The witching hour: una televisione infestata da streghe

di Gabriele Prosperi

Sbaglio oppure, anche se Halloween è appena passato, fuori è ancora strapieno di streghe? Nel mondo seriale ne abbiamo viste di tutti i colori, già dagli anni ’50, ma con American Horror Story: Coven, Witches of East End, Sleepy Hollow e The Originals (spin-off di The Vampire Diaries), il 2013 sembra proprio voler dare inizio a una nuova caccia alle streghe.

Piper, Prue e Phoebie erano delle buone a nulla a confronto: questa è roba seria!

La stregoneria ci affascina da secoli e forse ci sono più studi sulla sua rappresentazione che vere e proprie rappresentazioni di streghe. Una cosa però la possiamo dire: dopo Vita da strega queste signore si sono guadagnate un posto nel paranormale “buono”. Certo, c’è una linea di demarcazione tra supereroe e superpotere e, diciamoci la verità, faremmo tutti a meno di dover salvare la bella Mary Jane. Però la strega ha anche qualcosa in più rispetto al patriottico e reazionario supereroe, o al burocratico e rasputiniano genio della lampada: il potere del compromesso. Qualcosa che New Orleans conosce bene e che in qualche modo rispecchia il dialogo tra diverse istanze nella produzione culturale.

New Orleans porta alla mente il mondo creato da Anne Rice, autrice di una lunga e proficua serie fantasy, da cui venne tratto l’antesignano Intervista col vampiro con Tom Cruise, Kirsten Dunst e Brad Pitt – non so voi, ma a me viene un bel “niente a che vedere con Edward Cullen”…

Fu proprio la “regina dell’horror” che, con un azzeccato crossover letterario, unì due serie da lei create, entrambe aventi per ambientazione la sua amata città: le Cronache dei vampiri e La saga delle streghe Mayfair. Il punto di contatto tra i due universi fu un carattere, in realtà, alla base dell’identità americana: un ambiente in grado di contenere e mescolare più culture, New Orleans. Ciò che rende la città adatta a queste creature è qualcosa che generalmente consideriamo mostruoso: l’Altro, e la possibilità di mescolarci con esso. New Orleans, col suo passato e la sua storia di città del sud, bacino di culture provenienti – nel bene o nel male – da altri luoghi, è la città americana che più si può definire creola.

Il creolo è contemporaneamente qualcosa di antico, di molteplice, ma che giunge a nuova costituzione: è l’America stessa, l’idea che si può andare oltre senza dover passare a miglior vita, l’idea di un’altra possibilità, un’altra frontiera – culturale, razziale – da poter superare.

New Orleans – o le provinciali Sleepy Hollow e East End scenograficamente identiche – diventa il luogo di un compromesso. Se la connotazione bene/male (alla Streghe per intenderci) rimane in Sleepy Hollow, allargandosi però dal gruppo intimo delle tre sorelle Hallywell alla congrega in lotta con la controparte malvagia, man mano che ci spostiamo sulle altre serie la distinzione diventa sempre più sottile. L’identità meticcia di New Orleans sembra essere un modello da cui prendere esempio: le streghe senza tempo di East End sono buone perché gran parte delle loro azioni sono riconducibili al buon senso. Ma proprio per questo, nel momento in cui si sporcano le mani, comprendiamo che Bene e Male siamo solo noi a definirli.

L’acme di questa bassa definizione si raggiunge poi con il terzo capitolo dell’“antologico” American Horror Story. In Coven parlare di Bene e Male non solo non è possibile, ma inappropriato: quelle streghe sono “vere”, oltre che realmente esistite in alcuni casi; non hanno una funzione o una connotazione drammaturgica.

E anche quando ce l’hanno la loro funzione esce fuori dal racconto: in The Originals (ugualmente ambientata a New Orleans), così come nel mondo immaginato da Anne Rice, l’incontro di streghe e vampiri è una strategia per proseguire la storia, anche quando per farlo bisogna tornare indietro nel tempo. Bene e Male non c’entrano nulla: queste ambigue figure sono quel compromesso che fa andare avanti le cose, una pozione magica che ci trasporta immediatamente in un luogo condiviso, una frontiera da superare.

Insomma: al rogo i vecchi buonismi. Cominciamo a divertirci!

Dello stesso autore:

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Tag: Serie TV, Televisione, Streghe, New Orleans, Coven, East End, Sleepy Hollow, The Originals, Anne Rice, Vampiri

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2 thoughts on “The witching hour: una televisione infestata da streghe

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