Roma Web Fest, l’inizio del cambiamento?

di Alessia Giannoni

Dopo i molteplici esempi esteri di festival dedicati al mondo della serialità web (Los Angeles Web Fest, Vancouver Web Fest, Toronto Web Fest) anche l’Italia inizia ad aprirsi a questa realtà. Si è infatti svolto a Roma, tra il 27 e il 29 settembre scorsi, il primo festival italiano dedicato interamente alle web series, patrocinato dalla Regione Lazio, dalla Roma Lazio Film Commission e dalla DG Cinema MiBac: il Roma Web Fest.

Si tratta di un’iniziativa curata dalla direttrice artistica Janette De Nardis, la quale ci racconta che l’idea di creare questo festival è nata per caso: “Viaggiando molto per lavoro, per i festival internazionali di cinema, da un paio d’anni mi era capitato di vedere all’estero molto interesse per le web series […]; ugualmente in Italia avevo notato che c’erano tantissimi autori indipendenti che erano interessati all’argomento, mi sono appassionata alle web series e mi sono detta: perché non creare un festival per mettere in evidenza quelli che sono i prodotti migliori?’

Le web series non erano infatti riuscite, finora, a ritagliarsi uno spazio nel panorama festivaliero della serialità audiovisiva, venendo spesso inglobate in festival dedicati alla fiction (come il Roma Fiction Fest) e ritenute più dei prodotti sperimentali che delle nuove forme di intrattenimento.

Questo festival si pone come obiettivo principale la rivalutazione del potenziale delle web series, ritenute troppo spesso un prodotto di serie B. In parte, ci riesce. In tre giorni si sono susseguite anteprime, incontri tra autori e produttori, tavole rotonde con esperti del settore e futuri videomaker o aspiranti tali. Risulta però messo in secondo piano il ruolo del pubblico che in questo campo più che in altri decreta il successo o l’insuccesso di un prodotto: è vero che le web series finaliste sono state decise da un pubblico che le ha votate tramite il sito del festival, ed è vero che è stato assegnato un Premio del Pubblico, ma all’interno della manifestazione l’audience è stato messo da parte.

Ad esempio, nella prima giornata si è svolto l’evento pitch: gli autori delle web series hanno incontrato i produttori nella sala di proiezione; gli spettatori si sono però trovati ad assistere all’incontro senza poter intervenire. Inoltre, il programma non offriva altro in quel momento, se non le riproiezioni delle serie già viste la mattina. Altra mancanza era dovuta al fatto che né prima, né dopo la proiezione delle web series in concorso venisse fatta una presentazione o un dibatto con gli autori (che erano però quasi sempre presenti in sala). Le presentazioni sono state molto spicciole anche durante l’evento anteprime. L’unica possibilità dello spettatore per poter interagire con gli autori era quello di acquistare il pass mercato e assistere ad incontri più mirati allo sviluppo di un prodotto rispetto alla sua pubblicizzazione. Insomma, si è parlato tanto delle web series interattive, di come coinvolgere il pubblico, di quale sia la piattaforma migliore per avere maggior visibilità ma… una volta che il pubblico è fisicamente presente, viene ignorato.

Come prima edizione, comunque, il bilancio non può che essere positivo: ottima vetrina per gli autori, buona fonte di anteprime per blogger e giornalisti. Si spera in un futuro di una maggiore promozione dell’evento, così da poter permettere anche a coloro che non sono a conoscenza del mondo delle serie web di diventarne fruitori, o quantomeno conoscitori. Come ci assicura Maxi Gigliucci (direttore generale): “Questo festival non nasce per essere una pillola, nasce per essere rapportato al festival del cinema o il fiction fest, vogliamo continuare questa esperienza e ci crediamo molto”.
Intanto, ogni vincitore si gode il suo premio:

Le cose brutte (miglior web series italiana) parteciperà alle finali del Los Angeles Web Fest e vince una borsa di studio presso lo IED;

Stuck (miglior web series) parteciperà al Marseille Web Fest e vince un premio speciale da parte di Own Air;

 –Lost in Google (miglior crossmedia storytelling) parteciperà all’Hong Kong Web Fest e riceve da Romeur Academy una borsa di studio;

Run Away (miglior regia) parteciperà alle finali del Vancouver Web Fest e riceve dalla società Buzz my Videos assistenza per sei mesi su youtube;

Revolution (premio del pubblico) parteciperà alle finali del Melbourne Web Fest e riceve un premio dalla società RomaLocation.

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One thought on “Roma Web Fest, l’inizio del cambiamento?

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