Orgoglio Italiano. Il signor Riz Ortolani

di Jlenia Lasaracina

Ci ha lasciato lo scorso 23 gennaio, all’età di 87 anni, il grande compositore di colonne sonore Riz Ortolani.

Orgoglio italiano, ma conosciuto soprattutto all’estero, il signor Riziero ci lascia con una quantità spropositata di musica per il cinema, musica, come da lui definita, senza data. Gli diamo pienamente ragione.

Il primo lavoro di Ortolani è la colonna sonora di Mondo Cane, film di Paolo Cavara, Gualtiero Jacopetti e Franco Prosperi che inaugura negli anni ’60 un nuovo genere cinematografico, il “mondo movie”: genere a metà tra il documentario e il film etnografico, condito con una buona dose di sarcasmo e immagini raccapriccianti. Il film riscuoterà un enorme successo negli Stati Uniti, tanto che uno dei suoi pezzi, scritto in collaborazione con Nino Oliviero, More, verrà premiato con una duplice candidatura ai Grammy e all’Oscar come miglior colonna sonora. Mica fuffa.

Dagli anni ’60 in poi, potremo ascoltare la sua musica in tutte le produzioni italiane del genere.

Come non citare il tema centrale di Cannibal Holocaust, da lui stesso definito film musicale: per l’amante del genere è impossibile ascoltare questo brano senza richiamare alla memoria gli ormai celebri fotogrammi del film. Provare per credere.

Districarsi nell’enorme quantità di musica prodotta da Riz Ortolani, si contano all’incirca 300 partiture, non è semplice, ma qualcuno, qualcuno che conosciamo bene, pare esserci riuscito.

Si tratta di Quentin Tarantino che, abitualmente, inserisce nelle sue colonne sonore celebri pezzi del maestro, rendendogli omaggio come lui solo sa fare. Ad esempio, avremo il brano I giorni dell’Ira, composto nel 1967 per l’omonimo film western, riproposto in Kill Bill vol.1 e 2 e Django Hunchained.

Avremo la colonna sonora di Al di là della legge (1968), riproposta in Bastardi Senza Gloria.

Anche il regista danese Nicolas Winding Refn sceglierà per il suo Drive, premio alla migliore regia per il festival di Cannes nel 2001, il brano Oh My Love, scritto nel 1971 per il film Addio zio Tom, il quinto mondo movie della coppia Jacopetti-Prosperi.

Per entrambi i due casi, tra Tarantino e Refn, abbiamo un estratto da un’intervista dove il maestro si conferma un vero e proprio signore:

I nostri omaggi dunque, se li merita tutti.

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