R.I.P. – Rest In Promotion: schiattare non ha mai fruttato così tanto

di Gabriele Prosperi

Quando si parla di gente che muore è difficile non passare per morbosi (soprattutto se è il secondo o terzo post in cui lo fai… mea culpa). Puoi metterla nel modo più ironico che ti riesce ma, in fondo in fondo, il punto è sempre quello: la morte non ci piace, è brutta. E allora mi chiedo: perché stanno schiattando un sacco di personaggi storici nelle serie animate?!

L’ho appena saputo e ancora non ci credo: Brian Griffin è morto da poche ore, nella sesta puntata della dodicesima stagione de I Griffin. Appena l’ho letto ho pensato: macchecc*

Ebbene sì: il cane animato parlante più famoso al mondo non ci sarà più… La quantità di siti e blog in cui è riportata la notizia è tale che metterò un inutile spoiler alert solo adesso:

 

Prima di arrivare al punto in questione però una piccola premessa: in una meravigliosa puntata di South Park (stagione 10, episodio 4) viene mostrato a Eric Cartman il segreto della serie di Seth MacFarlane. Tutto si basa sulla capacità degli autori de I Griffin di mettere insieme degli argomenti scelti prendendo a caso alcune sfere contenenti varie idee generiche. Le associazioni comiche e le storie raccontate da I Griffin sono cioè così “complesse” che anche questi “sceneggiatori” – dei lamantini tenuti dentro un grosso acquario – sono in grado di realizzare.

 

Comunque, dopo l’importante lavoro di questi simpatici cetacei possiamo immaginare che le associazioni passino poi al vaglio di qualcuno il quale, alla fine, dovrà pur decidere se accettare o meno le sfere scelte da Fluffy o Gretchen. Quindi esiste qualcuno che ha deciso di far scomparire uno dei personaggi più noti e più amati della serie.

Brian non è il solo: come saprete già da un po’, Al Jean – storico produttore de I Simpson – ha da poco rivelato agli Emmy Awards della morte di uno dei personaggi principali della serie di Matt Groening. La morte ne I Simpson non è mai data per scontato e la potenzialità di questo stratagemma è ben nota agli appassionati della serie, nonché ai molti accademici e studiosi che se ne sono occupati.

La serie come al solito fa scuola anche in questo e ci insegna che la morte – quale ne sia la causa – ha sempre un forte potere attrattivo. Che sia per la dipartita di un doppiatore (è il caso di Troy McClure e Lionel Hutz) o per motivi pubblicitari (benché non accertato, sembrerebbe proprio il caso di Maude Flanders, della cui morte già si anticipava anche in Italia nel lontano 2000) la scomparsa di un personaggio attira più di qualsiasi cosa.

L’esempio de I Simpson è doppiamente calzante: lo scoop lanciato agli Emmy ha avuto un’eco pazzesca con la scomparsa della doppiatrice Marcia Wallace. E così, oltre all’incognita trapelata da Jean, scopriamo che a scomparire sarà anche l’insegnante di Bart, la signorina Caprapall.

Sempre sperando che Al Jean non sia responsabile della morte della doppiatrice a fini pubblicitari, certo ora possiamo metterci l’anima in pace: la nostra non è morbosità. Macché: siamo soltanto degli spettatori, e come ci ha insegnato il reality di Eva Mendes, Live! (Bill Guttntag, 2007), la morte è solo il più potente selling element in mano ad un autore.

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4 thoughts on “R.I.P. – Rest In Promotion: schiattare non ha mai fruttato così tanto

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