Al calcio reality preferisco le partite alla radio

di Alessio Merighi

Spesso ritenuto l’erede moderno della pratica gladiatoria, il calcio, nell’epoca delle pay tv, si è trasformato nel parente più stretto dei reality show.

Il primo esperimento di contaminazione tra calcio e reality è datato 2004, si tratta del programma Mediaset Campioni, il sogno, che ruota attorno alla squadra del Cervia, militante in Eccellenza e allenata per l’occasione dal campione del mondo Francesco Graziani. Dopo un avvio promettente, il programma perde progressivamente spettatori e chiude dopo sole due stagioni con un sostanziale fallimento.

Negli ultimi anni si assiste alla tendenza opposta rispetto a quella auspicata dal format fallimentare: sono le tecniche tipiche dei reality a entrare nelle manifestazioni sportive.

Da qualche anno le telecamere di Sky entrano negli spogliatoi dei calciatori nell’immediato pre-partita, spiandone atteggiamenti e comportamenti. Ecco Totti che ascolta musica con un’espressione concentrata, Milito che scherza con i compagni, Marchisio che non trova gli scarpini, eccetera eccetera. A seguire, prima dell’intervallo tra i due tempi, l’intervista a uno dei calciatori prescelto per concedersi a frasi fatte e dichiarazioni di circostanza che spezzano l’attesa per il secondo atto del match.

Ma neanche durante la partita le telecamere si fanno discrete e si concentrano sul campo da gioco. Inquadrature e primi piani del pubblico, che diventano talvolta più interessanti del confronto tra le due squadre, e soprattutto dei calciatori esclusi e lasciati in tribuna. Basta pensare a poco tempo fa, Milan-Barcellona, Balotelli e la sua fidanzata in tribuna: il primo esulta, la seconda no. E così i giornali il giorno dopo possono sbizzarrirsi in arguti editoriali spiegandoci i motivi della mancata gioia della ragazza.
Sempre a Balotelli, il giorno del suo esordio col Milan, è stata dedicata una particolare telecamera che seguiva lui e lui solo in ogni suo movimento durante l’intera partita facendone l’unico protagonista. Espediente a metà tra un reality sulla vita di SuperMario e Fifa 2013.

Una serie di pesanti interferenze che non hanno nulla a che fare con la pratica calcistica. Coadiuvate dalla decadenza gossippara dei giornali sportivi (da vedere l’“imperdibile” articolo sulla cresta di El Shaarawy), queste trovate televisive contribuiscono a spostare l’attenzione sempre più al di fuori del campo da calcio. E’ uno sport, quello moderno, sempre più fatto di chiacchiere inutili e prive di senso, di spettacolarizzazioni visive generate dalle moderne tecniche televisive. Gossip, televoti, sondaggi inutili che riproducono l’esperienza delle scommesse sportive. Tutte cose che esulano dall’universo calcistico.

E allora l’altro giorno, preda di queste riflessioni, ho acceso la radio, e le ho seguite lì le partite. Senza spettacolarismi, senza parole inutili. E nel ping pong radiofonico tra un campo e un altro, mi è sembrato che finalmente il protagonista vero di quell’ora e mezza fosse il calcio, e il calcio soltanto.

Articoli correlati:
In tempo reale

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...