personalmente il mio film del cuore è “Hook – Capitan Uncino”, non solo visto fino, allo sfinimento (e con la colonna sonora che mi ha seguito in musicassetta, CD ed ora mp3), ma anche causa di un colpo di fulmine con il fantasy che dura da un quarto di secolo.

  2. Splendido post, condivido molte scelte! Il mio è “Un’altra donna” di Woody Allen: amo tutti i suoi film, mi hanno sempre fatto ridere e pensare, ma questo è diverso, questo mi ha cambiato.

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