Della necessità di una critica dei film nelle diverse situazioni e condizioni di visione

di Giacomo Di Foggia

Brevemente vorrei sottolineare la necessità di una critica dei film nelle diverse situazioni e condizioni di visione: recensioni delle copie dei film come, dove e quando sono stati visti dal recensore.

Questo non per una simpatica iniziativa editoriale, ma sistematicamente, affinché si dimostri pienamente che l’esperienza spettatoriale partecipa con enorme autonomia e portata di conseguenze del film stesso. Tale necessità deriva, oltre che dalle teorie che lo spiegano, dall’esperienza quotidiana.

Sono molto affezionato a Senso. È un film che ho visto decine di volte, da quando ero piccolo e mio padre, vero responsabile della mia ossessione per lo spettacolo, me ne mostrava una sua copia in un già vecchissimo e scricchiolante Betamax con grossi problemi di tracking registrata da lui chissà quando, commentandone ogni sequenza e esaltandone gli aspetti più melomani.

Lo rividi poi al liceo, immagino fosse un Vhs affittato. Tutti i film si vedevano nell’Aula di Scienze, una delle meglio conservate dell’edificio ottocentesco, col televisore mega catodico in fondo, in basso. Tempo dopo, nel corso del mio Erasmus a Parigi, scopro che al Cinema Accattone proiettano Senso. Una tappa obbligata per un accanito veterocinephile com’ero a ventun anni. La pellicola era rovinatissima, sporca, piena di salti e sobbalzi. Spessi sottotitoli in grassetto arancione e in francese e tedesco (una copia svizzera) coprivano un terzo delle inquadrature. Per giunta, quei sottotitoli traducevano malissimo: ricordo bene di aver pensato che tutto fosse molto piu soft e delicato del melodramma violento, ipocrita e subdolo inscenato.

L’ho rivisto poi restaurato dalla Cineteca di Bologna. È uno di quei film che rivedo sempre in Rai. Alcune settimane fa ho scaricato [DivXIta Mp3]Senso(Visconti, 1954)[tntvillage.org].torrent per vederlo con una mia amica che non lo conosceva.

È sempre lo stesso film?

Certo che, pur parlando sempre di me stesso, non sono lo stesso spettatore: ho dieci anni insieme a mio padre estasiato e didattico; sedici e sono presumibilmente terrorizzato da una possibile interrogazione all’ora successiva; ne ho ventuno e mi sento molto realizzato per il fatto di studiare a Parigi ed essere solo all’Accattone; sto cenando e guardo la TV; sto sul divano con la mia amica pensando molto più a lei che ai turbamenti della Serpieri.

Fino a qui nulla di nuovo. Di nuovo rispetto a cose teorizzate e spiegate ampiamente dalla Sobchack o da Casetti o da molti altri. E niente di nuovo rispetto anche a infinite situazioni che ognuno può raccontare. E del rapporto personale con un film che sto dicendo e invece voglio pensare a chi fa critica, chi espone le proprie idee su un film a lettori, ascoltatori, followers, fan ecc.

Non si tratta di chiamare in causa la manipolabilità digitale o la convergenza mediale ecc., basterebbe anche solo ascoltare le proprie parole quando ci si rammarica per un Final cut imposto da una produzione e si freme per vederne il Director’s cut o un’Extended versions. Oppure quando ci si lamenta (luogo comune durissimo a morire) che in Italia tutti i film vengono doppiati. Sarebbe molto piu logico che l’amante dei film fosse felicissimo e orgoglioso di vedere, mettiamo, The Tree of Life che nel giugno 2011 per nove giorni al Cinema Lumière di Bologna è stato proiettato a rulli invertiti.

Totale invidia per chi ha assistito a quelle proiezioni: quegli spettatori hanno avuto la particolare fortuna di vedere un film totalmente unico: la Cineteca Version di The Tree of Life. Fossi un critico, ne farei una recensione specifica. Fossi la Cineteca, ne editerei la versione anche in Dvd, magari nell’ambito di quei cofanetti che già contengono Final e Director’s cut.

(Appena uscito, un amico mi masterizzò Film Socialisme di Godard. Nei primi venti minuti, solo e concentratissimo, pensavo: “Ammazza a ottant’anni Godard com’e narrativamente radicale!” Poi mi sono accorto che l’inizio si ripeteva in continuazione perche il DVD era masterizzato male e il film ripartiva da capo. Film Socialisme Giacomo version.)

Dello stesso autore:

A me di Sanremo piacciono soprattutto manicheismo, dualismo e schematismo

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...